Un fenomeno naturale tra i più suggestivi e misteriosi del nostro pianeta affonda le sue radici nelle distese gelate dell’Antartide. Nel cuore delle Valli Secche di McMurdo si trova un ghiacciaio dal nome curioso: Taylor Glacier. Da qui sgorga un’improvvisa colata di liquido color rosso intenso che crea uno scenario quasi surreale.
Questo fenomeno, scoperto nel 1911, è universalmente noto come Blood Falls, o “cascate di sangue”, e ha catturato l’immaginazione non solo di geologi e glaciologi ma anche di appassionati di natura e fotografia. Una nuova ricerca, pubblicata recentemente sulla rivista scientifica Antarctic Science, ha risolto l’incredibile mistero.
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La scoperta
Le cascate rosse dell’Antartide non sono un fiume di sangue, ma il prodotto di un processo geologico e chimico affascinante. La colorazione sorprendente è dovuta alla presenza di un’acqua estremamente salina, ricca di ferro e altri minerali, che giace da milioni di anni intrappolata sotto lo spesso strato di ghiaccio.
In passato si era ipotizzato che potesse trattarsi di alghe o di altri microorganismi coloranti, ma studi più recenti hanno dimostrato che il pigmento rosso deriva da particelle di ferro che si ossidano a contatto con l’aria, proprio come accade al metallo che arrugginisce.
Questa salamoia, formatasi circa due milioni di anni fa quando le acque dell’Oceano Antartico si ritirarono dalle valli, è così ricca di sale che il suo punto di congelamento è estremamente basso. Ciò permette all’acqua di rimanere liquida anche a temperature che normalmente solidificherebbero qualsiasi altro fluido.
La grande novità di questa nuova ricerca riguarda però il meccanismo fisico che spinge questa salamoia ad emergere all’esterno. Utilizzando dati GPS di precisione, sensori termici e immagini ad alta risoluzione raccolte nel 2018 durante un’eruzione, gli scienziati sono riusciti a dimostrare che non esiste una “pompa biologica” o un evento geotermico anomalo alla base del fenomeno, ma piuttosto un complesso gioco di pressioni accumulate sotto il ghiacciaio.
Man mano che il ghiacciaio Taylor scivola lentamente verso valle spinto dalla gravità, la massa di ghiaccio sovrastante comprime i canali e i depositi di salamoia subglaciale. Questa compressione incrementa la pressione nella salamoia fino a raggiungere un punto critico. A quel punto, il ghiaccio si apre in fessure e la soluzione ipersalina emerge con forza, formando le spettacolari colate rosse che vediamo in superficie.
Un particolare interessante è che il rilascio pressurizzato di questa salamoia svolge anche una funzione dinamica all’interno del ghiacciaio stesso: agisce come freno idraulico, rallentando temporaneamente il movimento della massa di ghiaccio verso valle.
L’importanza della scoperta
Questa nuova scoperta non è rilevante soltanto per comprendere meglio un fenomeno naturale sorprendente, ma ha implicazioni più ampie per la scienza dei ghiacciai e i cambiamenti climatici. Capire come interagiscono le acque salate intrappolate con le masse glaciali può aiutare gli scienziati a modellare in modo più accurato il comportamento dei ghiacciai di tutto il mondo in risposta al riscaldamento globale.
Le cascate rosse rappresentano infatti un laboratorio naturale unico: un ambiente estremo dove si conservano ecosistemi microbici antichi e risorse geochimiche non comuni.
Inoltre, comprendere i processi che regolano la formazione e l’emersione di queste acque può fornire indizi utili per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai antartici, indicatori sensibili delle variazioni climatiche globali.