Monteferrante in Abruzzo, borgo minuscolo appollaiato su una terrazza rocciosa

Paesino con appena 100 residenti, ma che custodisce un'anima medievale intatta e un panorama che spazia dalle foreste verdi fino alle acque calme del Lago di Bomba

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Lasciandosi alle spalle la costa adriatica e risalendo le strade che in parte costeggiano il fiume Sangro, ci si ritrova a osservare un paesaggio che muta curva dopo curva. Dalle colline morbide si passa a speroni di roccia dalle molteplici forme, per poi vedere comparire un minuscolo grumo di case aggrappato a un colle a circa 800 metri di altitudine. Quello è Monteferrante, borgo della provincia di Chieti, che occupa una terrazza naturale da cui ammirare il Lago di Bomba e persino intercettare il profilo severo della Majella.

La sensazione che si avverte, almeno secondo molti, è quella di un paesino che vive in un isolamento fiero, una solitudine scelta piuttosto che subita. In secondo luogo, è impossibile non rimanere affascinanti dalla sua struttura verticale che ricalca la morfologia del terreno, adattandosi alle pendenze con una sapienza architettonica che privilegia la continuità materica tra la montagna e l’edificio.

Parte del circuito dei Borghi Autentici d’Italia, vanta una fusione totale con l’ambiente in cui si trova, un equilibrio precario ma duraturo e che sfida la forza di gravità.

Cosa vedere a Monteferrante

Solo poco più di 100 persone abitano le strade di Monteferrante, un paese che pur visitandosi in poche ore regala una densità sorprendente di dettagli. Elementi che raccontano una storia fatta di nobiltà feudale e devozione popolare profonda.

Castello dei Di Sangro

Simbolo storico di Monteferrante, il Castello dei Di Sangro sorge nella parte più alta del paese e custodisce un aspetto austero, tipico delle residenze fortificate che dovevano fungere sia da centro amministrativo sia da baluardo difensivo. Oggi di esso restano alcuni tratti di cinta muraria e ambienti che suggeriscono la presenza di torri e camminamenti.

Chiesa di San Giovanni Battista Decollato

Poco distante dal castello si trova la chiesa principale del nucleo abitato, dedicata a San Giovanni Battista Decollato. L’esterno presenta linee sobrie, coerenti con la semplicità del contesto. All’interno è invece sorprendente, grazie alla presenza di una decorazione barocca che crea un contrasto netto con l’austerità delle facciate in pietra del paese.

Altari riccamente ornati, stucchi e dettagli dorati testimoniano un periodo di prosperità e di attenzione alla dimensione religiosa. Il 24 giugno si celebra la festa del patrono, occasione che richiama residenti e visitatori, e in cui questo edificio diventa fulcro della vita comunitaria, con processioni e momenti di convivialità.

Il centro storico

Molto bello è anche il centro storico, con le sue strade che seguono l’andamento del rilievo. Passo dopo passo ci si rende conto che le abitazioni presentano portali in pietra, piccole finestre e balconi essenziali. In diversi punti compaiono archi che collegano edifici opposti, soluzioni tipiche dei borghi medievali appenninici.

Le scalinate rappresentano un elemento ricorrente. Salendo si aprono vedute ampie sulla valle, mentre scendendo si incontrano cortili interni, orti e angoli appartati. Il fatto più curioso, però, è che nulla appare fuori scala rispetto all’ambiente circostante.

Il Belvedere sulla Val di Sangro

Un vero e proprio spiazzo naturale che funge da balcone sull’intero circondario. Da questa posizione, lo sguardo spazia dai picchi innevati della catena della Majella fino alle linee azzurre del Lago di Bomba in lontananza. La geografia del luogo si svela in tutta la sua complessità, mostrando il reticolo di boschi di faggio e querce che stringe d’assedio il centro abitato.

Nelle giornate limpide, i contorni dei paesi limitrofi appaiono così nitidi da sembrare a portata di mano, dando vita a una mappa visiva di un Abruzzo interno ancora autentico e selvaggio.

Cosa fare a Monteferrante

Le attività da fare a Monteferrante ruotano attorno all’interazione con il borgo e i suoi ritmi lenti, grazie a cui entrare in contatto diretto con la vita locale e i sapori della tradizione. Tra le migliori esperienze vi consigliamo:

  • Partecipare alla sacra rappresentazione di San Giuseppe: il 19 marzo il paese mette in scena una rievocazione della vita di San Giuseppe. Gli abitanti interpretano i personaggi, indossano costumi tradizionali e trasformano le vie del centro in un teatro all’aperto. La serata si conclude con una tavolata organizzata dalla Pro Loco, momento conviviale che racconta lo spirito comunitario dei questo prezioso villaggio.
  • Assaggiare la cucina locale: la tradizione gastronomica segue quella abruzzese interna. Pasta fatta a mano, carni ovine, formaggi stagionati e salumi saporiti sono all’ordine del giorno. I piatti richiamano una cultura pastorale radicata, legata alla transumanza e alla vita rurale.
  • Esplorare i dintorni naturali: i boschi che abbracciano Monteferrante mettono a disposizione sentieri adatti a passeggiate tra querce e macchia mediterranea. I torrenti della valle creano angoli freschi durante l’estate. L’area invita a un turismo discreto, rispettoso dei ritmi ambientali.

Dove si trova e come arrivare

Come già accennato, Monteferrante si trova in provincia di Chieti, nell’entroterra rispetto alla costa adriatica. Chi viaggia in auto può percorrere l’autostrada A14 fino all’uscita Val di Sangro e proseguire verso l’interno seguendo le indicazioni per la Valle del Sangro e per il Lago di Bomba. La strada sale gradualmente tra colline e tratti boschivi, risultando anche piuttosto piacevole alla vista.

Dalla città di Chieti il tragitto attraversa paesaggi rurali e piccoli centri, regalando un’anteprima dell’Abruzzo più autentico. I collegamenti con mezzi pubblici risultano limitati, quindi l’auto rappresenta la soluzione più pratica e veloce.

Arrivando, il paesino sospeso nel vuoto di circa 100 anime appare all’improvviso, raccolto sulla sua preziosa altura. Le case in pietra emergono dal verde con discrezione. Parcheggiando ai margini del centro e salendo verso il cuore antico si avverte subito un cambio di ritmo.

Monteferrante chiede attenzione ai dettagli, rispetto per la sua dimensione ridotta, disponibilità ad ascoltare storie che parlano di feudi medievali, famiglie nobili, feste patronali e paesaggi vasti. Chi accetta questo patto scopre un frammento della regione che resta nella memoria con una forza quieta e persistente.