Nella serata di giovedì 2 aprile, Pechino Express torna in esclusiva su Sky Uno e per le coppie in gara non sarà una tappa facile. La puntata mette sul tavolo qualcosa di concreto: un biglietto per la Cina, secondo Paese del viaggio, riservato a chi riuscirà a qualificarsi. Costantino della Gherardesca conduce e Lillo torna nel ruolo di inviato speciale, questa volta con una bandiera nera in mano, pronta a complicare la vita a chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Il percorso copre circa 190 km: si parte da Madiun, si passa per Surakarta dove le prime tre coppie ad arrivare al Libro Rosso staccano il pass per la Prova Immunità, e si chiude a Yogyakarta.
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Cosa vedere a Yogyakarta
Yogyakarta è la protagonista della quarta puntata di Pechino Express ed è una delle perle da scoprire dell’Indonesia. Considerata la capitale culturale dell’isola di Giava spicca perché tutt’oggi è governata da un sultano e per aver conservato una vitalità artistica vicina alle tradizioni che non si trova altrove.
Cosa vedere? Non si può perdere Kraton, il palazzo reale costruito a metà del Cinquecento e ancora la residenza del Sultano di Yogyakarta. Il cortile principale ospita la sala dei ricevimenti con pavimento in marmo e colonne in legno dorato, la sala da pranzo con i lampadari italiani, la carrozza reale delle principesse.
Accedere costa solamente 1 euro e spesso al suo interno si può assistere a spettacoli di Gamelon, l’orchestra indonesiana che combina xilofoni, gong, tamburi e metallofoni. In più la vera chicca sono gli appartamenti del sultano che parzialmente sono visitabili e mostrano ritratti della famiglia reale, fotografie e tanto altro.
Subito dopo merita una visita il Castello sull’Acqua, Taman Sari, costruito nel Settecento come palazzo dei piaceri del sultano. Al centro ci sono piscine scenografiche, all’interno del villaggio collegato si trova una moschea sotterranea.

Il mercato Pasar Beringharjo, lungo Jalan Malioboro, è uno di quei posti in cui si potrebbe restare ore. Si sviluppa su più piani: abbigliamento, batik, borse, spezie. Ci sono warung che servono Gado-Gado preparato al momento, e vale provarlo.
La sera, Jalan Malioboro si trasforma in qualcosa di difficile da descrivere. L’arteria principale di Sosrowijayan si riempie di scooter, becak, musicisti di strada e venditori ambulanti. Mangiare nasi goreng (il riso fritto tradizionale) seduti sulle stuoie in uno dei warung, tra la gente del posto, è probabilmente l’esperienza più autentica che Yogyakarta può offrire.
Senza allontanarsi troppo dalla città, consigliamo una visita ai templi di Prambaman, dichiarati patrimonio UNESCO dal 1991. Il complesso del IX secolo è dedicato alla triade induista e dalle terrazze si possono ammirare i bassorilievo con le scene dei Ramayana. Attorno si scorgono le rovine di oltre 200 templi minori, alcuni ancora in fase di restauro dopo il terremoto del 2006.

Dove si trova e come raggiungerla
Yogyakarta si trova a poco meno di 600 chilometri di Giacarta. Le alternative per raggiungerle partono da treno e autobus; via terra, da Giacarta si parte dalla stazione di Gambir per poi arrivare a Yogyakarta Tugu da cui si raggiunge il centro in circa 10 minuti; in alternativa si può utilizzare il nuovo aeroporto Kulon Progo dove però operano solamente voli locali e non compagnie internazionali.