Il Pego do Inferno è la cascata nascosta dell’Algarve che custodisce una leggenda inquietante

Nelle campagne di Tavira, una cascata di appena 3 metri alimenta una conca verde oliva, tra pareti calcaree, antiche leggende e una natura dal fascino selvatico

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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La parola Algarve va spesso a braccetto con spiagge dorate e infinite, ma la verità è che esiste anche un volto di questa regione del Portogallo che spesso sfugge alle tipiche immagini da cartolina. Allontanandosi un pochino dalla costa, infatti, si incontra un paesaggio completamente diverso, fatto di piccoli corsi d’acqua, vallate scavate nella roccia e una vegetazione che cresce rigogliosa attorno alle sorgenti. Ed è tra le campagne della cittadina Tavira che si nasconde una delle meraviglie naturali più particolari della regione: Pego do Inferno, una pozza verde oliva alimentata da una piccola cascata.

Alberi, arbusti e canneti avvolgono le sponde, mentre la luce del sole attraversa il fogliame e disegna riflessi mutevoli sulla superficie. Persino il colore sembra cambiare durante la giornata, passando dal verde intenso a tonalità più chiare, influenzate dalla profondità e dalla vegetazione circostante.

La Cascata do Pego do Inferno, conosciuta anche attraverso la traduzione italiana di Cascata del Pozzo dell’Inferno, raggiunge appena 3 metri d’altezza. Una misura modesta, direte voi, ma vi possiamo assicurare che è sufficiente a dar vita a uno scenario dalla personalità sorprendente.

Origine, formazione e leggende del Pego do Inferno

Il Pego do Inferno appartiene a un sistema naturale formato da tre salti d’acqua lungo la ribeira da Asseca, un torrente che attraversa questa porzione dell‘Algarve. Gli altri due sono la Cascata do Pomarinho, conosciuta anche con il suggestivo nome di Pego do Amor, e la Cascata da Torre.

Si tratta di un insieme geologico particolarmente interessante, sviluppato lungo un tratto fluviale di circa 1,5 chilometri. Ciò che accomuna queste formazioni è la presenza del tufo calcareo, una roccia sedimentaria prodotta dall’accumulo di carbonato di calcio trasportato dall’acqua.

Quando l’acqua ricca di minerali libera parte dell’anidride carbonica disciolta, il carbonato di calcio può depositarsi sulle superfici, incorporando frammenti vegetali e contribuendo alla crescita di barriere naturali. Con il passare del tempo, tali accumuli modificano il profilo del torrente, creando dislivelli e piccoli bacini.

Quando ci si ritrova lì davanti, risulta davvero affascinante pensare che il piccolo salto visibile oggi rappresenti il risultato di trasformazioni durate millenni. Accanto alla spiegazione scientifica (come è possibile intuire anche dal nome) sopravvive una leggenda decisamente più oscura.

Stando al racconto popolare, molti anni fa un carro trainato da animali precipitò nella pozza, trascinando con sé gli occupanti. Le persone accorse sul posto tentarono di recuperare i corpi e il veicolo, ma le ricerche risultarono vane. La storia prosegue con l’arrivo di alcuni sommozzatori, incapaci, secondo la tradizione, persino di individuare il fondo.

Da quell’episodio sarebbe nata la convinzione che il bacino fosse collegato direttamente all’Inferno. Un abisso apparentemente senza fine, pronto a inghiottire qualunque cosa precipitasse nelle sue acque. Altre versioni della leggenda parlano addirittura di passaggi sotterranei collegati ai fiumi Guadiana e Gilão.

La visita al Pego do Inferno

La pozza del Pego do Inferno si presenta con un profilo arrotondato, delimitato da rocce irregolari e vegetazione. Le tonalità olivastre derivano dall’interazione tra profondità, caratteristiche del terreno, organismi acquatici e riflessi delle piante circostanti. Durante le giornate luminose il contrasto tra le pareti più chiare e l’acqua scura diventa particolarmente evidente e assolutamente piacevole da osservare.

Consigliamo di dedicare attenzione anche le superfici del tufo calcareo: le loro forme irregolari conservano tracce dei processi di deposizione minerale che hanno costruito il salto, come piccole cavità, incrostazioni e sporgenze. Nel corso dell’anno, chiaramente, l’aspetto della cascata muta sensibilmente.

Tra la fine dell’inverno e la primavera, soprattutto dopo periodi piovosi, il torrente presenta generalmente una portata maggiore. È proprio quella che sta per arrivare, quindi, la stagione più indicata per apprezzare la caduta d’acqua e osservare la vegetazione in una delle sue fasi più rigogliose.

Cascata del Pozzo dell'Inferno, Algarve
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La Cascata del Pozzo dell’Inferno in piena

Durante l‘estate, invece, il paesaggio può assumere caratteristiche differenti: le precipitazioni diminuiscono e il flusso talvolta si riduce a un sottile rivolo. Negli anni particolarmente siccitosi il salto può persino rimanere asciutto, lasciando emergere soprattutto la struttura rocciosa.

Un aspetto fondamentale riguarda però la possibilità di accedere al sito. Fino al 2012 il Pego do Inferno disponeva di infrastrutture destinate ai visitatori, tra cui passerelle, una scalinata di legno, un ponte e attrezzature per la fruizione dell’area balneare. Un incendio divampato nel luglio di quell’anno distrusse buona parte delle strutture e danneggiò la vegetazione circostante. Per questo motivo, il Comune di Tavira dispose la chiusura dello spazio e il percorso attrezzato rimase inutilizzabile.

Negli anni successivi la natura ha progressivamente riconquistato l’area, mentre la realizzazione di nuovi accessi ha incontrato diversi ostacoli. Tra questi, per esempio, la presenza di terreni privati, le condizioni del corso d’acqua e le difficoltà legate alla siccità.

Il Pego do Inferno risulta ancora privo di un accesso pubblico ufficialmente riaperto. Il Comune ha inserito tra i propri obiettivi il recupero del sito e la sua valorizzazione paesaggistica. Inoltre, le analisi delle acque citate dall’amministrazione indicano condizioni inadatte alla balneazione.

Sebbene alcune persone continuino a raggiungere spontaneamente la conca, la frequentazione informale va distinta dalla disponibilità di un percorso autorizzato e sicuro. In attesa di una riapertura, è necessario rispettare eventuali divieti, proprietà private e limitazioni di accesso.

Dove si trova e come arrivare

La Cascata do Pego do Inferno si trova nella freguesia di Santo Estêvão, nel territorio comunale di Tavira, a circa 10 chilometri a nord-ovest del centro cittadino. Siamo nel Sotavento Algarvio, la parte orientale dell’Algarve, in una fascia rurale intermedia tra la costa atlantica e i rilievi dell’entroterra.

Tavira rappresenta senza dubbio il principale punto di riferimento per raggiungere la zona. Dal centro si procede in direzione nord-occidentale, verso l’area di Santo Estêvão e della ribeira da Asseca. La cascata è segnalata sulle principali applicazioni cartografiche, ma la presenza di un’indicazione digitale va distinta dall’effettiva accessibilità del sito.

Prima di organizzare uno spostamento specifico in questo angolo di Portogallo è quindi opportuno consultare gli aggiornamenti del Comune di Tavira, verificare l’eventuale riapertura di un itinerario autorizzato e considerare le condizioni meteorologiche. Le piogge intense possono rendere instabili i terreni vicini al torrente, mentre i periodi di siccità incidono direttamente sulla presenza della cascata.