Villa Santa Maria, il borgo abruzzese che ha insegnato all’Europa l’arte del banchetto

Tra roccia e pentole fumanti, nella Valle del Sangro un paese minuscolo ha formato cuochi celebrati a corte e negli hotel più prestigiosi del pianeta

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Quello di cui vi stiamo per parlare è un paese che si arrampica con ostinazione su uno sperone roccioso chiamato “La Penna“, una gigantesca lama di calcare che sembra caduta dal cielo. Il suo nome è Villa Santa Maria e dalla sua altura domina la media Valle del Sangro, nel cuore dell’Abruzzo interno, in provincia di Chieti.

Un luogo altamente pittoresco, in quanto si presenta con case compatte, tetti in coppo e vicoli in pendenza circondati da montagne severe, che a loro volta si specchiano sul bacino artificiale del Lago di Bomba. Ma non è solo questo a renderlo speciale perché, come vi anticipa il titolo dell’articolo, qui la cucina va ben oltre la semplice tradizione gastronomica: è più un sistema sociale costruito nei secoli.

Dal ‘500, infatti, intere generazioni sono partite da queste strade per dirigere cucine aristocratiche, hotel di lusso, ambasciate e residenze reali. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che il cartello d’ingresso al paese annuncia con orgoglio di essere la “Patria dei Cuochi“. Ciò che di primo impatto può sembrare solo uno slogan, in realtà è pura cronaca.

Cosa vedere a Villa Santa Maria

Il fatto buffo con cui si interfaccia subito il visitatore è che questo angolo d’Abruzzo ha le dimensioni di un piccolo villaggio montano, mentre l’impronta culturale supera di gran lunga il perimetro urbano. Il centro storico, che si sviluppa in salita lungo un asse principale, è un pullulare di palazzi signorili, edifici religiosi e scorci panoramici che si aprono all’improvviso tra un vicolo e l’altro.

Palazzo Caracciolo

Legato indissolubilmente alla figura di San Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi d’Italia, è un edificio che rappresenta il cuore civile e storico del paese. Oggi ospita il Museo del Cuoco, con sale che raccontano 5 secoli di storia professionale attraverso fotografie, lettere, attestati e utensili originali. La struttura conserva intatto il fascino delle dimore gentilizie abruzzesi, che è davvero irresistibile.

Chiesa di San Nicola

Decisamente interessante è anche la Chiesa di San Nicola, simbolo religioso del nucleo antico. Al suo interno protegge decorazioni barocche, frutto di rimaneggiamenti che hanno cancellato il vecchio impianto romanico, mentre la facciata incanta per la sua sobria eleganza.

Chiesa della Madonna del Rosario

Vale la pena fare un salto anche alla Madonna del Rosario, conosciuta pure come Chiesa della Congrega. Parliamo di un edificio che mostra una facciata in stile romanico abruzzese, con linee sobrie, portale incorniciato e muratura in pietra locale. Attualmente è interessata da interventi di recupero, ma quel che è certo è che conserva un forte valore identitario per la comunità.

Chiesa di Santa Maria in Basilica

Un altro luogo di culto da non perdere è la Chiesa di Santa Maria in Basilica, edificata intorno all’XI secolo. Tra le sue mura è custodita la statua venerata della Madonna in Basilica, ma anche un ossario e dipinti di artisti locali.

Palazzo Castracane

Il Palazzo Castracane è invece un esempio di architettura civile di pregio che testimonia l’importanza di alcune famiglie locali tra Ottocento e primo Novecento. La facciata è elegante, ma soprattutto si possono osservare alcuni dettagli decorativi che narrano un periodo di relativa prosperità legata anche alle rimesse dei cuochi emigrati.

Sorgente del Pecoritto

Punto naturale caro agli abitanti, la Sorgente del Pecoritto offre acqua fresca e uno scorcio verde poco distante dal centro. Un angolo semplice ma legato alla quotidianità contadina.

Piscina naturale

Il borgo nasconde anche una piscina naturale (e cristallina) formata dal fiume Sangro, in cui fare pause rinfrescanti tra un’escursione e l’altra. Profonda fino a 2 metri in alcuni punti, sfoggia fondali di sabbia e ciottoli lisci che si allungano per circa 50 metri. Non mancano spazi per picnic con vista sulle montagne.

Cosa fare a Villa Santa Maria

Curiosità e voglia di lasciarsi stupire dalle piccole cose sono i due ingredienti essenziali per vivere Villa Santa Maria al meglio. Anche perché le varie attività possibili uniscono avventura naturale a celebrazioni culturali, permettendo di assaporare ritmi lenti e connessioni autentiche con la comunità del posto.

  • Partecipare alla Rassegna dei Cuochi del Sangro: organizzata a ottobre in onore di San Francesco Caracciolo. Durante la manifestazione la statua del santo attraversa il paese portata dai toque blanques, i cappelli bianchi dei professionisti. Stand gastronomici propongono piatti elaborati con tecnica impeccabile e materie prime locali.
  • Prenotare la visita guidata al Museo del Cuoco: per ascoltare aneddoti sorprendenti, come quello sulla cena preparata l’8 settembre 1943 al castello di Crecchio per Vittorio Emanuele III in fuga verso Brindisi.
  • Assaggiare i maccheroni alla chitarra: pasta tipica abruzzese tagliata con uno strumento a fili metallici che ricorda una cetra.
  • Cercare gli Uccelletti: dolcetti a forma di piccoli volatili ripieni di marmellata d’uva, preparati per Sant’Antonio Abate e nel periodo pasquale.
  • Ordinare il punch di Villa Santa Maria oppure un amaro villese prodotto da aziende locali: liquori che raccontano l’inventiva artigianale del territorio.
  • Fermarsi davanti alla casa natale di San Francesco Caracciolo e alla statua bronzea a lui dedicata: un momento di raccoglimento laico, legato alla consapevolezza di trovarsi in un posto che ha costruito una vocazione professionale unica.
  • Arrampicata sportiva sulla Penna: gli amanti dell’adrenalina trovano pane per i loro denti proprio sopra i tetti delle case.
Villa Santa Maria, borgo d'Abruzzo
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Villa Santa Maria e il suo bellissimo paesaggio

Come arrivare

Villa Santa Maria si trova nella parte meridionale dell’Abruzzo, all’interno della Valle del Sangro. In auto si raggiunge percorrendo la strada statale che collega Castel di Sangro alla costa adriatica, con deviazione verso l’entroterra in direzione Lago di Bomba.

Dalla costa, partendo da Vasto o da Lanciano, si segue la viabilità che risale la valle tra boschi e rilievi collinari. Da Roma il percorso attraversa invece l’Appennino centrale, con tempi più lunghi ma panorami spettacolari.

Chi preferisce il trasporto pubblico, deve sapere che questo è limitato, un fatto piuttosto tipico dei piccoli centri montani. L’auto garantisce maggiore autonomia negli spostamenti, soprattutto per esplorare i dintorni.

Villa Santa non punta su effetti speciali: mette a disposizione storie concrete, pietra viva e orgoglio professionale.