Viaggiare senza essere vaccinati: perché è giusto e perché non lo è

Un'analisi sull'etica del viaggio durante questo periodo di pandemia

La campagna vaccinale continua in tutta Italia e nel mondo a tal punto che sono proprio gli stessi vaccini ad accendere un barlume di speranza nel settore turistico, soprattutto per quanto concerne i viaggi internazionali. Ma anche se sempre più persone vengono vaccinate e diversi Paesi cominciano a riaprire ai turisti stranieri, viaggiare all’estero potrebbe rimanere sconsigliato ancora per un po’, soprattutto in quei luoghi del mondo dove l’accesso ai vaccini rimane più complicato. Proprio per questo molte persone cominciano a chiedersi se viaggiare senza essere vaccinati sia effettivamente giusto o meno.

Proprio per questo vi avevamo già parlato delle regole che devono seguire le persone immunizzate dal Covid-19 durante i viaggi. Oggi, invece, vogliamo concentrarci maggiormente su questioni più etiche.

Vaccini e viaggi, com’è la situazione

Partiamo dal presupposto che le persone vaccinate sono coperte quasi al 100% dal rischio di ammalarsi di Covid-19. Quel che non sembra ancora del tutto chiaro è il modo in cui i diversi vaccini sul mercato proteggano dalla trasmissione del virus.

Questo vuol dire che, finché non verrà raggiunta l’immunità di gregge che è utile soprattutto per coloro che non possono sottoporsi al vaccino contro il Covid-19, è possibile che anche i viaggiatori vaccinati possano trasmettere il virus ad altri. In poche parole, finché non si avranno maggiori informazioni su quanto i vaccini riducano il rischio di trasmissione, non è possibile arrivare a delle vere e proprie conclusioni sull’etica del viaggio nelle prossime settimane e mesi, considerando che il turista vaccinato potrebbe non ammalarsi, ma potrebbe comunque trasmettere il virus (in caso di infezione) alle altre persone.

Inoltre, a destare particolare preoccupazione sono anche le diverse varianti del virus che sono in circolazione in tutto il mondo poiché c’è ancora molto da capire su queste, motivo per cui è tuttora importante rimanere cauti e ridurre al minimo i viaggi non necessari.

Paesi poveri e vaccini

Non essere vaccinati, inoltre, implica anche il rischio di aumentare la pressione sui sistemi sanitari già in difficoltà da tempo, soprattutto in quei Paesi dove la campagna di vaccinazione va molto a rilento. Del resto, anche gli Stati con focolai minimi possono essere vulnerabili, soprattutto se non dispongono delle stesse risorse sanitarie e di vaccinazione delle Nazioni più ricche.

C’è anche da considerare, tra le varie cose, che sono proprio questi Paesi più poveri a vivere maggiormente grazie al turismo. Situazione che vista l’assenza di flusso di viaggiatori internazionali già da un bel po’ di tempo, potrebbe rivelarsi persino peggiore dell’effetto della pandemia.

Perché bisogna restare ottimisti

Nonostante questo ci sono diverse ragioni per cui essere ottimisti riguardo al turismo. Infatti, con l’aumento del numero di persone vaccinate in tutto il mondo anche le prospettive dei viaggi internazionali sembrerebbero pian piano migliorare.

Del resto, con l’avanzare della campagna vaccinale ci sarà molta meno trasmissione nelle diverse comunità del mondo, meno probabilità di infezione e, soprattutto, sarà più difficile che emergano nuove varianti. Motivo per cui, quasi sicuramente, il turismo tornerà a essere più gestibile per i Paesi ospitanti e si ridurrà notevolmente per le persone il rischio di ritrovarsi a essere un veicolo di trasmissione per gli altri.

In poche parole, i tassi sempre più crescenti di vaccinazione e i numeri di contagio che andranno piano piano a scendere, anche grazie alla bella stagione, potrebbero essere il trampolino di lancio per rendere più semplice la possibilità di spostarsi senza sentirsi in colpa, essere troppo preoccupati dei potenziali trasmettitori.

Quello che ci si aspetta, infatti, è che nel momento in cui un’alta percentuale di persone nel mondo sarà vaccinata ci sarà il più grande boom legato al turismo che il mondo abbia mai visto. In fondo, la domanda repressa da un anno, combinata con un aumento significativo della flessibilità del lavoro a distanza e una diminuzione dei viaggi di lavoro richiesti e, il rispetto per il fatto che non si sa mai se e quando il mondo verrà chiuso di nuovo, farà sì che le persone viaggino come mai prima d’ora. Non è un caso che a tal proposito sia stato fatto anche un sondaggio che rivela che i viaggi sono meglio del sesso.

Tuttavia, è imperativo continuare ad agire con cautela anche perché la chiave di volta per il turismo sarà rendere il vaccino accessibile a quante più persone possibile in tutto il mondo e prevenire lo sviluppo e la diffusione di nuove varianti di coronavirus.

È giusto o no viaggiare senza vaccino?

La risposta sulla questione se è giusto viaggiare o meno se non si è vaccinati dipende, quindi, da diversi fattori. Per essere più tranquilli e proteggersi maggiormente sarebbe consigliabile scegliere destinazioni in cui la trasmissione del virus viene controllata piuttosto bene, ma anche il facile o difficile accesso all’assistenza sanitaria locale, nel caso in cui ci si scopra contagiati una volta a destinazione.

Inoltre, nel momento in cui si sceglie la meta di viaggio sarebbe opportuno prendere in considerazione anche la prevalenza di nuove varianti del virus, senza dimenticare di utilizzare i vari strumenti a disposizione sul web, o tramite applicazioni, che consentono di capire come questo si stia trasmettendo nel mondo.

Altro elemento da considerare è se la visita in un determinato Paese sarà trascorsa principalmente al chiuso o all’aperto. Un’isola caraibica, per esempio, che permette di trascorre molto tempo fuori, anche quando si mangia, rende il rischio di ammalarsi molto più basso rispetto a un posto freddo in cui si tende a raggiungere luoghi al chiuso. Stesso discorso per qualsiasi vacanza o viaggio in cui le attività sono svolte principalmente all’esterno: escursioni e gite in barca.

Cosa non dimenticare mai quando si viaggia

Vaccinati o meno è bene comunque ricordare che bisogna sempre prendere le necessarie precauzioni sanitarie per proteggere non solo noi stessi, ma anche le persone che si incontrano lungo il cammino.

Si deve essere disposti, quindi, a seguire le misure preventive in atto in ogni destinazione che si deciderà di raggiungere, come i test Covid prima e al ritorno dal viaggio, e indossare la mascherina quando richiesto. Essere un turista non significa essere esenti dalle regole locali.

A prescindere dal vaccino, perciò, è importante viaggiare seguendo le misure di salute pubblica assicurandosi anche che gli eventuali compagni di viaggio, le aziende e gli alloggi che si intendono visitare facciano esattamente lo stesso.

In conclusione, quando si viaggia (ma in generale nella vita) è importante ricordare sempre che la salute personale non è assolutamente l’unica cosa che conta.

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