Castelli e borghi da fiaba, la Lombardia apre i suoi tesori nascosti

Dal 6 settembre 23 località della pianura lombarda aprono castelli, palazzi e borghi medievali tra visite, eventi, natura e tradizioni

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Flavia Cantini

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Castelli, palazzi storici, rocche e antichi borghi tornano protagonisti dell’autunno lombardo con le Giornate dei Castelli, Palazzi e Borghi Medievali della media pianura lombarda. L’iniziativa, promossa dall’associazione Pianura da scoprire, propone anche nel 2026 un percorso alla scoperta di un patrimonio storico e architettonico diffuso, spesso lontano dai principali circuiti turistici.

Il primo appuntamento è fissato per domenica 6 settembre, seguito da altre due giornate in programma il 4 ottobre e il 1° novembre. Sono 23 le località coinvolte nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Milano, con un programma che unisce la possibilità di visitare luoghi storici e di solito meno accessibili con eventi culturali, iniziative per famiglie, percorsi nella natura e occasioni per conoscere le tradizioni gastronomiche del territorio.

Ventitré località tra castelli, palazzi e borghi

Il circuito percorre una zona della Lombardia profondamente segnata dalla storia dei suoi confini. Per secoli la pianura fu, infatti, una zona di passaggio e di confronto tra differenti realtà politiche, culturali e commerciali. Le testimonianze architettoniche ancora presenti raccontano proprio questa lunga storia, fatta di fortificazioni, insediamenti, famiglie nobiliari, condottieri e vicende militari.

Il territorio fu interessato dapprima dalle contese tra il comune di Bergamo e i comuni di Cremona, Brescia e Milano e, in seguito, dal confronto tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia: così, si sviluppò un articolato sistema difensivo, costituito da castelli, fortezze, torri di avvistamento, mura e fossati.

Le diverse località conservano racconti legati a battaglie e condottieri, ma anche tradizioni, antichi mestieri, leggende, aneddoti e memorie delle comunità che ancora oggi abitano questi territori.

Accanto alle aperture sono previste visite guidate e percorsi tematici, oltre a rievocazioni, laboratori, mostre, concerti e mercatini.

La provincia di Brescia partecipa al circuito con alcune realtà rappresentative della pianura tra cui spicca il borgo storico di Borgo San Giacomo, insieme al Castello di Padernello, uno dei luoghi inseriti nel percorso delle giornate dedicate alla riscoperta del patrimonio medievale.

Un’altra tappa è rappresentata dal borgo storico di Orzivecchi, dove il patrimonio visitabile comprende l’antica Chiesa dei Disciplini e la Pieve di Bigolio.

Veduta del fiume Adda, della centrale di Taccani e del Castello di Visconteo a Trezzo sull'Adda, Lombardia
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Veduta del fiume Adda, della centrale di Taccani e del Castello di Visconteo a Trezzo sull’Adda

Il paesaggio del Fosso Bergamasco

La storia delle fortificazioni si lega alla conformazione geografica della zona. Al centro di tale vicenda troviamo il cosiddetto “Fosso Bergamasco”, un antico confine che collegava i fiumi Adda, Serio e Oglio e che contribuì a definire per lungo tempo gli equilibri territoriali della pianura.

Oggi gli stessi corsi d’acqua disegnano un paesaggio molto differente da quello delle epoche in cui i territori erano caratterizzati da contese e sistemi difensivi e, lungo il percorso, si incontrano campagne, aree verdi, fontanili e specchi d’acqua, in un ambiente in cui le tracce del passato convivono con gli elementi naturali.

Il Passaporto dei Castelli

A rendere ancora più riconoscibile l’iniziativa torna anche nel 2026 il Passaporto dei Castelli, Palazzi e Borghi Medievali, un libretto che accompagna i visitatori durante il percorso e sul quale è possibile raccogliere un timbro per ciascuna località visitata.

C’è anche un riconoscimento per chi sceglierà di partecipare in maniera più assidua: chi riuscirà a ottenere almeno 20 timbri potrà richiedere, alla fine dell’anno, il gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni.