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Turismo accessibile: viaggiare in autonomia grazie al bastone elettronico per non vedenti

Con WeWALK e WeAssist muoversi in città, aeroporti e hotel diventa più facile: è una vera una missione globale per abbattere le barriere

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SiViaggia

Redazione

Il magazine dedicato a chi ama viaggiare e scoprire posti nuovi, a chi cerca informazioni utili.

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Immaginate di arrivare in una stazione ferroviaria affollata in un giorno di partenze. Gli annunci scorrono rapidi dall’altoparlante, i tabelloni lampeggiano indicando cambi di binario e decine di persone si muovono tra scale mobili, ascensori e corridoi.

Ora provate a chiudere gli occhi e a immaginare di dover affrontare quello stesso scenario senza poter contare sulla vista. Anche il gesto apparentemente più semplice, come trovare il binario giusto o orientarsi verso l’uscita, può sembrare un ostacolo insormontabile che può paralizzare.

Per milioni di viaggiatori non vedenti o ipovedenti, questo non è un esercizio di immaginazione, ma la realtà quotidiana di ogni viaggio. Spostarsi in autonomia è ancora una sfida complessa, soprattutto quando si affrontano luoghi sconosciuti o si viaggia in contesti caotici come aeroporti e stazioni.

I numeri del turismo accessibile

Questa difficoltà non riguarda una minoranza marginale, ma un numero enorme di persone. In Europa oltre 80 milioni di cittadini hanno una disabilità, e molti di loro si spostano regolarmente per lavoro, studio o turismo. L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) definisce l’accessibilità un diritto universale, ricordando che tutti devono avere la possibilità di viaggiare in autonomia.

C’è anche un impatto economico rilevante: secondo l’ENAT, la rete europea per il turismo accessibile, il settore genera decine di miliardi di euro l’anno. Non bisogna dimenticare che chi viaggia con una disabilità visiva raramente lo fa da solo, e spesso è accompagnato da familiari o amici. Rendere accessibili destinazioni, trasporti e strutture significa quindi intercettare un bacino di viaggiatori ancora più ampio.

In Italia, dove il turismo è uno dei motori principali dell’economia, investire in accessibilità non è solo un dovere etico, ma anche un’opportunità concreta di sviluppo.

Le difficoltà del viaggio per chi non vede

Viaggiare senza poter contare sulla vista significa affrontare ostacoli continui. Nelle stazioni e negli aeroporti, gran parte delle informazioni è disponibile solo in forma visiva: cartelli, monitor, segnaletica a colori. Gli annunci vocali, quando presenti, non sempre sono chiari o tempestivi.

Negli hotel, i corridoi lunghi e privi di riferimenti tattili rendono difficile orientarsi. Nei musei, le didascalie delle opere sono spesso inaccessibili. Persino un semplice attraversamento pedonale davanti a un luogo turistico può diventare rischioso se non ci sono semafori sonori o marciapiedi a norma.

Tutte queste barriere hanno un impatto immediato, perché rallentano i tempi, riducono la sicurezza e aumentano lo stress. In molti casi portano a rinunciare a esperienze che dovrebbero essere alla portata di tutti. Per questo l’arrivo di soluzioni tecnologiche pensate appositamente per i non vedenti rappresenta una svolta.

Un alleato hi-tech per orientarsi

Tra le innovazioni più interessanti c’è WeWALK, un bastone elettronico progettato per accompagnare i non vedenti nei loro spostamenti quotidiani e nei viaggi. Non sostituisce il bastone bianco tradizionale, ma lo arricchisce con funzioni digitali che ne ampliano le possibilità.

Il dispositivo integra sensori a ultrasuoni che segnalano la presenza di ostacoli sospesi, come cartelli o rami, attraverso vibrazioni sull’impugnatura. È collegato a un’app che sfrutta Google Maps per fornire indicazioni vocali passo dopo passo, semplificando la navigazione urbana.

Un touchpad integrato consente di gestire lo smartphone senza doverlo estrarre dalla tasca, e la compatibilità con assistenti vocali come Siri e Google Assistant permette di interagire in modo naturale.

Grazie agli aggiornamenti software, il bastone si arricchisce periodicamente di nuove funzioni, restando sempre attuale. Non è quindi un semplice ausilio, ma uno strumento che cresce nel tempo, adattandosi alle esigenze degli utenti.

WeAssist: viaggiare con un supporto remoto

Il viaggio non è fatto solo di percorsi lineari, ma ci sono momenti critici in cui la tecnologia deve integrarsi con l’assistenza umana. È in questo contesto che nasce WeAssist, un servizio che combina intelligenza artificiale e operatori remoti per offrire supporto personalizzato.

Immaginiamo, ad esempio, un passeggero che arriva in un aeroporto internazionale per prendere un volo con scalo. Grazie a WeWALK, può muoversi nei corridoi seguendo le indicazioni vocali dell’app. Ma nel momento in cui deve affrontare un terminal affollato, con gate che cambiano all’ultimo minuto, può attivare il supporto remoto. Un operatore, vedendo la sua posizione GPS e ricevendo informazioni in tempo reale, lo guida passo dopo passo fino al gate corretto.

Il bastone per non vedenti WeWalk

Lo stesso vale per una stazione della metropolitana con più linee e scale mobili. Invece di dover chiedere aiuto a sconosciuti, l’utente può contare su una guida dedicata che lo accompagna a distanza. Questo servizio riduce lo stress e restituisce fiducia, trasformando un’esperienza potenzialmente caotica in un percorso gestibile.

