C’è un’atmosfera particolare a Saragozza, dettata dal palazzo dell’Aljafería, con il suo stile moresco che ricorda l’Alhambra di Granada, ma più antico di circa due-tre secoli, e dalle cupole slanciate della Basilica di Nostra Signora del Pilar. Eppure, non sono molti i viaggiatori che la inseriscono nell’itinerario, preferendo destinazioni più classiche come la capitale Madrid.
Lontano dai riflettori, Saragozza ha lavorato in silenzio a una profonda trasformazione green e ora arriva il riconoscimento: è stata appena nominata Capitale Verde Europea 2028. L’annuncio è arrivato durante la cerimonia di Guimarães, in Portogallo, che detiene il titolo per il 2026, mentre per il 2027 la scelta era già caduta sulla tedesca Heilbronn.
Il premio è riservato alle città con almeno 100.000 abitanti, selezionate da una giuria indipendente composta da esperti che le valuta in base a criteri come qualità dell’aria e dell’acqua, tutela delle aree verdi, gestione di rumore e rifiuti, riduzione delle emissioni e capacità di affrontare ondate di calore e alluvioni.
Indice
Perché Saragozza è la nuova Capitale Verde d’Europa
Oltre a essere una delle città più popolose della Spagna (quarta dopo Madrid, Barcellona e Valencia), Saragozza è anche una delle più esposte ai danni provocati dalla crisi climatica. Trovandosi in un’area semi-arida, deve fare i conti con problematiche quali siccità, incendi, alluvioni e caldo estremo. Una situazione tutt’altro che positiva, ma che la città ha deciso di fronteggiare trasformando queste sfide in un’occasione per ripensare il suo futuro.
Il cuore della strategia è il Piano per le Infrastrutture Verdi (Green Infrastructure Master Plan), che punta a creare corridoi naturali collegati all’Ebro e ai corsi d’acqua che lo circondano, così da avvicinare la natura ai quartieri e favorire la biodiversità urbana. A questo si aggiungono investimenti nel risparmio idrico, nelle energie rinnovabili, nella mobilità sostenibile e nelle tecnologie smart.
C’è poi un aspetto che rende il progetto ancora più interessante: l’attenzione alle persone. Il motto scelto, “una città che si prende cura di persone e ambiente, in modo naturale” riassume bene l’idea che la transizione ecologica debba procedere di pari passo con l’inclusione sociale, coinvolgendo i residenti attraverso campagne e iniziative di quartiere.
Come scoprire l’aspetto green di Saragozza
Per vivere in prima persona il volto sostenibile della città, seguite il corso del fiume Ebro. Le sue rive sono state riqualificate con passeggiate e piste ciclabili, da provare utilizzando il servizio di bike sharing cittadino. Arrivate al Parque del Agua Luis Buñuel, nato nell’area dell’Expo 2008, un grande polmone verde con sentieri, specchi d’acqua e spazi per lo sport, situato a pochi passi dal futuristico Pabellón Puente firmato da Zaha Hadid.
Chi cerca un contatto più immersivo con la natura può spingersi fino ai Galachos de Juslibol, una riserva naturale situata alle porte della città formata da antichi meandri dell’Ebro, perfetta per una passeggiata tra canneti e birdwatching. Per chi non vuole spostarsi troppo dal centro della città c’è il Parque Grande José Antonio Labordeta, il parco storico di Saragozza.
Naturalmente, non mancate le tappe classiche, facili da raggiungere in tram o a piedi: la Basilica del Pilar, simbolo della città affacciato sull’Ebro, e il Palazzo dell’Aljafería, splendida testimonianza del passato islamico. I musei della città, invece, espongono le opere del pittore Francisco de Goya. La sera, infine, concedetevi un giro di tapas tra i vicoli del centro storico conosciuto come El Tubo.
Il momento giusto per scoprirla è adesso. Fino al 2028 la città sarà sotto i riflettori europei e il premio porterà nuovi progetti e attenzione internazionale: oggi potete ancora godervela con calma.