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Luigi Cantamessa, Fondazione FS: dalle carrozze panoramiche al nuovo museo/hotel a tema, le novità in arrivo

di Ilaria Santi

Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS Italiane, ha una locomotiva a vapore al posto del cuore. Quando racconta di quanto è stato realizzato dalla Fondazione FS negli ultimi anni, sembra di vedere il vapore di una SFM 1 degli Anni ‘20 a mo’ di aureola che gli staziona sopra la testa e, ad ascoltarlo, si apre un mondo che lascia a bocca aperta anche chi non è particolarmente appassionato di treni.

Eppure, Cantamessa riesce a raccontare la storia dei treni d’epoca che viaggiano sulle nostre reti ferroviarie come una fiaba dei fratelli Grimm e la passione (e l’orgoglio) che dimostra per il proprio lavoro trasuda da ogni poro.

Le novità della Fondazione FS

Abbiamo incontrato Luigi Cantamessa in occasione della presentazione delle novità riguardanti i treni turistici e ci ha rivelato due iniziative rivoluzionarie che prenderanno forma nei prossimi mesi/anni.

Le carrozze panoramiche

La prima in ordine di tempo riguarda le nuove carrozze panoramiche in arrivo su alcuni treni storici, vetture speciali, in parte scoperte, ricavate da antichi carri pianali e destinate al mercato del turismo ferroviario italiano. ondazione FS Italiane (Gruppo FS) ha fissato la data di lancio delle prime partenze: il prossimo 27 giugno 2026. Il primo treno la cui composizione prevede una locomotiva Diesel e le nuove carrozze panoramiche partirà dalla Stazione di Milano Centrale e viaggerà sulla ferrovia turistica Palazzolo sull’Oglio – Paratico/Sarnico, sul Lago d’Iseo, uno dei percorsi ferroviari più suggestivi e autentici della Lombardia, tutti i sabati dell’estate 2026 fino al 29 agosto. Si tratta di un modello importato da altre amministrazioni ferroviarie internazionali, in particolare dalla Ferrovia Retica in Svizzera, la Carrozza Pullman appena inaugurata a bordo del mitico Bernina Express meglio noto come Trenino Rosso del Bernina, che da qualche giorno permette ai turisti di viaggiare a bordo di speciali carrozze pensate per vivere il territorio da un altro punto di vista, attraverso una modalità di trasporto slow, totalmente immersiva e sensoriale. Il treno parte alle ore 10 e arriva alle 10.25
I biglietti ferroviari per viaggiare a bordo delle vetture panoramiche sulla linea Palazzolo – Paratico/Sarnico sono già disponibili ore su tutti i canali di vendita di Trenitalia online e offline al costo di 15 euro a/r.

Il primo museo-stazione d’Italia

La seconda grande novità è l’apertura del primo museo-stazione d’Italia che sarà aperto a Trieste dove sorge l’area di Campo Marzio. La stazione in stile Liberty, che all’epoca si chiamava Trieste Sant’Andrea, fu costruita nel 1906 dalle Ferrovie dell’Impero Austro‐Ungarico. Come dice Cantamessa, “avrà una quadruplice funzione”. Sarà innanzitutto una stazione da dove partiranno i treni per la Slovenia e non solo. Oltre al museo dedicato interamente al mondo ferroviario, con un focus particolare sulla storia delle ferrovie del Friuli, della Venezia‐Giulia e delle terre un tempo italiane dell’Istria e della Dalmazia, avrà anche un ristorante, uno shop e, udite udite, un hotel a tema treno che sarà aperto. Le aperture delle diverse attività saranno scaglionate, si partirà dal museo per poi passare al ristorante e allo shop fino all’inaugurazione del primo hotel ferroviario che dovrà essere ultimato entro il 2028 (una condizione resa necessaria dalla richiesta di fondi del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, italiano). Ma andiamo per ordine.

La stazione

Dalla stazione, che sarà inaugurata nella primavera del 2027, partiranno treni diretti in Slovenia attraverso l’antico valico di Monrupino che collega Italia e Slovenia, sarà potenziato il collegamento tra Trieste Campo Marzio e Villa Opicina via Rozzol, con proseguimento su linea in esercizio fino a Trieste Centrale e sarà valorizzata l’antica fermata di Miramare, strategica per la possibilità di accesso diretto al celebre Castello.

Il Museo ferroviario

Il nuovo Museo ferroviario sarà ospitato in un braccio di questo affascinante edificio praticamente inutilizzato dagli Anni ’80 del Novecento. Infatti, nel 1984, grazie all’azione del gruppo del Dopolavoro Ferroviario, animato da volontari locali, era già stato aperto un museo che però è chiuso dal 2017 per un importante intervento di restauro: la Fondazione creerà un percorso espositivo unico e innovativo dove storia e futuro s’incontrano, divenendo un nuovo polo della cultura ferroviaria italiana ed europea, replicando il successo del celebre Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, in Campania che, ogni anno, attira oltre 260mila visitatori. Del museo fanno parte numerosi cimeli storici dai plastici alle divise alle strumentazioni, che raccontano ogni aspetto della vita della ferrovia. All’esterno, lungo i quattro binari tronchi, si trovano anche dei rotabili storici unici nel loro genere, tra cui locomotive e carrozze austroungariche e tedesche ottenute come conto riparazione danni di guerra.

Il ristorante

Sopra i binari del treno, dove c’è una grande volta, aprirà un ristorante panoramico dove si potrà degustare un buon caffè (Trieste è famosa per il suo caffè) guardando il mare.

Lo shop

Sotto ci sarà anche un’area dedicata alle attività culturali con un bookshop ferroviario, pezzi di modellismo e giocattoli.

L’hotel

L’ultima ala di Campo Marzio, “quella che era veramente distrutta, mai ricostruita dopo la guerra”, racconta Cantamessa, sarà destinata a un hotel, ma non uno qualunque perché “dovrà rispondere a delle direttive ben precise cioè di mantenere ogni dettaglio e caratterizzarlo ferroviariamente, un po’ come l’hotel di Gardaland. Quindi, ogni stanza avrà il tema del vagone letto, della Centoporte ecc“. L’albergo sarà l’ultima fase di questo grande progetto e sarà realtà entro due anni. Sarà una meravigliosa esperienza immersiva nel mondo dei treni storici.