La Sardegna che non ti aspetti: le Piscine Naturali di Bau Mela, regno d’acqua e granito

Tra querce antiche, ginepri e rocce levigate dall’acqua, Bau Mela regala una Sardegna lontana dalle spiagge, fatta di cascate, piscine naturali e paesaggi ancora intatti

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

6 min di lettura

Mare da sogno, spiagge paradisiache e cibo da leccarsi i baffi. È tutto vero, ma è altrettanto reale che la Sardegna centrale nasconde angoli selvaggi scolpiti dagli agenti atmosferici lungo i millenni che lasciano incantati. Le Piscine Naturali di Bau Mela, infatti, fanno quasi dimenticare (e senza rimorsi) l’immagine più conosciuta dell’isola, fatta di coste turchesi e di grandi distese di sabbia.

Nel territorio di Villagrande Strisaili, ai margini della Barbagia, il Rio Baccu Silacaccero attraversa una zona ricca di querce e ginepri secolari. A circa 845 metri di quota, l’acqua cambia ritmo e la roccia la sua forma. Il granito, levigato dalla corrente per tempi lunghissimi, presenta vasche tondeggianti, marmitte, piccoli salti e pozze trasparenti. È proprio questa successione a rendere Bau Mela diversa da una semplice cascata.

La prima cascata è la più imponente e alimenta la piscina principale. Poco più avanti, una seconda caduta si articola in vasche più piccole, raggiungibili attraverso il percorso presso il torrente. Nelle giornate calde la tentazione di entrare nell’acqua è forte, ma la temperatura può risultare decisamente fresca, soprattutto dopo periodi piovosi. Intorno, la vegetazione contribuisce a dare al posto un carattere quasi primordiale.

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