Lungo la strada che sale da Sulmona verso Campo di Giove, una curva dopo l’altra, il paesaggio cambia quasi totalmente volto: la Valle Peligna si apre alle spalle, mentre davanti si impone la massa della Majella (chiamata da queste parti Montagna Madre). E proprio lì c’è Cansano, un borgo che si appoggia su una rupe a circa 835 metri di quota, con case raccolte una contro l’altra come se cercassero protezione dal vento e dalla storia.
È un villaggio che ha davvero molto da raccontare, in quanto ha conosciuto partenze, terremoti e trasformazioni radicali. In passato vantava oltre 2.000 abitanti, oggi più o meno 200 perché in molti sono partiti per l’America o per il Nord Europa. Eppure il loro passaggio resta inciso nei muri e nei racconti tramandati.
Ma è anche la natura a fare da protagonista (fa parte del Parco Nazionale della Majella) con lupi e orsi che attraversano faggete fitte, e sentieri che partono direttamente dal paese per portare verso altopiani e valloni che sembrano rimasti indietro nel tempo. Un borgo che, nonostante tutto, continua a vivere tra pietra, boschi e memoria: sì, rimane addosso.
Indice
Cosa vedere a Cansano
Monumenti imponenti o folle di visitatori non sono presenti in questo paese della provincia dell’Aquila, ma una vista richiede comunque molta passione e attenzione: occorre cogliere i tantissimi particolari, alcuni dei quali (spesso) sfuggono altrove.

Parco Archeologico di Ocriticum
Poco fuori da questo centro abitato d’Abruzzo, per la precisione in località Tavuto, si trova uno degli angoli più sorprendenti dell’area, Ocriticum. Era un insediamento attivo tra la fine del IV secolo a.C. e il II secolo d.C., lungo un asse viario importante che collegava Corfinium al Sannio.
Oggi restano i basamenti di tre edifici sacri: due templi principali su un livello superiore, uno dedicato a Ercole di epoca italica, l’altro a Giove in età romana, e più in basso un sacello attribuito a Cerere e Venere. Le strutture emergono dal terreno con una semplicità quasi disarmante e senza ricostruzioni invasive.
Accanto al complesso sacro si individuano tracce di una necropoli e di un impianto per la produzione della calce. L’insieme restituisce l’immagine di un posto che ha vissuto intensamente, per poi essere abbandonato in seguito a eventi naturali e cambiamenti economici.
Centro di documentazione e Museo dell’Emigrazione
Nel cuore del borgo, all’interno dell’ex chiesa di San Rocco, c’è uno spazio che racconta due storie parallele. Da un lato i reperti archeologici provenienti da Ocriticum, dall’altro le vicende di chi ha lasciato Cansano tra fine Ottocento e primi del Novecento.
Il visitatore può muoversi tra vetrine con statuette votive, monete, frammenti ceramici, fotografie, lettere e documenti di viaggio. Del resto, ben oltre 1.500 persone partirono per altri lidi in cerca di lavoro.
Borgo vecchio e ruderi del castello
La parte più antica del paese conserva resti del castello e di strutture difensive. Oggi il mastio sopravvive in forma parziale, inglobato tra edifici più recenti.
Proseguendo tra vicoli e scale, si entra in una zona dove il tempo sembra essersi fermato. Case abbandonate dagli anni ’60, porte aperte su stanze vuote e oggetti rimasti per anni al loro posto. In alcuni interni spuntano piante cresciute tra le pietre, segno di un equilibrio nuovo tra natura e architettura.
Chiesa di San Nicola di Bari
Edificata nel XIII secolo, la Chiesa di San Nicola di Bari rappresenta uno dei punti di riferimento spirituale del paese. Il culto è legato a pastori, minatori ed emigranti, figure centrali nella storia locale.
Gli interni presentano decorazioni in stucco realizzate dai fratelli Feneziani. Due momenti all’anno riuniscono la comunità, il 6 dicembre e il 26 giugno, con la distribuzione del pane benedetto.
Chiesa di San Salvatore
Infine la Chiesa di San Salvatore, considerata la più antica del borgo, che venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1706. Dell’impianto originario resta il battistero quattrocentesco. Il resto è frutto di ricostruzioni successive, spesso segnate da perdite di opere e arredi.
Cosa fare a Cansano
Per vivere al meglio Cansano serve essere predisposti alla lentezza e all’ascolto dei suoni naturali, perché le attività disponibili riflettono il legame indissolubile degli abitanti con l’ambiente circostante. Tra le migliori segnaliamo:
- Escursioni nel Parco Nazionale della Majella: dal paese partono sentieri segnalati che attraversano faggete e altopiani. Guide locali organizzano uscite in tutte le stagioni, con percorsi adatti anche a chi ha poca esperienza.
- Osservazione faunistica: la zona ospita il lupo appenninico e l’orso bruno marsicano. Avvistarli necessita di pazienza e rispetto, ma anche solo sapere che vivono qui cambia la percezione del paesaggio.
- Viaggio sulla Transiberiana d’Italia: la linea ferroviaria storica tra Sulmona e Isernia passa anche Cansano. Il tratto costruito nel 1892 regala scorci su vallate, gole e altipiani difficili da raggiungere in auto.
- Partecipazione alle feste locali: sia estate che inverno mettono a disposizione occasioni per entrare in contatto con la comunità. La sagra dell’agnello e del formaggio ad agosto, il fuoco dell’8 dicembre dedicato all’Immacolata e le celebrazioni di San Nicola con distribuzione del pane.
- Esplorazione del borgo antico: tra scale e vicoli si scoprono dettagli che raccontano una vita contadina ormai scomparsa.
Come arrivare
Cansano si trova in provincia dell’Aquila, tra Sulmona e Campo di Giove, incastonato tra la Majella e il Monte Rotella. In auto si percorre la strada che risale la Valle Peligna, con un tracciato che alterna curve e panorami aperti. Da Sulmona bastano pochi chilometri per raggiungere il paese.
Chi preferisce i mezzi pubblici può utilizzare gli autobus regionali con partenza dalla stessa Sulmona. Esiste anche la stazione ferroviaria Cansano Ocriticum, lungo la linea storica della Transiberiana d’Italia.
Per informazioni su escursioni e attività conviene passare dal Centro Informazioni del Parco, in Via dell’Emigrante, consapevoli però che gli orari cambiano durante l’anno, con aperture più ampie nel periodo estivo.
Cansano resta uno di quei luoghi che non cercano di piacere a tutti. Richiede attenzione, tempo e una certa disponibilità ad accettare silenzi e spazi vuoti. In cambio offre qualcosa di raro, una relazione diretta con il territorio. Come già detto resta addosso: è una presenza che si capisce meglio dopo essere andati via.