Qui, in passato, c’era una cava di calcare scavata per alimentare un cementificio. Oggi, invece, si estende una delle creazioni botaniche più celebri al mondo, frutto della visione geniale di Jennie Butchart che, nel 1904, decise di dare il via a una vera e propria trasformazione del sito. Ci troviamo in Canada, sull’Isola di Vancouver, e c’è il marito della donna, Robert, a guidare l’attività industriale, mentre lei osserva questo spazio scavato e privo di vita apparente.
Al posto di considerarlo un vuoto da abbandonare, Jennie inizia a immaginare un teatro vegetale. Al principio l’idea appare quasi ostinata, ma un passo alla volta diventa realtà e persino nel giro di non troppi anni anni. È così che sono nati i meravigliosi Giardini Butchart (The Butchart Gardens), un complesso che attualmente copre più o meno 22 ettari e che continua a restare proprietà privata della stessa famiglia (pur superando il milione di visitatori annuali).
Un luogo altamente eccezionale, tanto che nel 2004 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale come sito storico nazionale del Paese, una consacrazione che certifica un importante valore culturale, oltre a quello estetico. Arrivando la sensazione è di entrare in un progetto pensato come sequenza di scenografie, con cambi di prospettiva studiati, variazioni climatiche sfruttate e una narrazione che passa dalla pietra alla fioritura.
Indice
I giardini tematici e la loro storia
Il cuore pulsante dell’intero complesso è il Sunken Garden, il giardino “sommerso” (o “incassato”), in cui si avverte ancora la memoria della cava. Pareti verdi rivestono le vecchie superfici rocciose, creando una conca ampia in cui lo sguardo scende e poi risale lungo un punto panoramico centrale. Un cumulo di calcare funge da belvedere, mentre sentieri sinuosi conducono verso la Ross Fountain, elemento scenico che introduce movimento e suono.
Il Giardino delle Rose cambia completamente registro. A dominare sono profumi intensi e colori saturi, con oltre 140 varietà e più di 2.500 piante tra rampicanti, floribunde e ibridi di tè. A render il tutto ancor più suggestivo è la presenza di archi ricoperti di petali che costruiscono passaggi visivi, mentre la disposizione delle aiuole segue un ordine rigoroso.
L’atmosfera cambia quasi del tutto nel Giardino Giapponese, il cui ingresso è segnato da un grande torii, portale simbolico che introduce a un ambiente raccolto. Da queste parti l’acqua assume un ruolo centrale per via della presenza di corsi ondulati lunghi approssimativamente 200 metri che costeggiano aceri giapponesi, rododendri e azalee. Tutte piante che vanno a costruire una trama vegetale che cambia colore con le stagioni.
Non poteva di certo mancare il Giardino Italiano, che in realtà nasce da un’idea sorprendente: in origine si trattava di un campo da tennis della famiglia Butchart, mentre oggi è una corte elegante, con una statua in bronzo di Mercurio al centro e una vasca decorata da fiori. L’obiettivo, quindi, era dar vita a uno spazio raccolto che richiama l’idea di piazza privata (piuttosto tipica nel nostro Paese).
Chiude il percorso il Giardino Mediterraneo, una scelta botanica legata al clima temperato della regione. Nell’area trovano spazio piante resistenti alla siccità provenienti da più parti del globo. La varietà risulta evidente, con specie insolite che difficilmente si associano al Canada. Questa sezione dimostra quanto il progetto abbia saputo sfruttare condizioni climatiche favorevoli per ampliare il repertorio vegetale.
Cosa fare presso i Giardini Butchart in ogni stagione
Se state pensando che la visita ai Giardini Butchart si esaurisca osservando i meravigliosi fiori e le imponenti piante, siete sulla strada sbagliata. Questo è infatti un luogo che invita a rallentare e a cogliere particolari che spesso sfuggono a una prima occhiata. In primavera, centinaia di migliaia di bulbi trasformano il terreno in una tavolozza vivace, fatta di tulipani, narcisi e giacinti.
Durante l’estate l’energia cambia ancora. Le aiuole del Sunken Garden si riempiono di annuali dai colori intensi, mentre il Giardino delle Rose raggiunge il suo apice. La sera porta con sé un altro livello di esperienza. Illuminazioni studiate valorizzano le forme delle piante e introducono una dimensione quasi teatrale. Spettacoli musicali animano il prato dei concerti, offrendo una pausa tra una sezione e l’altra.
Poi c’è l’autunno che trasforma completamente la palette cromatica. Gli aceri nipponici assumono tonalità rosse, dorate e ruggine. L’aria più fresca accentua i contrasti visivi, soprattutto nel Giardino Giapponese che diventa uno degli spazi più suggestivi dell’intero complesso.
Il periodo natalizio merita una menzione a parte: installazioni brillanti, decorazioni e persino una pista di pattinaggio all’aperto danno vita a un’atmosfera festiva molto distante dall’immagine classica del giardino botanico. Il sito muta veramente identità, ma senza perdere coerenza.
Oltre agli aspetti paesaggistici, si trovano anche esperienze complementari. Ristoranti e caffè occupano edifici storici, tra cui la vecchia residenza dei Butchart. Negozi dedicati propongono semi, oggetti e prodotti legati al mondo del giardinaggio. E poi c’è una fiabesca giostra decorata con animali intagliati a mano che, inevitabilmente, aggiunge un tocco magico.
Il valore più forte resta comunque l’ispirazione. Chiunque abbia interesse per il verde trova qui soluzioni concrete, dalla disposizione delle aiuole alla combinazione delle specie.
Dove si trovano e come arrivare
I Butchart Gardens si trovano a Brentwood Bay, una località tranquilla sull’Isola di Vancouver, nella provincia canadese della Columbia Britannica. La città più vicina è Victoria, distante circa 20 chilometri. Raggiungere il sito risulta abbastanza semplice: dall’aeroporto internazionale di Victoria si impiegano quasi 30 minuti in auto. A disposizione ci sono anche collegamenti via autobus che partono regolarmente dal centro.
Chi arriva da Vancouver deve prima attraversare lo stretto di Georgia tramite traghetto. Il viaggio aggiunge un elemento interessante all’esperienza, con viste sull’oceano e sulle isole circostanti. Una volta sbarcati sull’Isola di Vancouver, la strada prosegue verso nord fino a Brentwood Bay.
Quel che resta, alla fine della visita, è un’idea precisa: anche uno spazio segnato dall’attività industriale può cambiare destino. Qui è successo davvero, senza retorica, che una cava è diventata un magnifico giardino. E sì, è un risultato che lascia il segno.