Ti sei mai chiesto perché gli assistenti di volo si siedono sulle proprie mani?

Hai mai notato che, durante il decollo e l’atterraggio, gli assistenti di volo tengono le mani sotto le cosce? Dietro questo gesto insolito si nasconde una precisa ragione.

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Alessandra Montuori

content writer & storyteller

Appassionata di aerei e viaggi, parla 4 lingue ma i dialetti italiani restano i suoi preferiti. Racconta il mondo dall’alto e da vicino.

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Se hai preso un aereo almeno una volta nella vita, potresti aver notato un gesto curioso degli assistenti di volo durante il decollo e l’atterraggio: seduti sui loro sedili, tengono le mani sotto le cosce, quasi a nasconderle. Non si tratta di un gesto involontario o di semplice abitudine, ma di una pratica legata alla preparazione dell’equipaggio nelle fasi più delicate del volo.

Cos’è la brace position

In molte compagnie aeree, gli assistenti di volo assumono una postura particolare: schiena dritta contro lo schienale, cintura allacciata, piedi ben saldi sul pavimento e mani sotto le cosce, con i palmi rivolti verso l’alto e i pollici nascosti. Questa posizione rientra nelle procedure note come brace position, ovvero le posture da assumere in previsione di un eventuale impatto. Secondo la Federal Aviation Administration (FAA), servono a limitare i movimenti incontrollati del corpo e a ridurre il rischio di urti contro le superfici circostanti.

Inoltre, tenere le mani ferme può anche aiutare a evitare reazioni istintive, come cercare di aggrapparsi ai lati del sedile, che potrebbero provocare lesioni alle braccia. Sedersi sulle mani, tuttavia, non è una regola universale: le modalità esatte dipendono dalle procedure adottate dalle singole compagnie. Le indicazioni possono variare anche in base alla posizione del sedile e alle caratteristiche dell’aeromobile: non esiste, infatti, un’unica postura identica per tutti gli equipaggi.

Perché proprio durante decollo e atterraggio?

Il decollo e l’atterraggio sono tra le fasi più delicate del volo, ed è proprio in questi momenti che l’equipaggio deve essere pronto a intervenire tempestivamente in caso di emergenza. Gli assistenti di volo raggiungono quindi i posti assegnati e assumono la posizione prevista dalle procedure di sicurezza della compagnia.

L’obiettivo è anche proteggere la propria incolumità, evitando possibili lesioni che potrebbero compromettere la capacità di soccorrere i passeggeri. In caso di necessità infatti, saranno loro a dover coordinare un’eventuale evacuazione, prestare primo soccorso e guidare le persone verso le uscite di emergenza. Mantenere una postura prestabilita permette inoltre di arrivare preparati a un eventuale impatto, riducendo il rischio di movimenti involontari.

Cos’è la silent review

Mentre sono seduti, gli assistenti di volo svolgono spesso la cosiddetta silent review, ovvero un ripasso mentale delle procedure da seguire in caso di emergenza. In quei momenti richiamano alla mente la posizione delle uscite, le attrezzature disponibili, le modalità di evacuazione e le azioni necessarie per assistere i passeggeri.

Questo esercizio mentale aiuta l’equipaggio a mantenere alta la concentrazione e a individuare rapidamente le priorità, senza dover ripercorrere da zero le procedure in una situazione critica. Si tratta di una forma di preparazione individuale che consente di avere ben chiare le azioni da compiere quando il tempo a disposizione potrebbe essere limitato.

Anche i passeggeri devono farlo?

No, chi viaggia non deve imitare la postura dell’equipaggio né sedersi sulle proprie mani. È sufficiente seguire le indicazioni fornite prima del decollo e dell’atterraggio: tenere la cintura allacciata, il sedile in posizione verticale e il tavolino riposto. Queste semplici precauzioni aiutano a mantenere la cabina pronta per le diverse fasi del viaggio e consentono di seguire più facilmente le istruzioni dell’equipaggio, qualora fosse necessario.

La prossima volta che prenderai un volo, fa caso a questo piccolo dettaglio!