Oltre 300 tra isole e isolotti, spesso privi di insediamenti permanenti, puntellano le limpide acque dell’Adriatico che sfiorano la coste di Zara, in Croazia. Magnifiche terre emerse modellate dal vento di bora e dalla luce mediterranea intensa. Una sorta di linea marina che separa e unisce la terraferma dalmata e il mare aperto, costruendo una geografia frammentata fatta di approdi minuti, baie riparate, scogli affioranti e villaggi di pietra bianca.
Non manca di certo la storia, perché quest’area è riconosciuta per la sua funzione di passaggio verso la Dalmazia centrale. Antiche rotte romane, successivamente influenze veneziane e presenze austro-ungariche, hanno infatti lasciato segni in torri costiere, chiese rurali, piccoli porti e sistemi agricoli basati su oliveti e pesca.
Pur non essendo tendenzialmente lontani dalla terraferma, sono luoghi spesso dominati da un silenzio naturale: non c’è traffico, mentre il ritmo della vita viene dettato dalle maree e dalle stagioni della pesca. Un piccolo paradiso a poca distanza dall’Italia, talvolta lontano dai flussi turistici frenetici e pieni di dialetti arcaici che fondono radici slave a influenze latine. Ecco quali sono le isole più belle dell’Arcipelago Zaratino.
Indice
Silba, la torre Toreta e la regina senza motori
Iniziamo questo viaggio da Silba, che si presenta con profilo basso e vegetazione fitta. Chiaramente circondata da acque trasparenti, è un susseguirsi di spiagge di ghiaia chiara che abbracciano un unico centro abitato raccolto attorno a viuzze pedonali e piccole piazze lastricate. Il suo elemento simbolico è la Torre Toreta, struttura ottocentesca a base poligonale con scala esterna elicoidale, che oggi funge da punto panoramico verso l’orizzonte impreziosito dalle altre isole dell’arcipelago.
Le Baie di Šotorišće e Pernastica offrono sabbia fine e acqua bassa, con fondali chiari visibili fino a distanze sorprendenti. Ma a definire la sua identità è senza dubbio l’assenza di automobili, insieme a una rete di sentieri interni che collegano residenze estive, orti e piccoli moli.
Dugi Otok, la lunga sentinella dell’ovest
Settima isola della Croazia per estensione, Dugi Otok (che in italiano chiamiamo Isola Lunga) rappresenta il confine estremo verso il mare aperto. Sulla punta settentrionale svetta il faro di Veli Rat, una torre alta 42 metri costruita nel 1849 dai rintocchi asburgici. Leggende locali narrano l’utilizzo di migliaia di uova mischiate alla malta per rendere la struttura resistente alle tempeste invernali.
Poco distante si apre la Baia di Sakarun, una distesa di sabbia bianca finissima circondata da boschi di pini scuri. La costa meridionale ospita invece il Parco Naturale di Telašćica, una profonda insenatura protetta da scogliere verticali chiamate Stene che raggiungono i 160 metri d’altezza.
Olib, quiete rurale e memoria romana
Piatta e coperta da pinete e uliveti è Olib, isola dalla popolazione piuttosto ridotta e con un ritmo agricolo ancora visibile nelle attività quotidiane. L’ingresso al minuto porto è segnato dalla Torre Kaštel del XVI secolo, una struttura difensiva che racconta la necessità di protezione lungo rotte adriatiche storicamente esposte a incursioni.
Bellissimo è il litorale, il quale alterna scogliere e spiagge sabbiose tra cui Slatine sul lato orientale, dalle acque poco profonde e tonalità turchesi. Tracce romane emergono in reperti archeologici distribuiti nell’area del suo unico insediamento.
Ugljan, il giardino verde dei nobili zaratini
Distante appena poche miglia nautiche dalla terraferma, Ugljan (o Ugliano) vanta il soprannome di Isola Verde grazie alla sua vegetazione lussureggiante. Grandi famiglie aristocratiche di Zara scelsero questo luogo nel Rinascimento per costruire ville eleganti e residenze estive circondate da giardini rigogliosi.
Preko, il porto principale, mostra il monastero francescano dell’isolotto di Galevac, raggiungibile con brevi bracciate o piccole barche a remi. La fortezza di San Michele domina il paesaggio dall’alto di una collina rocciosa, mentre Kukljica si distingue per il suo nucleo storico stretto attorno a una baia circolare, sede di un’antica processione mariana su barche che si svolge ogni 5 agosto dal 1514.
Premuda, grotte sommerse e porto discreto
Poi ancora Premuda, che si sviluppa tra due approdi principali, Krijal e Loza, con villaggio centrale raccolto tra vegetazione mediterranea e orti. Si tratta di un’isola segnata da costa frastagliata, caratteristica che le permette di avere numerose insenature belle e riparate. Ma non è finita, perché questa terra sfoggia anche il sistema subacqueo delle cosiddette “Cattedrali”, una delle attrazioni più note tra i fondali adriatici settentrionali.
Sono una sere di gallerie e cavità naturali modellate dall’erosione marina che mettono in scena paesaggi di luce filtrata. Nelle sue acque, tra le altre cose, riposa il relitto della nave Szent Istvan, che va ad aggiungere un valore storico al fondale circostante.
Pasman, la terra delle correnti inverse
Unita a Ugljan tramite il ponte di Ždrelac, questa isola della Croazia si caratterizza per un fenomeno oceanografico insolito: le correnti nel canale omonimo cambiano direzione 4 volte al giorno, garantendo acque tra le più limpide dell’intero bacino mediterraneo. Tale pulizia favorisce la crescita di molluschi e pesci pregiati che rendono la gastronomia locale un’eccellenza assoluta.
Il monastero benedettino dei Santi Cosma e Damiano, situato sul colle Ćokovac sopra il villaggio di Tkon, custodisce rari codici in alfabeto glagolitico, l’antica scrittura sacra dei popoli slavi. Fondato nell’XXI secolo, conserva uno splendido crocifisso gotico dipinto su legno. Molti sentieri sterrati portano a baie isolate come Sovinje, dove i fondali sabbiosi bassi creano sfumature turchesi intense.
Ist, piccolo porto e orizzonti aperti
L’isola di Ist occupa una posizione più occidentale tra le terre emerse abitate del gruppo e possiede un insediamento principale raccolto attorno a una baia protetta con marina ordinata, frequentata da imbarcazioni private.
Il territorio è quindi ridotto ma vario, con spiagge sabbiose e tratti rocciosi alternati. La salita verso il punto più elevato conduce a una piccola cappella isolata che, però, si affaccia su panorama ampio verso altre isole.
Caratterizzata da una forma a Y, Molat mantiene un’atmosfera selvaggia e poco frequentata. Il villaggio omonimo svetta su una collina che domina due porti naturali, un tempo scali fondamentali per le rotte del sale. Brgulje e Zapuntel completano il terzetto di centri abitati, nuclei minuscoli dove le tradizioni pastorali resistono all’usura del tempo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola ospitò un campo di concentramento fascista, memoria dolorosa custodita oggi in un piccolo monumento commemorativo. Le coste frastagliate, dal canto loro, nascondono grotte sottomarine e anfratti ideali per la pesca subacquea, mentre l’interno è un groviglio di macchia mediterranea profumata.