Il tesoro d’argento nascosto per 2.000 anni: scoperta una fortuna romana

A sud di Colonia è stato scoperto un tesoro romano con 934 denari d’argento, nascosto per quasi duemila anni e oggi studiato dagli archeologi tedeschi

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Sara Boccolini

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Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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Sotto un normale campo agricolo, a sud di Colonia, si nascondeva una fortuna rimasta sepolta per quasi duemila anni. Vicino a Wesseling, in Germania, un metal detector ha portato alla luce uno dei più importanti tesori monetali romani mai rinvenuti nel Paese. Si tratta di 934 denari d’argento, per un peso complessivo di circa 3,1 chilogrammi, nascosti probabilmente nel secondo quarto del II secolo d. C.

La scoperta risale all’ottobre 2025, ma è stata resa pubblica il 22 settembre 2026, quando il tesoro è stato presentato al LVR-LandesMuseum di Bonn. Il ritrovamento racconta non solo la storia di un antico patrimonio, ma anche quanto possa essere preziosa la collaborazione tra chi individua un reperto e gli archeologi incaricati di studiarlo.

La scoperta del tesoro romano vicino a Wesseling

A individuare le prime monete è stato Oliver Riedl, cercatore dotato di regolare autorizzazione. Dopo aver recuperato 15 denari d’argento romani, il suo metal detector continuava però a segnalare la presenza di oggetti nel terreno. Invece di proseguire autonomamente, Riedl ha avvertito le autorità competenti, permettendo agli archeologi del LVR-Amt für Bodendenkmalpflege di intervenire sul campo.

Gli scavi hanno rivelato una concentrazione eccezionale di monete: 934 denari romani d’argento, rimasti nello stesso punto per secoli. Il deposito è stato recuperato in blocco e trasferito nel laboratorio di restauro del museo, dove il terreno è stato sottoposto a radiografia prima della rimozione delle monete. Le immagini hanno consentito di individuare anche tracce di un contenitore in ceramica e di materiale vegetale, probabilmente paglia.

Lo studio delle monete permette anche di ricostruire una lunga parte della storia romana. La moneta più antica risale al 148 a.C., quando Roma era ancora una Repubblica, mentre quella più recente fu coniata nel 124-125 d.C., durante il regno dell’imperatore Adriano. La maggioranza appartiene invece all’epoca della degli imperatori della dinastia flavia, tra il 69 e il 96 d.C. Il deposito sarebbe stato nascosto nel secondo quarto del II secolo d.C.

L’importanza del tesoro di Wesseling

Il valore della scoperta non dipende soltanto dal numero delle monete. Con 3,1 chilogrammi d’argento, il deposito rappresentava un patrimonio considerevole nell’antichità. Secondo gli archeologi, un legionario romano avrebbe dovuto mettere da parte tutto il denaro disponibile per circa sei anni di servizio per raggiungere una somma equivalente.

Non è ancora possibile stabilire chi fosse il proprietario del tesoro né perché lo abbia nascosto e mai più recuperato. Gli studiosi ipotizzano che potesse appartenere a una persona che viveva in una delle proprietà agricole romane della zona. Il fatto che nessuno sia mai tornato a recuperarlo lascia aperte diverse possibilità, tra cui la morte del proprietario prima del recupero o prima di comunicare a qualcun altro il luogo del nascondiglio.

Per il LVR, quello di Wesseling è il più grande deposito monetale della Germania dell’epoca dell’imperatore Adriano e uno dei più importanti rinvenuti nel Paese per il II secolo. Il ritrovamento assume quindi un’importanza particolare per la conoscenza della presenza e della vita economica romana nell’area del Reno.