Turismo accessibile come diritto universale

Il turismo è spesso un lusso, ma potrebbe essere un diritto riconosciuto a livello internazionale, dato che l’UNWTO lo definisce un elemento essenziale per la crescita personale e sociale, e sottolinea che deve essere garantito a tutti.

Investire in accessibilità non significa soltanto eliminare barriere architettoniche, ma anche creare condizioni per un’esperienza completa. Chi viaggia non cerca solo di spostarsi da un punto all’altro: vuole scoprire, conoscere, partecipare. Rendere un museo, un centro storico o un sentiero accessibile significa includere milioni di persone che altrimenti resterebbero escluse.

Dal punto di vista economico, il turismo accessibile genera benefici diffusi. Ogni viaggiatore con disabilità visiva spesso è accompagnato da familiari o amici, e questo moltiplica l’impatto sul settore alberghiero, sulla ristorazione e sui trasporti. Creare destinazioni inclusive significa quindi aprirsi a un mercato ampio e fedele.

AIM e le smart city turistiche

WeWALK non è solo un dispositivo tecnologico, ma parte di un progetto più grande: AIM (Accessible Innovation for the Blind), che coinvolge direttamente le persone cieche nello sviluppo delle soluzioni, promuove programmi di formazione digitale e porta il tema dell’accessibilità nelle agende politiche.

Per il turismo questo è fondamentale, perché significa che le innovazioni non nascono in laboratorio, ma dall’esperienza quotidiana di chi viaggia. AIM Training, in collaborazione con Microsoft, offre percorsi formativi che aiutano gli utenti a utilizzare al meglio strumenti digitali e app, rendendo più fluido ogni spostamento.

Il legame con le smart city è immediato. Una città che investe in accessibilità non lo fa solo per i residenti, ma diventa anche una destinazione più attrattiva per i turisti. Percorsi pedonali senza barriere, segnaletica sonora, informazioni vocali sui trasporti pubblici migliorano la vita di chi ci vive e l’esperienza di chi la visita. E in questo senso, turismo e urbanistica si intrecciano, perché una città più inclusiva è anche una città più accogliente.

Consigli pratici per un viaggio più semplice

Prima della partenza è utile preparare l’itinerario nell’app: salvare indirizzi di hotel, fermate principali e punti di interesse riduce le incertezze nelle fasi critiche del viaggio. Se il percorso attraversa aree con copertura incerta, è prudente scaricare le mappe offline e verificare lo stato di batteria di telefono e bastone.

In aeroporto o in stazione, conviene identificare punti di riferimento fissi (desk informazioni, ascensori principali, varchi d’imbarco) e creare “preferiti” nell’app per poterli raggiungere rapidamente.

Nelle strutture ricettive, una breve telefonata prima dell’arrivo aiuta a concordare esigenze specifiche (ad esempio l’accompagnamento fino alla camera, illustrazione del percorso verso la sala colazione o l’uscita).

Per l’audio, auricolari a conduzione ossea o mono-aurali permettono di ascoltare le indicazioni mantenendo l’orecchio libero per i suoni dell’ambiente. È ovviamente utile portare un cavo di ricarica rapido e una power bank.

In caso di spostamenti particolarmente complessi, fissare una finestra oraria con WeAssist consente di avere un supporto remoto già pronto. Sono accorgimenti semplici che, sommati, rendono l’esperienza più fluida e autonoma.

Italia e prospettive future

L’Italia, con il suo patrimonio culturale e paesaggistico, è uno dei Paesi più visitati al mondo. Ma la ricchezza di attrazioni non basta se mancano le condizioni per fruirne in autonomia. Rendere il turismo accessibile significa garantire non solo il diritto al viaggio, ma anche la competitività di un settore che rappresenta oltre il 10% del PIL nazionale.

Negli ultimi anni, il tema è entrato nell’agenda politica anche grazie ai fondi europei e al PNRR, che dedica risorse a digitalizzazione e inclusione. Questo apre la strada a progetti concreti come stazioni ferroviarie con percorsi tattili e informazioni vocali, musei con audioguide inclusive, alberghi con applicazioni collegate agli ausili digitali.

Il turismo accessibile non è un costo, ma un investimento: strutture più inclusive attirano nuovi clienti, fidelizzano famiglie intere e rafforzano la reputazione del territorio.

In questo quadro, la presenza di WeWALK Italia come rivenditore ufficiale del dispositivo rappresenta un’opportunità per diffondere tecnologie già operative e integrarle nelle strategie del settore travel.

Viaggiare in autonomia non è più un sogno

Tornando alla scena iniziale della stazione affollata: la differenza tra affrontarla a mani nude e farlo con un ausilio come WeWALK è enorme. Nel primo caso si rischia di perdere tempo, di sbagliare direzione, di dover dipendere dall’aiuto altrui. Nel secondo si guadagna autonomia, sicurezza e serenità.

Il turismo accessibile non è un tema di nicchia, ma una questione universale che riguarda milioni di persone e che produce benefici economici e sociali. Grazie a soluzioni come il bastone elettronico per non vedenti WeWalk, viaggiare in autonomia non è più un sogno irraggiungibile, ma un diritto che può essere esercitato ogni giorno.

Perché un viaggio non è solo spostarsi da un luogo all’altro: è sentirsi parte di un mondo che ti accoglie senza barriere.