Un pianoforte Steinway, le stanze dai colori vivaci, fotografie, ricordi e oggetti che raccontano una vita trascorsa tra i palcoscenici di tutto il mondo e gli affetti più cari: nella campagna modenese, la Casa Museo Luciano Pavarotti apre le porte della dimora che il celebre tenore volle costruire all’interno di una grande tenuta, per trascorrere il tempo con la famiglia, accogliere gli amici e trasmettere la propria passione ai giovani cantanti.
Qui il Maestro visse gli ultimi anni insieme alla moglie Nicoletta e alla figlia Alice, in un ambiente che rispecchiava appieno la sua personalità e le sue passioni. Aperta al pubblico nel 2015, la residenza conserva ancora gli arredi originali e permette di conoscere da vicino non soltanto l’artista applaudito nei teatri più prestigiosi, ma anche l’uomo legato alla sua terra d’origine, alle piccole gioie quotidiane e alla convivialità.
Indice
Cosa vedere nella Casa Museo Pavarotti
La visita inizia dal salone principale, dove Pavarotti trascorreva buona parte delle giornate tra pranzi in compagnia, partite a carte e incontri con gli amici: i colori vivaci, il legno naturale e le travi a vista raccontano la sua personalità allegra e ospitale. A catturare lo sguardo è il pianoforte Steinway, utilizzato anche per ascoltare i giovani talenti cui il Maestro impartiva lezioni gratuite. Accanto, il frac da concerto e il celebre fazzoletto bianco riportano alla memoria le sue esibizioni, mentre lettere, quadri e piccoli oggetti personali restituiscono il lato più familiare della sua vita.
Nella stanza “La gioia di vivere” emerge un’altra passione, quella per la pittura: Pavarotti realizzava dipinti dai colori intensi, firmati con lo pseudonimo “LUPA”; le camicie floreali, i foulard e gli oggetti legati ai momenti di svago completano un ritratto intimo e sorprendente.
Si prosegue nella “Finestra sul mondo“, illuminata da un grande lucernario voluto dal tenore per lasciare entrare la luce del sole: vi sono esposti alcuni degli oltre 500 premi e riconoscimenti ottenuti durante la carriera, tra cui Grammy ed Emmy Awards, insieme a dischi d’oro e di platino.
Il percorso conduce poi alla camera da letto, l’ambiente forse più emozionante: Pavarotti vi trascorse gli ultimi giorni e morì il 6 settembre 2007. Nella cabina armadio si conservano cappelli e foulard diventati parte della sua immagine.
Le tre stanze dedicate all’opera ripercorrono la straordinaria carriera iniziata nel 1961 con il debutto nel ruolo di Rodolfo nella Bohème di Puccini: i costumi di scena ricordano alcuni dei 29 ruoli interpretati dal Maestro, mentre fotografie e testimonianze riportano ai grandi teatri internazionali.
All’ultimo piano, un luminoso open space raccoglie immagini e ritratti di Pavarotti accanto a personalità celebri; una sala riservata a piccoli gruppi permette inoltre di vedere video inediti delle prove e del dietro le quinte.
Nella stanza Decca si possono ascoltare le sue arie più famose in registrazioni rimasterizzate, mentre gli omaggi ricevuti dai fan di ogni parte del mondo testimoniano un affetto senza confini.
La visita ricorda anche i celebri concerti benefici Pavarotti & Friends e termina nel bookshop, ricavato nella casetta dei giochi che il tenore aveva fatto realizzare per Alice: un ultimo dettaglio che racconta, oltre alla grandezza artistica, la tenerezza della vita familiare.

Natale 2026 alla Casa Museo Pavarotti, visita e sapori emiliani
La tenuta sarà protagonista anche di un appuntamento in vista delle festività: domenica 29 novembre 2026, il Ristorante Europa 92 ospiterà il tradizionale Pranzo degli Auguri di AIS Emilia, aperto sia ai soci sia ai non soci.
La giornata inizierà alle 11.00 con una visita guidata alla Casa Museo, compresa nella quota di partecipazione, per ripercorrere la vita e le passioni del Maestro grazie a fotografie, testimonianze e oggetti personali. Alle 13.00 sarà il momento del pranzo, con vini selezionati dai sommelier e specialità emiliane. Il benvenuto prevede due Franciacorta della cantina Muratori, il Dosaggio Zero Blanc de Blancs Numerozero e il Franciacorta Brut in Magnum, seguiti da un buffet su tavola imperiale con gnocco fritto e prodotti regionali.
Il menù comprende poi tortellini in brodo di cappone, tagliata di manzo al rosmarino con patate al forno e zuppa inglese, con abbinamenti enologici dedicati.
Le prenotazioni sono aperte sul sito di AIS Emilia: entro il 15 novembre la quota è di 77 euro per i soci e 85 per i non soci, poi di 85 e 95 euro.
Dove si trova e come raggiungerla
La Casa Museo si trova in Stradello Nava 6, a Modena, nella campagna a sud della città.
Per chi arriva in auto dal casello autostradale A1 Modena Sud, occorre seguire la Strada Vignolese/SP623, la Strada Gherbella e via Bellaria/SS12 fino a Stradello Nava, per un tragitto indicativo di circa 13 minuti.
Dal casello A1 Modena Nord, invece, si percorrono la Tangenziale Nord e la diramazione per Sassuolo, imboccando l’uscita 20 e proseguendo su via Bellaria fino a destinazione, in circa 12 minuti.
Chi parte dal centro di Modena o dalla stazione ferroviaria può scegliere il taxi: per questo collegamento è prevista una tariffa massima di 20 euro all’andata e 30 euro al ritorno. Davanti al museo è disponibile anche un ampio parcheggio non custodito.
Orari, biglietti e informazioni utili per la visita
La Casa Museo è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 17.00 e rimane chiusa il 1° gennaio e il 24 e 25 dicembre; per la visita occorrono in media 50-60 minuti.
Il biglietto intero costa 12 euro, quello ridotto 10 euro, mentre i bambini sotto i 12 anni entrano gratis. La tariffa agevolata è prevista, tra gli altri, per over 65, ragazzi tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari e categorie convenzionate. Nel prezzo è compresa l’audioguida, disponibile in otto lingue, tra cui italiano, inglese, francese e tedesco. Tutti e quattro i piani del percorso sono raggiungibili in ascensore.
I biglietti si possono acquistare presso la struttura oppure online, tramite il sito ufficiale della Casa Museo Luciano Pavarotti.