La Sardegna entra per la prima volta nella prestigiosa lista delle mete da scoprire nel 2027

Dopo Lonely Planet, anche il turismo luxury americano punta sull'isola: ecco perché la Sardegna conquista chi cerca un viaggio esclusivo tra mare, storia e cibo

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Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Dopo essere stata inserita da Lonely Planet tra le destinazioni da non perdere nel 2026, la Sardegna riceve un nuovo riconoscimento, questa volta dal mondo dei viaggi di alta gamma. Per la prima volta, l’isola entra nella Where to Go Destinations 2027, la selezione delle mete consigliate da Signature Travel Network, consorzio statunitense di agenzie di viaggio specializzate nei viaggi di lusso.

A curare la lista è Ignacio Maza, uno dei nomi più autorevoli del turismo di lusso negli Stati Uniti. Da oltre vent’anni, le sue analisi orientano advisor e operatori del settore e, di conseguenza, le scelte dei viaggiatori americani che cercano esperienze esclusive.

Cos’è la prestigiosa lista “Where to Go”

Per chi lavora nel turismo di lusso americano, la Where to Go è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Arrivata ormai alla sua seconda decade, la lista viene presentata durante la conferenza annuale di Signature e riunisce una dozzina di destinazioni, ognuna accompagnata da consigli pratici su cosa vedere, cosa fare e dove soggiornare.

A renderla credibile è soprattutto il metodo. Maza, che ha viaggiato in oltre cento Paesi e in tutti e sette i continenti, seleziona solo luoghi che ha visitato di persona. Alla base della scelta ci sono poi l’analisi dei trend globali, un lavoro di ricerca approfondito e una valutazione di quanto ogni meta possa interessare il viaggiatore statunitense.

Per capire il livello della selezione basta guardare le edizioni precedenti. Nella lista del 2026 figuravano, tra le altre, l’isola giapponese di Kyushu, Madrid, la Lapponia svedese, lo Sri Lanka, la Tasmania e l’Uzbekistan. Un anno prima era toccato a Montréal, Buenos Aires, Marrakech, al Perù e al Botswana.

L’ingresso della Sardegna nella lista delle mete da scoprire nel 2027 è anche il frutto della collaborazione tra l’Assessorato regionale del turismo, ENIT e Signature. E il ritorno va oltre i confini dell’isola: una vetrina di questo peso sul mercato americano rafforza l’immagine dell’Italia come destinazione di riferimento per il turismo di fascia alta.

La Sardegna che conquista i viaggi di lusso

Per i viaggiatori moderni, il vero privilegio è spesso l’accesso a situazioni ed esperienze di un certo tipo: una cantina che apre le porte a pochi ospiti, un sentiero da percorrere senza incontrare nessuno, una tavola condivisa con chi il pane carasau lo prepara ancora a mano. Ed è qui che la Sardegna ha molto da offrire, ben oltre il glamour di Porto Cervo e della Costa Smeralda.

C’è il mare, naturalmente: le calette del Golfo di Orosei raggiungibili solo via sentiero o in barca, l’arcipelago di La Maddalena, le spiagge della costa occidentale. Ma c’è anche un entroterra che sorprende chi arriva per la prima volta, con i canyon del Supramonte come la gola di Gorropu e borghi colorati come Bosa, affacciata sul fiume Temo. Poi c’è la storia: l’isola custodisce migliaia di nuraghi, tra cui il complesso di Su Nuraxi a Barumini, Patrimonio UNESCO, mentre a Cabras si possono ammirare i Giganti di Mont’e Prama, statue in pietra tra le più antiche del Mediterraneo occidentale.

A completare il quadro ci sono l’enogastronomia, dal Cannonau al Vermentino di Gallura, e la longevità dell’Ogliastra, una delle prime Blue Zone individuate al mondo: un tema che da tempo affascina il pubblico americano. Tutti elementi che si sposano con un’idea di viaggio lento e su misura, da vivere anche in primavera e in autunno, lontano dalla folla dei mesi estivi.