Disponibile su Paramount+ in occasione di San Valentino, il nuovo film Amici comuni di Marco Castaldi è un viaggio tra emozioni, ironia e legami autentici: Raoul Bova, Francesca Inaudi, Beatrice Arnera e Luca Vecchi sono i protagonisti di uno “scontro” tra amori che si accendono e che poi ritrovano il loro equilibrio.
Ma insieme a loro, sono anche i luoghi utilizzati come location a diventare personaggi di queste storie: sullo schermo, vediamo la città dell’amore per eccellenza, ma anche altri scorci di un’Italia di periferia e rurale, meno conosciuta ma assolutamente autentica.
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Di cosa parla il film
Marco (Raoul Bova) e Giulia (Francesca Inaudi) sono una coppia sposata da anni. Ma il loro equilibrio viene rotto dall'arrivo di Veronica (Beatrice Arnera): è la migliore amica di Giulia ed ex compagna di scuola dei due e vuole annunciare il suo futuro matrimonio con Claudio (Luca Vecchi), conosciuto solo pochi mesi prima. Inizia così una rimpatriata in provincia improvvisata: durante una cena a quattro, però, qualcosa non torna e da qui emergono i problemi, tra ricordi, segreti mai svelati e nuove consapevolezze.

Dove è stato girato
Dagli scorci cittadini ai paesi rurali di provincia dove resistono ancora le antiche tradizioni, fino alle ville antiche che punteggiano il territorio, le location scelte per le riprese di "Amici comuni" sono autentiche meraviglie italiane da scoprire.
Verona
Verona è stata il cuore pulsante delle riprese di Amici comuni, uscito in occasione di San Valentino: la città dell'amore tragico tra Romeo e Giulietta è il luogo perfetto per raccontare storie di amori che nascono e finiscono.
Se la maggior parte delle scene è stata girata in interni, non mancano riprese svelano scorci inaspettati di Verona. Molte sono state realizzate dall'alto con droni che offrono una visione di quello che il regista ha definito il "campo da gioco" della storia: "Quando si esce dagli interni bisogna respirare, ma mantenendo alta la tensione. Raccontare gli spazi con un punto di vista zenitale garantisce la massima attenzione", ha spiegato Marco Castaldi.
Sullo sfondo scorrono quindi le vie del centro, le piazze storiche, come la più grande piazza Bra dominata dalla celebre Arena di Verona e il Ponte Pietra: è il ponte romano più antico della città (risalente al I secolo a.C.), molto evocativo con le sue cinque arcate che attraversano l'Adige collegando il centro storico al colle di San Pietro.
Il corso del fiume Adige accompagna i protagonisti anche in un'altra location altamente suggestiva, situata fuori dal centro città: la Diga del Chievo, che presenta anche un passaggio ciclo-pedonale sul quale vediamo Raoul Bova e Beatrice Arnera discutere. “La Diga del Chievo è stata scelta perché estremamente cinematografica, non è il tipico ponte monumentale - ha commentato Castaldi -. Ha dei colori molto belli e una struttura molto accattivante. Inoltre, il suono dell’acqua che scorre ci permette di rilassarci nonostante i personaggi stiano combattendo con i propri demoni e questo contrasto rende tutto meno scontato e più viscerale".

I paesi rurali di provincia
Il film Amici comuni racconta anche l’identità della Pianura dei Dogi, ovvero la Bassa Veronese: un'area rurale a sud della città di Verona immersa in paesaggi agricoli con campagne sconfinate, antiche ville venete ed eccellenze produttive. Una zona meno patinata, ma che sa offrire un turismo lento e autentico.
Diverse riprese si sono svolte a Legnago, la cosiddetta città del Torrione, a circa 40 km a sud di Verona. Qui, alcuni protagonisti si riuniscono davanti allo splendido Teatro Salieri, luogo simbolo della cultura cittadina e coinvolto anche grazie al sostegno della Fondazione Salieri e del Comune di Legnago. Ma non solo: anche alcune vie del centro e la sede dell’azienda di trasporto pubblico ATV appaiono nelle scene del film.
Alcuni momenti narrativi centrali della pellicola sono ambientati invece in una suggestiva dimora: si tratta di Villa Ormaneto a Cerea, uno splendido esempio di villa veneta del XIV secolo, immersa nella quiete della campagna veronese e oggi riconvertita come location per matrimoni.
Anche altre località caratteristiche sono state scelte per definire i contorni narrativi del racconto, come Corrubbio, frazione di San Pietro in Cariano, e in particolare al Byblos Art Hotel Villa Amistà.