Viaggio in India: le regole culturali di cui tenere conto

State organizzando il vostro viaggio in India e non vedete l’ora di immergervi nella cultura di questo Paese così affascinante. Ecco alcune regole culturali di cui tenere conto prima di partire, per non rischiare di incorrere in brutte sorprese.

Prima di partire per l’India, ci sono alcune regole culturali da conoscere per riuscire a godere delle bellezze e delle tradizioni di questo Paese con abitudini così diverse dal nostro ma ugualmente affascinanti.

Innanzitutto la lingua: in India si parla l’Hindi, che viene declinato in oltre mille dialetti diversi, ma l’altra lingua ufficiale è l’inglese, quindi, nonostante la pronuncia diversa di alcuni termini, e che potrebbe creare qualche piccolo problema di interpretazione, comunicare non è un grosso problema. Tra le parole ambigue, una a cui fare attenzione è hotel, che quasi sempre indica dei ristoranti e non posti dove alloggiare.

Nei ristoranti si servono quasi esclusivamente piatti vegetariani, a parte qualcuno che propone carne di pollo o di capra. A causa delle scarse condizioni igieniche con cui viene conservata, è consigliabile evitare di mangiare carne. La cucina indiana è povera e poco sana: si usa friggere i cibi in abbondante olio di senape e si fa molto uso di zucchero. E a tavola bisogna osservare alcune regole: mai mangiare con la mano sinistra, che viene usata solo per l’igiene personale, mai mangiare da piatti o stoviglie altrui.

Difficile anche trovare dei ristoranti che vendano alcol, perché è molto tassato. Tuttavia, in alcune guesthouse frequentate da turisti stranieri, è possibile acquistare birra sottobanco.

Se si è invitati a un compleanno, non bisogna spaventarsi se, a un certo punto, la torta viene tagliata con le mani e gli invitati vengono imboccati uno a uno, sempre con le mani.

Quando ci si presenta, è necessario far attenzione, se si è uomini, a non stringere la mano di una donna e a non avere con lei alcun contatto fisico. Per presentarsi basta semplicemente unire le mani e dire “Namastè”.

Bisogna sapere che l’India è un Paese ancora molto maschilista e, proprio per questo, le donne straniere non sono ben viste. Per evitare di avere problemi, vestirsi in modo appropriato, con le spalle e le gambe coperte, preferire abiti larghi per non evidenziare le forme del corpo. Se si ha intenzione di indossare l’abito locale, il saree, è preferibile evitare, perché potrebbe risultare offensivo. Sarà difficile incontrare donne che fumano o che bevono, anche perché le donne che hanno queste abitudini vengono considerate prostitute. Da non dimenticare che in India esistono ancora i matrimoni combinati.

Le donne sposate portano una linea rossa dalla fronte a tutta la riga dei capelli. Il puntino rosso sulla fronte, che una volta simboleggiava il terzo occhio, oggi è solo una decorazione.

Anche gli uomini sono molto attenti alla cura del proprio corpo, camminando è facile imbattersi nei Men Beauty Parlour, saloni di bellezza dove vanno a tingersi i capelli, radersi, fare la pulizia del viso o massaggi.

Prima di prenotare un viaggio in India, è importante sapere che in questo Paese l’omosessualità è considerata un reato e viene punita dalla legge, però due uomini possono tenersi per mano mentre passeggiano conversando. L’India è un paese omofobo e tutta la sessualità è un argomento ancora tabù. Sui treni è possibile incontrare le Hijra, dei transessuali che si pensa possano donare fertilità agli uomini. Questi personaggi, che passano tra le carrozze battendo le mani, sono ben visti, proprio perché simbolo di prosperità. È usanza dare loro delle offerte, per poter beneficiare del loro influsso positivo.

Per le strade non è raro incontrare persone che chiedono l’elemosina: in India mendicano tutti, dai bambini agli adulti. Inoltre, tutto è contrattabile.

Tra i tanti simboli presenti nel Paese vi è la svastica, che, a differenza di quella adottata da Hitler come simbolo del nazismo, qui è rotata di 45 gradi ed è un segno di buon auspicio.

Capita di trovare in giro molti uomini con barba e capelli lunghi con un’arma appesa alla cintura – di solito un coltello: sono i Sikh, che abitano nello Stato del Punjab, il più ricco dell’India. I seguaci di questa religione non possono tagliare mai i capelli e la barba.

Oltre ai Sikh, è possibile incontrare anche i Sadhu, uomini vestiti di arancione con la faccia dipinta. La loro vita è tutta dedita alla meditazione e alla rinuncia ai beni materiali. Bisogna però fare attenzione: molti Sadhu sono finti e chiedono denaro ai turisti, invece i veri Sadhu accettano volentieri le offerte ma non chiedono mai soldi.

Sempre a proposito di soldi, bisogna fare attenzione a non portare rupie indiane fuori dall’India, poiché è considerato illegale.

Queste sono alcune regole culturali da conoscere prima di intraprendere un viaggio in India che, ricordiamo, è uno dei Paesi più affascinanti del mondo.

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