Antibes fuori rotta: le tappe insolite nella città della Costa Azzurra

Un itinerario insolito alla scoperta dei quartieri meno noti e dei luoghi meno turistici della cittadina costiera francese

È una delle cittadine più amate dagli italiani sulla Costa Azzurra. Antibes ha mille sfaccettature, ed è per questo che ci piace. Chi cerca la spiaggia d’estate troverà piccole cale dalle acque cristalline (tra l’altro, Antibes vanta ben 300 giorni di sole all’anno). Chi, invece, la tipica atmosfera provenzale la scorgerà tra gli stretti vicoli, le piazze e il marché provençal nel “vieux Antibes“. Chi è appassionato d’arte conosce Antibes per Picasso e il famosissimo museo, ospitato all’interno del Castello Grimaldi vista mare, a cui consigliamo di organizzare una visita guidata. E chi ama la buona tavola non sarà affatto deluso dalla vasta scelta di ristoranti e di piccoli bistrot tradizionali che questa città offre.

La zona più caratteristica di Antibes è racchiusa all’intero dei bastioni. A partire dalle ex-casematte che corrono intorno alle antiche mura dove oggi vengono allestite esposizioni di artisti e di artigiani fino a tutto il centro storico è tutto un andirivieni di turisti. Anche percorrendo le fortificazioni del XVII secolo che passano proprio sotto il castello si incrocia sempre qualcuno.

Chi ha già visitato Antibes forse però non conosce il quartiere, sempre centralissimo, ma meno noto, di Safranier. Si tratta di una “comune” nata negli Anni ’60 dall’idea di alcuni abitanti desiderosi di portare avanti le tradizioni locali e di divertirsi. Tra la rue de la Tourraque e quella di Haut Castelet, deliziose stradine fiorite, c’è la piazzetta che ha dato il nome al quartiere, poco affollata ma molto pittoresca per via dei ristorantini sotto gli alberi secolari e per la musica dal vivo che si sente suonare la sera.

Molti turisti che visitano Antibes non perdono l’occasione per entrare anche al Museo Picasso, dove l’artista aveva l’atelier e le cui opere realizzate qui vi furono lasciate in eredità, alla sola condizione che non abbandonassero mai questo luogo. Non tutti sanno però che ad Antibes c’è un altro bellissimo museo che vale la pena essere visitato: si tratta del Museo Peynet, il celebre creatore di “Les Amoureux” (Gli Innamorati), che visse per lungo tempo in città. Le sue immagini dei fidanzatini hanno fatto il giro del mondo, si trovano su libri, cartoline, francobolli, porcellane, medaglie, sciarpe, bambole e sculture. Per una visita completa dei luoghi di Peynet, vale la pena uscire dal museo per raggiungere il Cap d’Antibes – uno dei tre capi più spettacolari della Costa Azzurra insieme a Cap Martin e Cap Ferrat – percorrendo Chemin du Calvaire, che conduce al santuario de la Garoupe (dove c’è una spiaggia bellissima), lungo il quale si trova il piccolo oratorio “NotreDame des Amoureux” creato proprio da Raymond Peynet.

Per chi vuole scoprire il meglio di questa cittadina di mare, lontano dalle folle, ecco che c’è il sentiero litorale Tire-Poil (“tira peli” perché tira sempre il vento) o Sentiero dei doganieri. Si trova all’estremo Sud di Cap d’Antibes. Lungo circa 5 chilometri, è una bellissima passeggiata con alcuni tratti di scale nei punti più irti, speroni di roccia, falesie e persino paesaggi lunari, con la roccia che cambia forma e colore, facendosi di più tonalità e dando così prova dell’attività vulcanica una volta presente in questa regione. Questo sentiero fu scoperto solo nell’800 da alcuni aristocratici che iniziarono a venire in villeggiatura da queste parti e, per la bellezza del luogo, vi fecero costruire dimore di pregio.

Durante l’escursione si passa di fianco al Castello de La Garoupe, costruito a partire dal 1907 e nascosto dietro un altro muro e a una fitta pineta. Dal belvedere è invece possibile aammirare il Castello della Croë, del 1927, che fu per qualche tempo dimora del Duca di Windsor e della sua contestatissima consorte, Wallis Simpson. Verso la fine del sentiero, si passa infine davanti a Villa Eilenroc, uno splendido edificio in stile neoclassico costruito nella seconda metà del 1800 e lasciato in eredità alla città di Antibes dalla sua ultima proprietaria, Hélène Beaumont, che chiese espressamente che venisse creata una fondazione a suo nome e un immenso roseto.

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