Un altro riconoscimento per Geraci Siculo. Il borgo delle Madonie, in provincia di Palermo, già tra i Borghi più belli d’Italia, è entrato nell’Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi, la rete che mette insieme le amministrazioni impegnate su sostenibilità e qualità della vita.
Non è solo questione di bellezza. Il riconoscimento sposta lo sguardo su quello che il paese sceglie di fare del proprio futuro, e su come intende tenere insieme territorio e ambiente. Un centro piccolo, certo, ma che continua a ritagliarsi un ruolo tra le realtà siciliane che puntano sul proprio territorio senza dimenticare l’ambiente.
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Geraci Siculo, il borgo virtuoso delle Madonie
Boschi, paesaggi rimasti com’erano, tradizioni che il tempo non ha scalfito. A Geraci Siculo la tutela non è uno slogan da cartolina. Passa dalla salvaguardia delle aree boschive e della sughereta, dalle produzioni biologiche, dalla cura del verde. E dalla protezione dell’ecosistema del Parco delle Madonie, che il paese porta avanti insieme all’identità locale. Dietro c’è un’idea semplice: difendere un patrimonio che incide, ogni giorno, sul benessere di chi nel borgo ci vive. Gli scorci vengono dopo. Sono scelte che in una foto si notano poco e nella vita di tutti i giorni moltissimo.
C’è poi un capitolo a parte: il borgo in provincia di Palermo è finito al centro di studi sulla longevità e sulle cosiddette zone blu della Sicilia. Si prova a capire se esista un filo che lega alimentazione, natura, abitudini quotidiane e relazioni sociali. Perché si vive a lungo, insomma, e dove.
Le opportunità della rete dei Comuni Virtuosi
L’associazione è nata nel 2005 e da oltre vent’anni riunisce gli enti locali attenti all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Lavora su più fronti: gestione del territorio, riduzione dell’impatto ambientale delle amministrazioni pubbliche, rifiuti, mobilità sostenibile, sensibilizzazione dei cittadini. Per Geraci Siculo l’ingresso vuol dire confronto, scambio di esperienze con altre realtà italiane, progetti da costruire insieme, ricadute sul territorio. E si cammina in due direzioni: quello che il paese ha maturato negli ultimi anni esce dai confini locali, mentre idee e buone pratiche di altre amministrazioni arrivano fin quassù.
In Sicilia, peraltro, non è solo. Tra i comuni già nella rete c’è Collesano, altra realtà delle Madonie. Il sindaco Luigi Iuppa ha accolto l’adesione con soddisfazione. La considera un traguardo importante, ma anche uno stimolo a proseguire sulla strada intrapresa. Per il primo cittadino è il segno che l’impegno dell’amministrazione sulla tutela dell’ambiente, sulle tradizioni locali e sulla qualità della vita della comunità non è passato inosservato.
Secondo Iuppa i piccoli centri possono fare i protagonisti nelle politiche di sviluppo sostenibile. La sfida è aprire opportunità nuove senza perdere il legame con la propria storia e con l’identità del territorio. Si apre ora una fase nuova, su questo non ci sono dubbi. I dettagli, però, restano da scrivere. Quanto varrà lo diranno i prossimi progetti, quelli che daranno concretezza al percorso appena iniziato e che dovranno dimostrare cosa cambia, concretamente, per chi abita sul posto.
Intanto resta un fatto: anche i paesi piccoli possono guardare avanti, a patto di partire dalle proprie radici. Geraci Siculo, per ora, lo sta facendo.