Nîmes e la sua arena, la città più Romana dopo Roma

È la “Roma francese" e da duemila anni è il cuore della romanità oltreconfine

È la “Roma francese”. Basta fare un giro per il centro storico di Nîmes per rendersene subito conto. Fin dal I secolo d.C., questa cittadina del Sud della Francia, che oggi conta poco più di 150mila abitanti, è stata il cuore della romanità. Sorta lungo la Via Domitia, che collegava l’Italia alla Spagna, Nîmes si espande e si arricchisce di monumenti sontuosi, molti dei quali rimasti tali e quali fino ai giorni nostri. Non stupisce, quindi, se, vedendo l’Arena Romana di Nîmes, intatta e in perfetto stato di conservazione, la si possa confondere con il nostro Colosseo.

L’Amphithéâtre di Nîmes è l’anfiteatro Romano meglio conservato, nonché uno dei più grandi e fu costruito poco dopo l’Anfiteatro Flavio di Roma e possiede tutte le caratteristiche dell’Età Flavia: la facciata suddivisa su due livelli di arcate, l’attico, i pilastri e le semicolonne di ordine tuscanico. L’arena misura 133 metri di lunghezza per 101 di larghezza e ha sempre ospitato manifestazioni celebrative, come i combattimenti fra gladiatori (e animali), un luogo appositamente dedicato e caratterizzato da un’ottima visibilità per i 24mila spettatori che poteva ospitare sulle 34 gradinate. Ancora oggi l’Amphithéâtre è il monumento più visitato della città e vi si tengono ricostruzioni storiche, come i “Grands Jeux Romains“, concerti, spettacoli, corride e corse camarghesi.

Proprio difronte all’arena nel 2018 è stato aperto il Musée de la Romanité, uno dei più grandi progetti architettonici e culturali contemporanei della Francia, pensato da Elizabeth de Portzampar. È un importante complesso sulla cultura Romana, che ospita un museo, un giardino archeologico ma che è anche un luogo da vivere. Al suo interno sono presentati 5.000 dei 25.000 pezzi compresi nelle riserve archeologiche di Nîmes, tra cui i mosaici di Achille e di Penteo, i maggiori pezzi scoperti durante gli scavi sull’Allées Jaurès nel 2006-2007. Dal 13 maggio al 19 settembre 2021, ospita, in collaborazione con il Musée du Louvre di Parigi, la prima mostra francese interamente dedicata al culto imperiale “L’Empereur romain, un mortel parmi les dieux” (L’imperatore romano, un mortale tra gli dei).

Dello stesso periodo è la Maison Carrée, un tempio di epoca imperiale costruito in onore dei nipoti adottivi dell’Imperatore Augusto, Caio e Lucio Cesare, “I Principi della Gioventù”, come rivela un’iscrizione sul frontone decifrata nel 1758 dallo studioso di Nîmes Jean-François Séguier. Poiché i fedeli non potevano entrare nel tempio, le cerimonie si svolgevano all’esterno. Circondata da un porticato ed eretta su una piattaforma, si trovava di fronte a un altro edificio (probabilmente la curia). L’insieme costituiva il Forum, il cuore economico e amministrativo della città antica.

La piazza fu ristrutturata nel 1993 da Norman Foster, l’architetto che realizzò anche il Carré d’Art Jean Bousquet, un tempio contemporaneo di vetro situato di fronte al tempio antico che ospita una biblioteca con migliaia di opere, una biblioteca sonora, una mediateca e il Museo d’Arte Contemporanea, per definire una sorta di unità nello spazio tra i due edifici. Durante il “confinement” (che noi chiamiamo “lockdown”), alcune delle opere sono state portate fuori dal museo (chiuso come tutti gli altri musei della Francia) per essere ammirate all’aperto grazie al progetto “Carré d’art hors les murs”.

Il Tempio di Diana è, invece, il monumento più romantico ed enigmatico di Nîmes. Di certo è associato al culto dell’Imperatore, ma la sua funzione specifica non è ancora nota. Questa struttura è l’unico monumento rimasto dell’antico santuario. A quanto pare, aveva una duplice funzione: era una biblioteca e una sala dedicata alle celebrazioni del culto dell’Imperatore.

L’unica torre rimasta delle mura Romane è la Tour Magne, la più alta e la più bella della città antica. Visibile a diversi chilometri di distanza, la torre segnalava la presenza della città e del tempio imperiale ai piedi della collina, nei pressi della sorgente. Infatti, le mura di Nîmes erano tra le più grandi della Gallia Romana, si estendevano su una superficie di 220 ettari lungo un perimetro di 7 km. Le mura, con dieci porte e ben 80 torri, svolgevano una funzione difensiva ma anche di prestigio. Oggi il piano superiore è scomparso e la torre si eleva a un’altezza di 32 metri.

È dello stesso periodo uno dei siti più famosi della Francia, inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, il Pont du Gard, indubbiamente l’opera d’arte più spettacolare dell’acquedotto costruito per oltrepassare la valle del Gardon. Formato da tre livelli di arcate sovrapposti, questo ponte è di un’eccezionale ampiezza: 275 metri di lunghezza per 48 d’altezza e quindi il più alto del mondo Romano.

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