Un viaggio tra spiagge paradisiache, foreste tropicali e luoghi che custodiscono pagine importanti della storia britannica. Re Carlo III è tornato nei Caraibi per un tour ufficiale che, dal 27 ottobre al 4 novembre 2026, lo porterà alla scoperta di tre Paesi del Commonwealth: Bahamas, Guyana e Antigua e Barbuda. Ma non è tutto così piacevole come sembra, perché dietro al tour si nascondono dei compiti diplomatici molto interessanti.
D’altra parte, però, non si tratta soltanto di una visita istituzionale. Il viaggio rappresenta anche un’occasione per accendere i riflettori su alcune delle destinazioni più affascinanti della regione, tra biodiversità, tradizioni locali e testimonianze del passato coloniale. Un passato che continua a suscitare interrogativi e richieste di riconoscimento delle responsabilità storiche della monarchia britannica.
Indice
Il viaggio di Re Carlo ai Caraibi
La prima tappa del tour reale è Nassau, capitale delle Bahamas, arcipelago conosciuto per le sue acque turchesi, le spiagge bianchissime e l’architettura coloniale dalle tonalità pastello. Qui il sovrano partecipa a incontri dedicati alle nuove generazioni, alla tutela ambientale e alla valorizzazione delle comunità locali. Il programma comprende anche una visita a Parliament Square, uno dei luoghi simbolo della capitale, dove gli edifici rosa raccontano ancora oggi l’eredità britannica.
Il programma prevede inoltre una tappa a Clifford Park, dove il sovrano assisterà a esibizioni dei giovani bahamensi, e una visita a un sito del Bahamian National Trust, dedicata ai progetti di recupero degli habitat naturali e protezione della fauna selvatica. A Parliament Square e Bay Street è prevista anche una tradizionale parata Junkanoo, tra musica, danze e spettacolari costumi colorati. Non mancheranno una visita alla base navale di Coral Harbour e un incontro con le comunità locali presso Government House.
Dalle atmosfere caraibiche delle Bahamas, il viaggio proseguirà verso la Guyana, sulla costa settentrionale dell’America del Sud. Una destinazione meno conosciuta dal turismo internazionale, ma caratterizzata da una straordinaria ricchezza naturalistica.
A Georgetown, capitale del Paese, Re Carlo prenderà parte a incontri dedicati alla biodiversità e alla conservazione ambientale. Tra le tappe previste figura anche il celebre Seawall, la storica barriera che protegge la città dall’Oceano Atlantico. La visita assume inoltre un significato diplomatico particolare: nel 2026 ricorrono infatti i 60 anni delle relazioni bilaterali tra Guyana e Regno Unito. Tra gli appuntamenti figura inoltre la Global Biodiversity Alliance Conference, occasione per approfondire le sfide legate alla tutela degli ecosistemi. Il programma comprende anche incontri con le comunità indigene, protagoniste della conservazione del patrimonio naturale e culturale della Guyana.
Antigua e Barbuda, l’ultima tappa del tour reale
Il viaggio si concluderà ad Antigua e Barbuda, tra le destinazioni più suggestive dei Caraibi orientali, celebri per le baie incontaminate, le spiagge e la cultura creola. Qui Re Carlo sarà affiancato dalla regina Camilla in occasione del Commonwealth Heads of Government Meeting, il vertice che riunisce i rappresentanti dei Paesi membri dell’organizzazione.
Il programma comprenderà anche le celebrazioni per l’indipendenza nazionale, con una parata al Sir Vivian Richards Stadium, oltre a incontri dedicati ancora una volta alla sostenibilità e allo sviluppo economico. Ma dietro le immagini da cartolina si nasconde una questione ben più complessa. La visita avviene mentre cresce la richiesta di scuse ufficiali per il coinvolgimento britannico nella tratta transatlantica degli schiavi.
Tra gli appuntamenti in programma figura anche lo Sticky Wicket Economic Forum, dedicato allo sviluppo economico e alle opportunità di crescita della regione. Il sovrano prenderà inoltre parte alle celebrazioni per l’indipendenza di Antigua e Barbuda, con una parata al Sir Vivian Richards Stadium, uno dei luoghi simbolo dell’isola, conosciuto soprattutto per ospitare importanti incontri internazionali di cricket.
La segretaria generale del Commonwealth, Shirley Botchwey, ha pertanto invitato il sovrano a considerare un riconoscimento formale delle responsabilità storiche, mentre resta aperto il dibattito sulle riparazioni economiche. Il tour diventa così un viaggio tra le bellezze dei Caraibi e le contraddizioni della loro storia, dove il fascino delle destinazioni incontra il difficile confronto con il passato coloniale.