Arrivando a Jehay, nella campagna della provincia di Liegi, oltre un’ampia distesa d’acqua compare un castello circondato da un fossato che ne segue i contorni e riflette le pietre chiare e scure della facciata. La sagoma è elegante e quasi fiabesca, ma nei fatti quell’aspetto racconta una storia fatta di potere, alleanze matrimoniali, guerre locali e trasformazioni architettoniche durate secoli. Tuttavia, il dettaglio che cattura subito lo sguardo è la sua facciata a scacchiera, una combinazione di pietra chiara e più scura che disegna sulla superficie del maniero un motivo geometrico di grande forza visiva.
Non vi sorprenderà infatti sapere che la struttura è considerata unica in Europa. Ma di cosa stiamo parlando? La risposta è: del Castello di Jehay, classificato tra i beni del Patrimonio eccezionale della Vallonia. La visita, però, ha oggi un carattere particolare: il corpo principale è interessato da lavori di restauro e gli ambienti interni sono temporaneamente esclusi dal normale percorso.
La parte più interessante dell’esperienza si sposta così all’esterno, tra il cortile, il fossato, il parco e il grande giardino storico. Nonostante tutto è una fortuna, perché proprio il paesaggio permette di cogliere una delle anime più originali di Jehay.
Indice
Breve storia del Castello di Jehay
La storia di questo sito del Belgio inizia molto prima della sua famosa facciata rinascimentale. L’area paludosa attorno a Jehay possedeva già una funzione strategica in epoca celtica. In seguito i Romani trasformarono il posto in un castrum, struttura fortificata destinata al controllo del territorio. La posizione continuò a conservare importanza anche in epoca carolingia, quando il presidio romano lasciò spazio a una nuova fortificazione.
La data della prima vera costruzione castellana resta incerta. Tra il XII e il XIII secolo la proprietà passò attraverso diverse famiglie nobiliari. Nel XIV secolo il castello apparteneva ad Arnould de Jehain, mentre nel secolo successivo entrò nelle vicende turbolente del Principato di Liegi. Wathieu Datin ne fu proprietario nel primo quarto del ‘400, prima di essere bandito nel 1428 in seguito alla sua ribellione contro il principato.
Nel 1483 arrivò ai De Sart per via matrimoniale. Le guerre tra il principe-vescovo Jean de Hornes e la famiglia De la Marck provocarono nuovi danni alla struttura alla fine del XV secolo. La grande svolta ci fu intorno al 1550, quando un esponente dei De Sart ricostruì il castello conferendogli gran parte dell’impronta rinascimentale ancora visibile oggi.
Nel 1567 Jehay passò ai De Mérode, che conservarono la proprietà per quasi 150 anni e avviarono ulteriori campagne edilizie. Nel 1720 Lambert Amand van den Steen, signore di Saive in Hesbaye e consigliere privato del principe-vescovo di Liegi, acquistò la tenuta. La sua discendenza assunse il nome Van den Steen de Jehay e rimase legata alla dimora fino al XX secolo.
L’ultimo proprietario fu il conte Guy van den Steen de Jehay, figura fondamentale per l’aspetto attuale del parco. Nel 1978 cedette castello, tenuta e parte delle collezioni alla Provincia di Liegi, mantenendo l’usufrutto. Alla sua morte, nel 1999, la Provincia divenne proprietaria a pieno titolo.
La visita tra castello, collezioni e giardini
Oggi il percorso ha il suo centro all’aperto. Prima ancora di raggiungere il parco, vale la pena fermarsi davanti alla facciata e osservarne la trama. Le pietre chiare e scure costruiscono una sorta di enorme motivo geometrico, particolarmente suggestivo quando la luce cambia durante la giornata. Il fossato aggiunge un secondo elemento scenografico e crea quella curiosa sensazione di edificio posato sull’acqua.

Gli interni sono interessati dai lavori di restauro, perciò la visita ordinaria privilegia gli spazi esterni e le dipendenze storiche, nelle quali vengono allestite esposizioni permanenti dedicate alle collezioni del castello. Tra gli allestimenti figurano il Cabinet de curiosités de Jehay, dedicato al gusto per gli oggetti insoliti e le raccolte preziose, e altre esposizioni che permettono di conoscere meglio il patrimonio artistico della tenuta. In base alla programmazione possono inoltre esserci eventi e iniziative temporanee.
Il progetto paesaggistico del parco, invece, segue il modello del giardino all’italiana, con assi prospettici, aiuole, giochi d’acqua, alberi importanti e lunghi filari di tigli allevati secondo forme regolari. La geometria della vegetazione dialoga curiosamente con quella della facciata, creando un filo conduttore che attraversa l’intera proprietà.
Tra gli elementi più curiosi c’è una ghiacciaia del XIX secolo, costruita per conservare il ghiaccio naturale raccolto durante l’inverno. È uno di quei dettagli che raccontano la vita quotidiana delle grandi tenute meglio di una lunga spiegazione, perché dietro una semplice struttura si nasconde l’antica organizzazione domestica necessaria alla conservazione degli alimenti prima dell’arrivo dei moderni sistemi di refrigerazione.
Il percorso conduce poi verso il grande orto-giardino storico ottocentesco, recentemente restaurato. Occupa circa 1 ettaro ed è racchiuso da un muro in mattoni. Al suo interno trovano spazio varietà antiche di ortaggi, piante aromatiche, fiori commestibili, alberi da frutto e rose. Le coltivazioni vengono rifornite anche grazie all’Institut Provincial d’Enseignement Agronomique de La Reid, mantenendo vivo il legame fra il patrimonio storico e la cultura agricola locale.
Una sorpresa arriva lungo i sentieri del parco. Tra il verde ci sono infatti sculture in bronzo dalle forme apertamente erotiche, opera dello stesso conte Guy van den Steen de Jehay, l’uomo che ridisegnò il parco nella sua configurazione più recente. Il percorso può concludersi attraversando la zona boscosa fino al cortile del castello. Tornando verso la facciata a scacchiera, dopo aver visto alberi, ortaggi, statue e prospettive verdi, l’edificio appare ancora diverso: la pietra torna protagonista e il fossato ricompone la scena iniziale.
Dove si trova e come arrivare
Il Castello di Jehay si trova al 1 Rue du Parc, 4540 Amay, nella provincia di Liegi, in Vallonia. La tenuta sorge a nord dell’abitato di Amay, in una zona rurale caratterizzata da campi, piccoli centri e paesaggi agricoli. L’auto rappresenta la soluzione più semplice per raggiungere direttamente il complesso, che dispone di parcheggio. La posizione permette inoltre di inserirlo in un itinerario più ampio attraverso le Terres-de-Meuse, territorio attraversato dalla Mosa e ricco di castelli, abbazie e antichi borghi.
Amay merita infatti una tappa anche al di là di Jehay: il paese conserva un patrimonio storico importante e si trova lungo il corso della Mosa, con antichi siti industriali riconvertiti in aree naturali. Nei dintorni si incontrano inoltre l’Abbazia di Paix-Dieu e la collegiata di Sainte-Ode e Saint-Georges, due posti che consentono di proseguire il viaggio tra architettura religiosa, storia locale e paesaggio vallone.