Un’antica stazione affacciata sul mare è nella Lista Rossa: online la mappa dei tesori italiani da salvare

Dall’ex stazione militare di Capo Sperone, in Sardegna, all’Arsenale di Venezia: la nuova mappa online svela i luoghi del patrimonio italiano che hanno bisogno di tutela

Foto di Francesca Pasini

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

3 min di lettura

Affacciata su una costa selvaggia e incontaminata, all’estremità meridionale di Sant’Antioco, in Sardegna, c’è un’antica stazione militare da cui lo sguardo spazia sul blu del Golfo di Palmas. Oggi, tra le mura consumate dal tempo e le strutture ormai in rovina, questo luogo conserva il fascino di una storia ormai dimenticata, ma anche i segni di un abbandono che rischia di cancellarne la memoria storica.

È l’ex stazione segnali di Capo Sperone, conosciuta come Su Semafuru: l’edificio principale è pericolante e le strutture annesse sono ridotte a ruderi. Per questo compare nella Lista Rossa di Italia Nostra, il censimento dei beni culturali italiani che segnala quelli che hanno bisogno di tutela. Ora la mappa che raccoglie questi luoghi è consultabile online, per scoprire quanti altri tesori del nostro patrimonio rischiano di andare perduti (e inviare segnalazioni su altri beni da proteggere).

Su Semafuru, l’antica stazione militare da proteggere

Costruita a partire dal 1887, la stazione segnali di Capo Sperone aveva una funzione strategica nelle comunicazioni marittime e fu utilizzata anche durante i conflitti mondiali. Spenta definitivamente nel 1958, è caduta progressivamente in disuso, fino a diventare una testimonianza storica sempre più fragile.

Il suo valore non è soltanto architettonico: la struttura sorge in un’area di immensa bellezza paesaggistica e naturalistica, nella Zona di protezione speciale “Isola di Sant’Antioco, Capo Sperone”, importante anche per la presenza di specie faunistiche e botaniche di interesse. Recuperare questo edificio significherebbe quindi preservare una parte della memoria del territorio, in un contesto ambientale di grande valore.

La Lista Rossa dei beni culturali a rischio ora è online

La vicenda di Su Semafuru in Sardegna riporta al centro dell’attenzione la fragilità dell’immenso patrimonio italiano.

La Lista Rossa di Italia Nostra è un progetto nato nel 2011 per raccogliere segnalazioni di monumenti, edifici storici, siti archeologici, borghi e paesaggi che necessitano di tutela. Nell’ottobre 2026, l’associazione ha rinnovato il progetto con una piattaforma digitale aperta al pubblico: attraverso una mappa interattiva è possibile esplorare i beni segnalati, consultarne le schede e conoscere le condizioni di conservazione e le criticità individuate.

Sono i numeri, in particolare, a raccontare la portata dell’iniziativa: su 520 segnalazioni raccolte in quindici anni, 402 sono state validate. Di queste, 341 riguardano beni ancora da tutelare, mentre 58 sono passati nella Lista Verde perché recuperati o messi in sicurezza. Tre, invece, sono inseriti nella Lista Nera perché sono andati perduti in modo irreversibile.

Dalle abbazie ai siti archeologici: gli altri tesori da salvare

Dai complessi monastici dimenticati alle antiche fortezze, passando per siti archeologici e architetture legate alla storia della navigazione, la Lista Rossa custodisce storie molto diverse, disseminate lungo tutto lo Stivale. Tra i luoghi da salvare troviamo anche: l’Abbazia di Santa Maria di Calena, a Peschici, uno dei complessi religiosi storici del Gargano; l’Arsenale di Venezia, legato alla potenza marittima della Serenissima; l’area archeologica di Megara Hyblaea, in Sicilia, che conserva le tracce di un’antica colonia greca; e la Rocca di San Paolino, a Ripafratta, in Toscana, una fortezza che racconta secoli di storia militare.

La mappa non è però soltanto un catalogo di luoghi da conoscere e tutelare: è anche uno strumento aperto ai cittadini, che possono inviare nuove segnalazioni che verranno sottoposte poi a verifica. Un modo per portare alla luce tesori spesso lontani dai percorsi turistici più battuti e accendere i riflettori su edifici, paesaggi e testimonianze del passato che rischiano di scomparire per sempre dal nostro patrimonio architettonico e culturale.