Quando si parla di luoghi da vedere in Italia, la lista sembra praticamente infinita. Eppure, anche per chi conosce bene il Paese, esistono ancora angoli capaci di sorprendere ancora oggi. A individuarne alcuni è stato The Times, che in un recente articolo dedicato all’Italia ha raccolto le 30 destinazioni, attrazioni ed esperienze preferite dalla travel writer Julia Buckley.
Una selezione molto personale che attraversa l’intera penisola e che non si limita alle mete più famose. Accanto a località come le Cinque Terre, Pantelleria e la Val d’Orcia compaiono infatti luoghi decisamente meno conosciuti dal turismo internazionale, scelti per la loro storia, il paesaggio o la capacità di raccontare un volto particolare dell’Italia. All’interno delle 30 proposte, il Times dedica una sezione alle “Seven unmissable sights”, sette attrazioni considerate imperdibili.
Indice
Castello di Miramare, Trieste
Sembra quasi comparire dal mare come un castello delle fiabe, come quello dove abita il principe Eric ne La Sirenetta della Disney. Il Castello di Miramare nacque dalla volontà dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, che fece realizzare sul promontorio una residenza affacciata sull’Adriatico. Massimiliano visse qui con la moglie Carlotta del Belgio per un periodo relativamente breve, prima di diventare imperatore del Messico nel 1864.

Necropoli della Banditaccia, Cerveteri
A pochi chilometri da Roma si trova uno dei luoghi più affascinanti per chi vuole entrare in contatto con la civiltà etrusca. È la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri, un’enorme città dei morti che conserva centinaia di tombe organizzate lungo vere e proprie strade.

Il complesso archeologico permette di osservare da vicino l’architettura funeraria etrusca: alcune tombe riproducono infatti vere abitazioni, con ambienti scavati nella roccia e strutture che restituiscono l’idea di come potessero essere organizzati gli spazi domestici. Il sito è inoltre parte del patrimonio mondiale UNESCO insieme alla Necropoli di Tarquinia.
Villa Poppaea, Torre Annunziata
Pompei ed Ercolano sono ormai tappe imprescindibili per chi visita la Campania, ma il Times invita a spingersi un po’ oltre e a raggiungere Oplontis, nell’attuale Torre Annunziata. Qui si trova la monumentale Villa Poppaea, una sontuosa residenza romana che la tradizione attribuisce a Poppea Sabina, moglie di Nerone. Il complesso è considerato uno degli esempi più importanti di villa romana dell’area vesuviana e fa parte del sito UNESCO delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata.

Museo delle Statue Stele Lunigianesi, Pontremoli
Nel cuore della Lunigiana, a Pontremoli, il Times ha inserito una destinazione decisamente fuori dai classici itinerari turistici: il Museo delle Statue Stele Lunigianesi, ospitato all’interno del medievale Castello del Piagnaro. Le statue stele sono enigmatiche figure antropomorfe realizzate in pietra dalle popolazioni che abitavano la Lunigiana tra l’Eneolitico e l’Età del Ferro. Il museo ne conserva numerosi esemplari originali e racconta uno dei fenomeni più importanti della statuaria megalitica europea.

Palazzo Colonna, Roma
Nel cuore di Roma, a pochi passi da Piazza Venezia, si trova invece un luogo che potrebbe essere sfuggito anche a chi ha già visitato più volte la Capitale: Palazzo Colonna. La dimora è legata alla famiglia Colonna fin dal XIII secolo, ma gli ambienti oggi visitabili sono soprattutto il risultato delle trasformazioni barocche. A colpire è soprattutto la Galleria Colonna, con i suoi interni riccamente decorati, marmi, ori, affreschi e opere d’arte.

Il palazzo ha anche una curiosa connessione con il cinema: è proprio qui che venne ambientata la celebre scena finale di Vacanze romane, con Audrey Hepburn e Gregory Peck.
Cretto di Burri, Gibellina
In Sicilia, nel territorio di Gibellina, il paesaggio nasconde un’opera d’arte contemporanea talmente grande da sembrare, a prima vista, una distesa di cemento. È il Cretto di Burri, realizzato da Alberto Burri sulle rovine della vecchia Gibellina, distrutta dal devastante terremoto del Belice del 1968. L’artista trasformò le macerie della città in una gigantesca opera di land art, ricoprendole con una colata di cemento bianco attraversata da profonde fenditure che riproducono, idealmente, le strade dell’antico paese.

Con i suoi circa 65.000 metri quadrati, il Cretto è una delle più grandi opere di land art al mondo e nel 2026 assume un significato ancora più particolare: Gibellina è infatti la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea, un riconoscimento che ha riportato l’attenzione nazionale sul rapporto tra il territorio e l’arte contemporanea.
Pozzo Sacro di Santa Cristina, Sardegna
L’ultima delle sette meraviglie ci porta in Sardegna, ma lontano dalle spiagge della Costa Smeralda. Il pozzo risale a circa 3.000 anni fa ed è formato da una scalinata perfettamente geometrica che scende sotto il livello del terreno fino a raggiungere una camera sotterranea dove sgorga una sorgente. Il monumento è legato al culto delle acque della civiltà nuragica e presenta una struttura architettonica di grande raffinatezza e giochi di luce che lo caratterizzano in alcuni periodi dell’anno.
