Tra i monti della Tracia, in Grecia, si sviluppa una strada che sale tra boschi, vallate profonde e piccoli campi coltivati. Compaiono poi delle casette tutte (o quasi) raccolte sui pendii, mentre sopra i tetti spuntano i minareti delle moschee. Sono i Villaggi Pomacchi, conosciuti in greco con il nome di Pomakochoria, abitati da una comunità musulmana di tradizione linguistica slava, la cui storia attraversa secoli di dominazione ottomana, trasformazioni politiche e rapporti complessi con i Paesi vicini.
I Pomacchi sono cittadini greci, ma la loro identità culturale racchiude influenze differenti: accanto al greco e al turco, sopravvive il pomacco stesso, una varietà linguistica slava legata ai dialetti dei Rodopi. Anche il senso di appartenenza cambia da persona a persona, tra chi rivendica le proprie radici e chi si riconosce maggiormente nell’identità turca.
Per decenni questi territori rimasero all’interno di una zona di sorveglianza militare, con forti limitazioni agli spostamenti, eliminate soltanto nella metà degli anni ’90. Un isolamento, sia geografico che politico, che inevitabilmente ha lasciato tracce profonde nella vita di tutti i giorni. Oggi visitare questi paesi permette di conoscere una Grecia diversa, piena di ponti in pietra, abiti tradizionali dai colori accesi, antiche abitazioni e ricette tramandate negli anni.
Indice
Sminthe, il villaggio della moschea bianca
Iniziamo questo nostro particolare viaggio da Sminthe (chiamato anche Sminthi), villaggetto che conserva l’aspetto di un abitato montano, con edifici distribuiti lungo le strade che seguono il rilievo. Qui a risaltare è senza dubbio la moschea bianca, il cui colore chiaro emerge tra i tetti delle abitazioni e le tonalità verdi della montagna.
Sminthe è anche un buon punto di partenza per conoscere il paesaggio circostante: in questa zona scorre il fiume Kosynthos, diretto verso il lago Vistonida, mentre antichi sentieri connettono i piccoli insediamenti. Uno dei percorsi storici conduce in direzione di Oraio e attraversa il ponte in pietra di Stamatis, testimonianza delle vie utilizzate dagli abitanti prima della costruzione della moderna rete stradale.
Myki, il paese degli abiti tradizionali colorati
Poi c’è Myki, uno dei centri più vivaci della regione che riesce decisamente a stupire grazie ai suoi abitanti: gli abiti femminili tradizionali, caratterizzati da tessuti vivaci, motivi decorativi e copricapi colorati, sono ancora parte dell’abbigliamento di alcune donne del posto (soprattutto in occasione di feste e celebrazioni).
Le sfumature dei foulard risaltano tra le facciate delle case, mentre le strade conservano una dimensione quotidiana legata alle consuetudini della comunità. Come si può intuire, la tradizione tessile occupa un posto importante nel patrimonio locale pure adesso, sebbene le nuove generazioni abbiano adottato anche stili di vita e abitudini differenti.
Echinos, le antiche moschee e la memoria della guerra
Non è di certo meno interessante Echinos e, anzi, è uno dei maggiori insediamenti pomacchi della zona di Xanthi. Rispetto ai centri più piccoli, presenta un tessuto urbano articolato, frutto anche delle trasformazioni economiche e abitative degli ultimi decenni. Tra gli edifici principali si fanno notare le moschee storiche, testimonianze della lunga presenza musulmana in questa parte della Tracia.
La storia del paese comprende anche un episodio della Seconda Guerra Mondiale: nell’aprile del 1941, la zona fu teatro di combattimenti legati alla difesa della Grecia dall’invasione tedesca. Per questo motivo, tra le strade è presente un monumento che ricorda i caduti cristiani e musulmani.
Glafki, tra foulard di seta e tradizioni dei Rodopi
La strada verso Glafki si snoda in un paesaggio montano sempre più pronunciato. Le abitazioni seguono l’andamento del terreno, mentre il panorama si apre sulle gole e sui versanti boscosi dei Rodopi. Da queste parti il patrimonio culturale è legato soprattutto alla lingua, agli abiti e alle celebrazioni comunitarie.
Particolarmente caratteristici sono i foulard di seta dai colori brillanti, parte dell’abbigliamento tradizionale femminile. In occasione delle feste, questi tessuti acquistano una presenza ancora più evidente.
Pachni, il villaggio a 770 metri tra gole e montagne
Pachni incanta a prima vista per via della sua posizione suggestiva sui versanti dei Rodopi occidentali, a circa 770 metri di altitudine. Le montagne circondano l’abitato e le strade seguono i dislivelli del terreno, tra gruppi di case e aperture panoramiche.
I piccoli caffè del paese costituiscono tradizionali luoghi di incontro, mentre all’esterno dell’abitato il territorio diventa più accidentato. Nei dintorni sono presenti numerose cavità naturali e formazioni rocciose che vale la pena esplorare. Una di queste è Momtski Kamen, il cui nome viene tradotto con l’espressione Roccia delle ragazze.
Medousa, il ponte di pietra a 2 archi sul fiume Kompsatos
Se cercate qualcosa di assolutamente caratteristico dovete raggiungere Medousa, che sfoggia un paesaggio dominato da pendii ripidi, vegetazione e corsi d’acqua che hanno inciso profondamente il territorio. Il suo elemento più riconoscibile è un antico ponte in pietra a due archi, costruito per attraversare il fiume.

Kotani, il minuscolo villaggio con case di oltre 200 anni
Kotani, scritto anche Kottani, è raggiungibile da Medousa dopo aver affrontato circa 7 chilometri di strada montana, con tratti che richiedono prudenza alla guida. Il paese conta meno di 30 abitazioni e mantiene edifici tradizionali risalenti, in alcuni casi, a oltre 200 anni fa.
Le case si sviluppano generalmente su due livelli, con murature in pietra, strutture lignee e coperture a tegole. Ma qui c’è anche una particolarità gastronomica: in una vecchia abitazione tradizionale è stata ricavata una taverna-museo che riunisce cucina locale e oggetti della vita domestica, dove assaggiare il patatnik, una preparazione a base di patate grattugiate, e il parenik, realizzato con farina di mais.
Satres, tra i campi coltivati e la storia del tabacco
Il villaggio di Satres mostra a un altro aspetto fondamentale della cultura dei Villaggi Pomacchi, quello agricolo. Le strade si sviluppano tra appezzamenti coltivati e versanti montani, all’interno di un territorio che per lungo tempo ha vissuto soprattutto dei prodotti della terra.
Una delle coltivazioni storicamente più importanti è quella del tabacco, in particolare della varietà aromatica basma, che ha contribuito alla fortuna commerciale della regione di Xanthi.
Thermes, le sorgenti calde e il misterioso rilievo di Mitra
Infine (ma i Villaggi Pomacchi non si esauriscono a quelli che vi abbiamo raccontato) Thermes, chiamata Ladzha nella tradizione locale, la cui fama è legata alle sorgenti termali, sfruttate da lungo tempo per le pratiche di balneoterapia.
Le acque raggiungono temperature comprese indicativamente tra 40 e 53 °C e alimentano vasche e strutture per i bagni. Accanto alle testimonianze termali di epoca ottomana, l’area custodisce un monumento archeologico ancora più antico: nei pressi di Kato Thermes, un grande masso conserva un rilievo raffigurante Mitra, divinità di origine iranica venerata anche nel mondo romano.