Le nuove tasse e imposte turistiche in Europa che dovreste conoscere nel 2026

Dalle tasse di soggiorno ai biglietti d’ingresso, fino alle eco-tasse: tutte le nuove spese che potrebbero incidere sul vostro budget di viaggio nel 2026

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Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Viaggiare in Europa non è mai stato economico, ma oggi il vero rischio non è tanto il prezzo del biglietto aereo, quanto le spese impreviste che si incontrano una volta arrivati a destinazione. Un bagaglio leggermente fuori misura, una multa per non aver obliterato il biglietto dei mezzi pubblici o quella voce misteriosa sul conto dell’hotel chiamata “tassa di soggiorno”.

Negli ultimi anni, però, questi costi extra non sono più l’eccezione. Sempre più città europee stanno introducendo nuove imposte per far fronte all’overtourism, finanziare infrastrutture e proteggere il patrimonio culturale e ambientale. In alcuni casi si paga per dormire, in altri per entrare in luoghi che fino a poco tempo fa erano gratuiti, o persino solo per mettere piede in città.

Per evitare brutte sorprese e pianificare meglio il budget, ecco una panoramica delle principali nuove tasse turistiche che potrebbero incidere sui vostri viaggi in Europa nel 2026, dall’Italia alle Canarie, passando per il Nord Europa.

Biglietto d’ingresso per sei siti culturali a Roma

Cambiamenti importanti sono in arrivo a Roma. A partire dal 1° febbraio, la Capitale introdurrà un biglietto d’ingresso per sei siti culturali finora gratuiti. Il caso più discusso è quello della Fontana di Trevi: per avvicinarsi al monumento sarà necessario pagare 2 euro, mentre resterà possibile ammirarlo gratuitamente a distanza.

I residenti di Roma e della Città Metropolitana saranno esentati dal pagamento. Oltre alla fontana, il provvedimento riguarda anche Villa di Massenzio e diversi musei civici, per i quali il biglietto costerà 5 euro. La misura nasce per gestire flussi turistici enormi, soprattutto considerando che solo l’area della Fontana di Trevi ha registrato circa nove milioni di visitatori in un anno.

Tassa permanente sui pernottamenti a Edimburgo

Edimburgo, invece, diventerà la prima città del Regno Unito a introdurre una tassa permanente sui pernottamenti. Dal 24 luglio, i turisti pagheranno una tariffa pari al 5% del costo della camera (IVA esclusa) per ciascuna delle prime cinque notti. Il ricavato sarà destinato a eventi culturali e al miglioramento delle infrastrutture locali. Dopo la quinta notte, però, la tassa non sarà più applicata.

Ticket d’ingresso a Venezia

Venezia conferma il ritorno del ticket di accesso per i visitatori giornalieri anche nel 2026. Durante alcune giornate selezionate tra aprile e luglio, chi entrerà in città senza pernottare dovrà pagare 5 euro. L’obiettivo è scoraggiare il turismo mordi e fuggi nei periodi di massima affluenza e rendere più sostenibile la gestione della città lagunare.

Eco-tassa a Tenerife

A partire dal 1° gennaio, Tenerife ha introdotto una nuova eco-tassa per l’accesso ai sentieri più frequentati del Parco Nazionale del Teide. Il contributo varierà da 10 euro per le escursioni guidate fino a 25 euro per i percorsi individuali, con i fondi destinati alla tutela della biodiversità e alla manutenzione dei sentieri.

Tariffa d’ingresso per il villaggio di Zaans Schans

Il pittoresco villaggio olandese di Zaans Schans, famoso per i suoi mulini a vento, introdurrà un ticket d’ingresso per i visitatori giornalieri. Dal 2026, l’accesso costerà 17,50 euro a persona. Con soli 100 residenti e oltre 2,4 milioni di visitatori l’anno, le autorità sperano che il prezzo scoraggi i flussi più caotici.

Tassa per i turisti in Norvegia

La Norvegia, per l’estate 2026, ha approvato una tassa pari al 3% del costo dell’alloggio, applicabile anche ai passeggeri delle navi da crociera. La tassa sarà facoltativa e decisa a livello locale, quindi non verrà applicata ovunque, mentre chi viaggia in tenda o in camper ne sarà esentato.

Tassa di soggiorno a Bucarest

Infine, da quest’anno, i turisti che pernottano a Bucarest dovranno pagare una nuova tassa di 10 lei rumeni (circa 2 euro) a notte, indipendentemente dal tipo di struttura. Il provvedimento, pensato per promuovere la capitale, ha però sollevato critiche nel settore alberghiero, che denuncia una mancanza di trasparenza sull’utilizzo dei fondi e il rischio di rendere la città meno competitiva.