Il cambiamento climatico ci sorprende sempre più, sia in negativo, che in positivo. Il livello dei fiumi europei scende e, insieme all’acqua, riaffiorano dal passato relitti e testimonianze di epoche lontane. È proprio quello che sta accadendo adesso in Serbia, dove dalle acque del fiume Sava è tornato visibile il relitto di una nave a vapore costruita nel 1913, rimasta sul fondo per oltre 80 anni.
Si tratta della Slovenian, una vecchia nave da rimorchio lunga circa 54 metri, che i media serbi hanno addirittura ribattezzato come “Sava’s Titanic”. Il relitto è riemerso all’inizio di agosto nei pressi di Sremska Mitrovica, circa 70 chilometri a nord-ovest di Belgrado, a causa del livello eccezionalmente basso del fiume. Secondo gli abitanti della zona, alcune parti dell’imbarcazione erano già comparse in superficie in passato, ma mai in modo così evidente. La nuova apparizione ha invece attirato l’attenzione della popolazione locale e degli storici, riportando alla luce una storia che attraversa due guerre mondiali.
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La storia del Sava’s Titanic
La storia della Slovenian ha inizio nel 1913, quando la nave venne costruita in un cantiere navale di Budapest, all’epoca parte dell’Impero austro-ungarico. Originariamente si chiamava Vag, dal nome ungherese del fiume Váh, il principale affluente slovacco del Danubio. Lunga circa 177 piedi, equivalenti a 54 metri, era dotata di un motore a vapore e veniva utilizzata come rimorchiatore per trasportare carichi pesanti lungo il Danubio, collegando Budapest con altre località.
La sua attività fu fortemente condizionata dalla Prima guerra mondiale. Al termine del conflitto, con la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico, la nave passò al neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, che sarebbe poi diventato la Jugoslavia, come parte delle riparazioni di guerra. Fu proprio in questo periodo che cambiò nome e venne ribattezzata Slovenian.
Ma la storia della nave non finì con la Prima guerra mondiale. La Slovenian attraversò infatti anche il secondo conflitto mondiale, quando la Jugoslavia venne occupata dalla Germania nazista. Dopo la liberazione di Belgrado nel 1944, le forze partigiane jugoslave utilizzarono la nave per trasportare feriti e attrezzature, mentre le truppe tedesche venivano respinte verso ovest. La sua ultima missione arrivò pochi mesi dopo, quando alla fine di aprile 1945, mentre trasportava combattenti feriti, la Slovenian urtò una mina tedesca nel fiume Sava. L’imbarcazione affondò e, secondo le ricostruzioni storiche, rimase nello stesso punto da quel giorno.
Perché il relitto è riemerso proprio adesso
La nuova apparizione della Slovenian è legata a un fenomeno molto più ampio che sta interessando l’Europa: la siccità e il calo dei livelli dei grandi fiumi. Il 2026 è stato segnato da temperature estremamente elevate e da una prolungata carenza di precipitazioni. Secondo il Copernicus Climate Change Service, l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo e, dalla metà degli anni Ottanta, le temperature sono aumentate a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale.
Alla fine di luglio, circa la metà dell’Unione europea e del Regno Unito risultava interessata dalla siccità, mentre il 9% del territorio si trovava al livello più grave di allerta. Il basso livello della Sava ha quindi riportato il relitto molto più vicino alla superficie rispetto agli anni precedenti, permettendo di osservare parti dello scafo arrugginito che normalmente restano nascoste dall’acqua. La Slovenian non è l’unico reperto storico restituito dai fiumi europei durante questa fase di siccità. Nel Danubio, soprattutto nella zona orientale della Serbia al confine con la Romania, sono tornati visibili i resti di numerose navi tedesche affondate durante la Seconda guerra mondiale.