Un veliero italiano scomparso nel 1887 riemerge al largo di Marbella: è il leggendario Garigliano?

Un relitto scoperto al largo di Marbella riapre il mistero del Garigliano, veliero italiano scomparso nel 1887 sulla rotta per Buenos Aires

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Angelica Losi

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Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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La costa spagnola torna a far parlare di sé e questa volta a sorprenderci non sono i borghi scenografici sul mare o le spiagge bensì un ritrovamento. Al largo di Marbella, la celebre località balneare simbolo dell’Andalusia, è stato trovato quello che potrebbe essere il Garigliano. L’antica nave mercantile, rimasta sommersa per oltre un secolo, sta incuriosendo sempre di più gli archeologi svelando alcuni segreti che riporterebbero proprio al veliero affondato nel 1887. Nonostante ci siano ancora dubbi sulla vera identità della nave, le ultime indagini archeologiche hanno svelato alcune novità che potrebbero portare gli studiosi verso la verità. Ma quindi è davvero il leggendario Garigliano quello ritrovato?

Il ritrovamento del veliero italiano scomparso

Il relitto si trova attualmente nelle acque di Capobino, non lontano dal litorale di Marbella. La località balneare simbolo della Costa del Sol, oggi apprezzata per le spiagge e l’offerta turistica, sembra custodire ciò che resta del leggendario Garigliano. La scoperta, avvenuta nel mese di settembre, ha coinvolto gli specialisti dell’Instituto Andaluz del Patrimonio Histórico che hanno condotto una campagna di ricerca con l’Università di Granada dando modo di esaminare una porzione considerevole dell’imbarcazione. Gli archeologi hanno documentato 34 metri di struttura navale conservata, riconoscendo caratteristiche compatibili con quelle dei grandi velieri commerciali utilizzati durante la seconda metà dell’Ottocento.

L’ipotesi che al momento trova maggiori riscontri porta al Garigliano, un brigantino a palo italiano partito da Marsiglia nel 1887 e diretto a Buenos Aires. Un viaggio mai portato a termine. Dalle ricerche emergono anche alcuni dettagli sugli ultimi istanti della nave. Il brigantino sarebbe finito sul fondale con la prua rivolta verso la costa, adagiandosi poi su un fianco, quello sinistro, con una forte inclinazione.

Il peso del carico potrebbe aver contribuito al cedimento delle pareti dello scafo. Ma a richiamare l’attenzione degli archeologi sono soprattutto gli oggetti recuperati dal relitto. Tra i resti sono emersi piastrelle decorative, tegole e numerosi contenitori con riferimenti a Marsiglia e Aubagne. Tracce che sembrano confermare il legame con il porto da cui il Garigliano aveva preso il largo.

Perché la scoperta è così importante

Andiamo oltre a un episodio di archeologia subacquea; il possibile ritrovamento del Garigliano offre l’occasione per ricostruire le relazioni commerciali che, nell’Ottocento, collegavano i porti mediterranei alle città in piena espansione dell’America meridionale. Le merci recuperate raccontano un’economia fatta di materiali da costruzione, produzioni artigianali e lunghi viaggi oceanici. Elementi apparentemente comuni, come una tegola o un barile, diventano così preziose testimonianze degli scambi internazionali dell’epoca.

L’entusiasmo degli archeologi non cancella però le incognite. L’identità del relitto resta ancora da accertare e serviranno nuove verifiche. Gli studiosi torneranno sui fondali di Cabopino nel 2027, nella speranza di trovare elementi utili a confermare l’ipotesi. Se davvero si trattasse del Garigliano, il ritrovamento aggiungerebbe un capitolo importante alla storia della marineria italiana nel Mediterraneo. Un racconto rimasto silenzioso per quasi 140 anni, capace di unire idealmente le coste dell’Andalusia, i porti francesi e le rotte verso l’Argentina. Per chi ama viaggiare alla scoperta della storia dei luoghi, questa vicenda offre anche una prospettiva diversa sulla Costa del Sol. Dietro l’immagine delle località balneari e delle passeggiate sul mare si nasconde infatti un patrimonio marittimo ancora in parte inesplorato.