Fa sorridere scriverlo, ma uno dei primi pensieri che viene in mente quando si raggiungere Dragør è se le sue case (forse vittime di un incantesimo) si siano messe d’accordo sul colore: sono quasi tutte gialle, con i tetti di tegole rosse, le finestre incorniciate di bianco e piccoli giardini che durante la bella stagione si riempiono di fiori.
Ci troviamo sulla costa sudorientale dell’isola di Amager, a breve distanza da Copenhagen, ma l’aspetto di questo borgo sembra appartenere a un’altra epoca. Dragør è infatti uno degli insediamenti storici meglio conservati del Paese, un antico centro di pescatori e navigatori che ha mantenuto pressoché intatta la propria struttura urbana del XVIII e XIX secolo.
Un passato rigoglioso, il suo, tanto che nel ‘700 possedeva persino la seconda flotta commerciale del regno per tonnellaggio, che gli ha fatto guadagnare la definizione di skipper town, ovvero città dei capitani di mare.
Indice
Cosa vedere a Dragør
Strade e costruzioni di questo villaggio della Danimarca raccontano una comunità organizzata intorno alle attività marittime, con capitani, marinai e famiglie che condividevano spazi e responsabilità.
Il centro storico di Dragør e le caratteristiche case gialle
Cuore della cittadina è Dragør Gamle By, il nucleo antico formato da file ordinate di abitazioni basse, prevalentemente risalenti al ‘700 e all’800. Le strade principali seguono un andamento est-ovest, intersecate da vicoli più stretti orientati da nord a sud. Molte dimore sono costruite una accanto all’altra, con piccoli giardini rivolti verso meridione per ricevere maggiore luce solare.
Facciate intonacate di giallo, fondamenta scure trattate tradizionalmente con catrame, tetti spioventi e finestre minute compongono un insieme architettonico sorprendentemente omogeneo. Fra i vicoli spuntano malvarose, portoncini dipinti e scorci di cortili privati.
Il porto antico e la torre dei piloti
Solo pochi passi separano le abitazioni storiche dal Dragør Gamle Havn, il vecchio porto che per secoli ha rappresentato il centro economico della comunità. Oggi le barche da diporto condividono le banchine con imbarcazioni tradizionali e strutture legate alla pesca, ma senza dubbio l’atmosfera conserva un carattere operativo.
Fra gli elementi più particolari c’è Lodstårnet, la torre dei piloti marittimi, alta quasi 16 metri, che in passato serviva per consentire il controllo del traffico navale dopo che la realizzazione del vicino forte aveva ostacolato la visuale sullo stretto. Da allora è diventata uno dei simboli della cittadina.

Dragør Museum, la storia dei navigatori
All’interno di una costruzione del 1753, il Dragør Museum racconta l’epoca dei grandi velieri e la vita delle famiglie legate alla navigazione. Le sale custodiscono oggetti storici, dipinti e ricostruzioni delle stanze appartenute ai capitani. Particolarmente interessanti sono gli ambienti domestici, arredati secondo le tradizioni locali.
Un’altra sezione è invece dedicata a Johan Blichmann, maestro costruttore del XVIII secolo che contribuì a definire l’architettura del centro abitato. Il percorso comprende anche installazioni interattive che si occupano del commercio marittimo e della pesca medievale, oltre alle opere di artisti legati al territorio.
Il Museo dei Piloti e il peschereccio Elisabeth K571
I musei non sono finiti qui, perché affacciata sulle banchine c’è l’antica stazione dei piloti che conserva un capitolo fondamentale della storia di Dragør. Fin dal 1684, infatti, i navigatori locali accompagnavano le navi attraverso i fondali insidiosi dell’Øresund. E nel Danmarks Lodsmuseum si possono osservare carte nautiche originali, registri, strumenti e stanze utilizzate dagli uomini incaricati di guidare le imbarcazioni.
Poco distante è ormeggiato l’Elisabeth K571, un peschereccio legato a uno degli episodi più drammatici e coraggiosi della storia danese: nell’ottobre 1943, numerosi cittadini ebrei furono aiutati a raggiungere la Svezia neutrale attraversando lo stretto. Si stima che circa 700 persone partirono da Dragør e che il comandante Einar Larsen ne trasportò una settantina a bordo dell’Elisabeth, prima di essere costretto a fuggire a sua volta nel 1944.
Dragør Fort, la fortezza affacciata sull’Øresund
Procedendo verso sud lungo la costa si incontra Dragør Fort, una fortificazione militare che prende vita su un’isola artificiale collegata alla terraferma. Attualmente ospita attività ricettive e di ristorazione e l’accesso agli spazi è soggetto alle disposizioni della gestione.
Store Magleby, il villaggio dall’eredità olandese
A meno di 3 km dal centro storico si trova Store Magleby, conosciuto anche con il soprannome di villaggio olandese perché, nel 1521, vi soggiornavano gli agricoltori provenienti dai Paesi Bassi chiamati per sviluppare la coltivazione dei terreni di Amager.
Presso l’Amagermuseet si possono visitare antiche fattorie, ambienti rurali e orti coltivati con verdure e fiori secondo le consuetudini del passato.
Cosa fare a Dragør
Sì, a Dragør c’è la storia ma pure una dimensione naturale particolarmente interessante: il passaggio dal centro abitato alla costa avviene in pochi minuti, fra prati salmastri, spiagge e aree frequentate dagli uccelli acquatici.
- Esplorare Sydstranden: la spiaggia meridionale, in un’area naturale protetta di circa 5 km caratterizzata da prati costieri, piccoli specchi d’acqua e zone umide.
- Fare il bagno a Mormorstranden: il nome significa letteralmente (attenzione, può far sorridere) spiaggia della nonna ed è un tratto di costa con acque poco profonde.
- Scoprire le antiche attività dei pescatori: nei pressi del porto meritano una deviazione Skurbyen, con le sue caratteristiche casette di servizio, e Stejlepladsen, lo spazio tradizionalmente utilizzato per stendere e riparare le reti.
- Fermarsi fra botteghe e locali di Kongevejen: strada che concentra piccoli negozi, caffetterie e attività commerciali.
- Percorrere un tratto dell’Amarminoen: itinerario escursionistico di 27 km che attraversa alcuni dei paesaggi naturali più interessanti di Amager (è chiaramente possibile sceglierne soltanto una sezione se lo si preferisce).
Dove si trova e come arrivare
Dragør prende vita sull’isola di Amager, affacciata sull’Øresund, a circa 12 km da Copenhagen, una posizione che la rende adatta a una gita giornaliera dalla capitale danese, con la possibilità di dedicare più tempo al centro storico e alle aree naturali circostanti.
Per raggiungerla con i mezzi pubblici si può utilizzare l’autobus 250S oppure la linea 35 dall’aeroporto, anche perché la fermata Dragør Stationsplads dista pochi minuti a piedi dalle vie storiche e dal porto (è però opportuno verificare gli orari prima della partenza).
In automobile il tragitto dal centro della Capitale richiede indicativamente 25-35 minuti, a seconda del traffico. Un’alternativa particolarmente piacevole è la bicicletta, seguendo gli itinerari che attraversano Amager, le aree verdi e i percorsi costieri.