Avete presente Civita di Bagnoregio, la “Città che Muore”? Immaginiamo di sì perché è uno dei borghi italiani più conosciuti anche all’estero. Bene, ciò che in molti non sanno, però, è che di fronte a esso sorge un altro bellissimo paesino, che per alcuni aspetti è anche molto, ma molto simile. Il suo nome è Lubriano e si trova affacciato sulla Valle dei Calanchi, una distesa di creste argillose che si rincorrono fino all’orizzonte.
Siamo nella Tuscia viterbese, forse in una delle sue zone più selvagge, e Lubriano prende vita proprio lì, su una lingua di terra che quasi pare dover crollare da un attimo all’altro (anche se, e va detto, è assolutamente più stabile della vicina Civita). Conta meno di 1.ooo abitanti, ma nonostante ciò racchiude una stratificazione storica che parte dagli Etruschi, passa per i Romani e attraversa invasioni, guerre, dominazioni longobarde e potere papale. Il suo nome antico, Vicus Cimiliano, racconta già una lunga trasformazione.
Qui il tempo si percepisce nei dettagli: il basalto scuro sotto i piedi estratto dalle cave vicine; le case in tufo che trattengono il caldo del giorno e rilasciano lentamente l’odore della terra; le aperture tra le mura che regalano scorci improvvisi su un paesaggio che sembra disegnato a mano.
Indice
Cosa vedere a Lubriano
Questo silenzioso e affascinante borgo del Lazio invita a esplorare il suo tessuto urbano e i suoi punti di osservazione con attenzione ai dettagli architettonici, i quali riflettono le diverse stratificazioni storiche e il contesto geologico che, contemporaneamente, modella ogni visuale.
Piazza San Giovanni Battista
Il cuore di Lubriano si apre in una piazza ampia e luminosa che funziona da punto di incontro tra vita quotidiana e storia. Dedicata a San Giovanni Battista, vi si affacciano gli edifici più importanti e fa sì che lo sguardo corra subito oltre le case, quindi verso la valle.
Al centro si trova la Fontana della Pucciotta, realizzata all’inizio del ‘900 per celebrare l’arrivo dell’acqua. La vasca quadrata in basalto sostiene una figura in bronzo, un putto che stringe un cigno dal cui becco sgorga un getto continuo.
Chiesa di San Giovanni Battista
A pochi passi dalla fontana sorge la Chiesa di San Giovanni Battista legata a una storia che affonda nel periodo longobardo. L’edificio attuale mostra un volto barocco ed è risultato di ricostruzioni successive (soprattutto dopo il terremoto del’600 che colpì duramente tutta l’area).
L’interno è raccolto, con una sola navata scandita da arcate ampie. Tra le opere conservate si trovano affreschi, pale e lapidi incastonate nelle pareti e, tra le altre cose, anche le reliquie di San Procolo, figura molto cara alla comunità locale.
Palazzo Monaldeschi
Poco distante si incontra uno degli edifici più rappresentativi del borgo. Il Palazzo Monaldeschi ha una storia lunga e stratificata: prima dell’anno 1.000 ospitava un convento, attorno al quale si sviluppò il primo nucleo abitato. In seguito passò alla potente famiglia Monaldeschi, che ne fece una residenza signorile.
Nel ‘600 subì una trasformazione radicale in stile barocco e ancora oggi si riconoscono i grandi saloni, le decorazioni eleganti e i giardini pensili con geometrie curate.
Torre Monaldeschi
Nel quartiere dell’Ortale si alza la torre che per secoli ha avuto funzione di controllo e difesa. La struttura originale della Torre Monaldeschi raggiungeva circa 35 metri di altezza, ma anche in questo caso il terremoto del 1695 ne causò il crollo parziale.
Attualmente resta un punto di riferimento visivo per il paese e salire fino in cima, quando possibile, regala una vista che si estende in tutte le direzioni: si distinguono i profili dei Monti Amerini, la Valle del Tevere e i centri abitati sparsi tra Lazio e Umbria.
Museo Naturalistico di Lubriano
Per capire davvero il territorio serve entrare in questo spazio dedicato alla geologia e alla biodiversità locale. Il museo racconta la formazione dei calanchi, nati dall’erosione di argille e sabbie su un substrato vulcanico.
Propone anche percorsi legati alle tradizioni rurali, con particolare attenzione alle erbe spontanee, ai frutti locali e alle antiche pratiche di raccolta. Le visite guidate portano spesso fuori dalle sale, direttamente nei sentieri che circondano il borgo.
Santuario della Madonna del Poggio
Appena fuori dal centro si trova il Santuario della Madonna del Poggio risalente al ‘500, poi ampliato in epoca barocca dopo i danni causati dal terremoto. L’interno custodisce una pala seicentesca con la Madonna in trono.
La posizione, leggermente isolata rispetto al paese, contribuisce a creare un’atmosfera raccolta. Durante la festa dell’Ascensione, invece, diventa il fulcro di una celebrazione molto sentita.
Cosa fare a Lubriano
In questo borgo della Tuscia è possibile lasciarsi andare ad attività semplici, connesse al territorio e alle tradizioni. Anzi, a essere del tutto onesti qui si viene soprattutto per osservare, assaggiare e partecipare. Ta le esperienze migliori:
- Affacciarsi sulla Valle dei Calanchi: i belvedere disseminati lungo il paese permettono di posare gli occhi su prospettive sempre diverse. Basta spostarsi di pochi metri per vedere cambiare completamente il disegno delle creste argillose.
- Salire sulla Torre Monaldeschi: quando l’accesso è consentito, la salita vale lo sforzo. Dall’alto si percepisce la conformazione del territorio in modo molto più chiaro.
- Partecipare alle feste locali: in estate il borgo si anima con la Festa del vino della Valle dei Calanchi e la Sagra della Bistecca Chianina. Profumi intensi, tavoli all’aperto e una convivialità diretta e piacevole.
- Assistere all’Infiorata dell’Ascensione: le strade si riempiono di tappeti floreali realizzati a mano, con colori accesi, disegni curati e una partecipazione collettiva che coinvolge tutto il paese.
- Visitare il Museo Naturalistico con guida: le escursioni organizzate consento di entrare davvero nel paesaggio, tra sentieri e osservazioni sul campo.
- Scoprire le cantine e i prodotti locali: tra enoteche e piccoli negozi si trovano vini della Teverina, salumi e carne chianina.
Come arrivare
Lubriano si estende nella provincia di Viterbo, a circa 120 chilometri da Roma, su un crinale che segna il passaggio verso l’Umbria. Il riferimento più semplice è Bagnoregio, distante solo pochi minuti di auto. Chi arriva in macchina percorre strade scorrevoli per gran parte del tragitto, anche se gli ultimi chilometri richiedono un po’ di attenzione perché la segnaletica tende a ridursi e il paese appare all’improvviso.
All’ingresso si incontra uno dei punti panoramici più noti, posto a circa 470 metri di altitudine. Da lì parte una discesa lieve che conduce verso il centro abitato. Un ponte costruito nel secondo dopoguerra collega l’area con la rete stradale umbra e facilita gli spostamenti verso il casello autostradale più vicino.

Il paese di Lubriano resta fuori dai circuiti più affollati (per il momento), ed è proprio questo il suo punto di forza. Arrivarci richiede un minimo di attenzione in più, ma la ricompensa è immediata: una vista che resta impressa e un silenzio che raramente si trova altrove.