Benidorm è conosciuta in tutto il mondo per le sue spiagge, il clima mite e lo skyline di grattacieli affacciati sul Mediterraneo. Ma la celebre località della costa orientale della Spagna sta conquistando un posto di rilievo anche nell’ambito della sostenibilità. La Commissione europea le ha assegnato il titolo di European Green Leaf 2028, riconoscimento che premia le città capaci di distinguersi per le proprie politiche ambientali e per l’impegno verso uno sviluppo urbano sostenibile.
Il premio sarà condiviso con Estarreja, in Portogallo, mentre Saragozza sarà la European Green Capital 2028.
Indice
Benidorm, dal turismo di massa a un modello urbano sostenibile
Da piccolo villaggio di pescatori a una delle località balneari più frequentate del Mediterraneo, Benidorm ha vissuto una trasformazione profonda. Oggi conta circa 75.000 residenti, una popolazione che durante l’estate può arrivare a circa 400.000 persone. Una crescita che mette alla prova le infrastrutture e le risorse locali, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, la gestione dei rifiuti e la protezione degli ecosistemi.
La risposta della città è un modello urbano compatto, che concentra gli edifici e i servizi in uno spazio relativamente limitato, riducendo il consumo di suolo e la pressione sulle aree naturali circostanti. La giuria europea ha riconosciuto proprio la capacità di gestire flussi turistici elevati senza rinunciare alla salvaguardia ambientale.
I risultati sono misurabili:
- il 61% del territorio comunale è sottoposto a tutela;
- il 92% dei residenti vive a meno di 300 metri da un’area verde pubblica di oltre 5.000 metri quadrati;
- circa il 75% degli spostamenti urbani avviene a piedi;
- la città dispone di 13,2 chilometri di strade pedonali.
Particolare attenzione è riservata anche all’acqua, una risorsa preziosa in una destinazione mediterranea caratterizzata da estati calde e da una forte presenza turistica. Grazie al rinnovamento della rete, al monitoraggio e alle tecnologie di gestione, l’efficienza del sistema idrico raggiunge il 95-96%.
Nel 2025, inoltre, è stato riutilizzato il 36% delle acque reflue trattate. Un dato significativo se si considera che, negli ultimi vent’anni, nonostante la popolazione sia cresciuta del 12,7% e i turisti del 40,96%, il volume complessivo di acqua erogata è diminuito del 6,14%.

Biodiversità, innovazione e nuove sfide
La sostenibilità di Benidorm non riguarda soltanto gli spazi urbani, ma anche la ricchezza degli ambienti naturali che circondano la località. Il territorio comprende cinque siti della Rete Natura 2000 e tutela 173 ettari di Posidonia oceanica. La protezione di questi habitat si accompagna a iniziative per ridurre i rifiuti di plastica sulle spiagge, promuovere l’efficienza energetica e favorire pratiche turistiche più rispettose dell’ambiente.
Un ruolo importante è svolto anche dall’innovazione tecnologica. Benidorm utilizza open data, un gemello digitale e sistemi di monitoraggio in tempo reale per analizzare i fenomeni urbani, controllare i consumi e orientare le decisioni amministrative. Strumenti che permettono di pianificare gli interventi sulla base di dati concreti e di verificare i progressi raggiunti. Nel 2025, le emissioni di gas serra erano già diminuite di circa il 18% rispetto al 2007.
La transizione verde coinvolge inoltre residenti, strutture ricettive e imprese locali, chiamati a partecipare alla trasformazione della destinazione. Il turismo in questa località della Spagna, anziché essere considerato soltanto una fonte di pressione ambientale, diventa così un’occasione per sperimentare soluzioni più efficienti e circolari.
Il nuovo titolo europeo consolida un percorso internazionale già premiato nel 2025 con il riconoscimento European Green Pioneer of Smart Tourism. Nel 2028 Benidorm sarà chiamata a condividere le proprie esperienze e a promuovere le buone pratiche ambientali in ambito urbano, offrendo ad altre destinazioni costiere un modello da cui trarre ispirazione.