La Sardegna che non ti aspetti: le Piscine Naturali di Bau Mela, regno d’acqua e granito

Tra querce antiche, ginepri e rocce levigate dall’acqua, Bau Mela regala una Sardegna lontana dalle spiagge, fatta di cascate, piscine naturali e paesaggi ancora intatti

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Mare da sogno, spiagge paradisiache e cibo da leccarsi i baffi. È tutto vero, ma è altrettanto reale che la Sardegna centrale nasconde angoli selvaggi scolpiti dagli agenti atmosferici lungo i millenni che lasciano incantati. Le Piscine Naturali di Bau Mela, infatti, fanno quasi dimenticare (e senza rimorsi) l’immagine più conosciuta dell’isola, fatta di coste turchesi e di grandi distese di sabbia.

Nel territorio di Villagrande Strisaili, ai margini della Barbagia, il Rio Baccu Silacaccero attraversa una zona ricca di querce e ginepri secolari. A circa 845 metri di quota, l’acqua cambia ritmo e la roccia la sua forma. Il granito, levigato dalla corrente per tempi lunghissimi, presenta vasche tondeggianti, marmitte, piccoli salti e pozze trasparenti. È proprio questa successione a rendere Bau Mela diversa da una semplice cascata.

La prima cascata è la più imponente e alimenta la piscina principale. Poco più avanti, una seconda caduta si articola in vasche più piccole, raggiungibili attraverso il percorso presso il torrente. Nelle giornate calde la tentazione di entrare nell’acqua è forte, ma la temperatura può risultare decisamente fresca, soprattutto dopo periodi piovosi. Intorno, la vegetazione contribuisce a dare al posto un carattere quasi primordiale.

Origine e formazione delle Piscine Naturali di Bau Mela

Il protagonista assoluto di questo tesoro di Sardegna è il granito, una roccia resistente che la corrente ha progressivamente levigato e inciso. Il Rio Baccu Silacaccero scorre su di esso e, lungo il suo corso, l’erosione fluviale ha prodotto cavità, vasche e marmitte naturali. La conformazione a due livelli delle cascate rende particolarmente leggibile questo processo.

Bau Mela, Sardegna
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Le vasche naturali del Bau Mela

La caduta superiore concentra l’acqua nella vasca più grande, mentre il salto successivo distribuisce la corrente in una sequenza di piscine minori. Piogge abbondanti e variazioni stagionali possono modificare la portata del torrente e, di conseguenza, anche l’aspetto delle vasche: dopo un periodo particolarmente umido il paesaggio acquatico può apparire molto più impetuoso rispetto ai mesi asciutti.

Il nome Bau Mela ha un’origine meno certa. Alcune interpretazioni associano “bau” al termine sardo riferito al guado, mentre il significato di “mela” resta più controverso e viene collegato, in alcune ricostruzioni, alla conformazione scura di una cavità fluviale oppure al termine sardo relativo al melo. Si tratta però di ipotesi linguistiche, prive di una spiegazione univoca attestata dalle fonti istituzionali.

La presenza umana, in questa parte dell’Ogliastra, affonda radici molto antiche. A poca distanza si trovano infatti importanti testimonianze della civiltà nuragica, fra templi, villaggi e tombe monumentali. Il complesso di S’Arcu ‘e Is Forros comprende templi a megaron (tra cui uno particolarmente monumentale) e un nuraghe trilobato, mentre Genna Troculu conserva un villaggio nuragico e una Tomba di Giganti. Sa Carcaredda aggiunge un altro tassello archeologico a un territorio abitato e frequentato già nella preistoria.

Visita, attività e cose da vedere

Bau Mela è un luogo naturale privo di gestione turistica diretta. L’accesso alle piscine è quindi libero e il sito dispone di un sentiero segnalato (classificato di media difficoltà). L’area non presenta servizi strutturati quali bar o punto ristoro, quindi conviene arrivare attrezzati con acqua, scarpe adatte a un terreno irregolare e tutto il necessario per trascorrere qualche ora all’aperto.

Il percorso porta verso il torrente attraverso il bosco, fino alla successione di cascate e vasche. La piscina maggiore rappresenta il punto più scenografico, mentre le vasche inferiori permettono di osservare più da vicino il lavoro dell’acqua sulla roccia. Per chi ama il bagno in acque naturali, le piscine costituiscono la parte più invitante della visita. Serve però prudenza: pietre bagnate, corrente e profondità variabile rendono indispensabile valutare le condizioni del torrente prima di entrare in acqua, soprattutto dopo piogge intense.

Un’esperienza decisamente più tecnica è il canyoning. Alcune attività organizzate nell’area prevedono calate in corda, tuffi e passaggi nell’acqua, con una calata più alta indicata intorno ai 7 metri. Si tratta di un’attività diversa dalla semplice escursione e necessita l’uso di attrezzatura specifica, oltre alla guida di operatori qualificati.

Il territorio offre poi altri motivi per prolungare la giornata. Un percorso attrezzato con tavoli per la sosta conduce alla Cascata di Sothai, che precipita nel Canyon di Bau Vigo. Nella vicina Villanova Strisaili, a circa 700 metri di quota, la Gola di Pirincanes mostra un altro volto del granito locale, con il Rio ‘e Forru che ha scavato una serie di grandi vasche naturali chiamate marmitte dei giganti.

Chi preferisce aggiungere una dimensione archeologica può raggiungere S’Arcu ‘e Is Forros e Sa Carcaredda, trasformando una visita naturalistica in un itinerario fra acqua, granito e civiltà nuragica. La combinazione è uno dei tratti più interessanti dell’alta Ogliastra, perché in pochi chilometri mette insieme ambiente montano, ingegneria idraulica e archeologia.

Dove si trovano e come arrivare

Le Piscine Naturali di Bau Mela si trovano nel territorio comunale di Villagrande Strisaili, nell’alta Ogliastra della Sardegna centro-orientale. Il punto di riferimento stradale è la vecchia SS389 Lanusei-Nuoro, lungo il tratto situato a circa 10 chilometri da Villanova Strisaili, presso la diga di Bau Mela.

Arrivati nell’area della vecchia diga, la strada lascia spazio alla vegetazione e la presenza dell’acqua diventa sempre più evidente. Il percorso verso le piscine parte nei pressi della Colonia Montana di Bau Mela e segue il corso del torrente. Un’altra possibilità consiste nel raggiungere la zona della diga e proseguire a piedi verso le cascate.

La diga aggiunge un elemento curioso alla visita: lo sbarramento di Bau Mela appartiene al sistema idrico dell’Alto Flumendosa, insieme alle dighe di Bau Mandara e Bau Muggeris. Il bacino associato allo sbarramento interessa circa 92 chilometri quadrati e la capacità d’invaso è di più o meno 100.000 metri cubi. Accanto all’ambiente selvaggio compare quindi una grande infrastruttura legata alla gestione delle risorse idriche della Sardegna montana.

Il parcheggio presso la diga ha spazio limitato e nei periodi di maggiore affluenza può risultare affollato. Meglio quindi evitare le ore centrali delle giornate estive, soprattutto se l’obiettivo è vivere il torrente con maggiore tranquillità.