Gli abitanti della Svizzera centrale custodiscono (con una punta d’orgoglio) un angolo del Paese bellissimo e ancora fuori dalle rotte turistiche più battute. Vi basti pensare che in zona c’è una strada di montagna che sale da Wolfenschiessen verso Oberrickenbach, piccolo villaggio del cantone di Nidvaldo, che poi si piega dentro la valle di Engelberg, uno dei grandi corridoi alpini che incidono questa fiabesca terra. Tra prati inclinati, fattorie di legno annerito dal tempo, campanacci lontani e pendii segnati da frane antiche, il paesaggio cambia passo fino a quando oltre i pascoli e le ultime baite appare Bannalp, un altopiano alpino che per molti svizzeri porta ancora un soprannome semplice e rivelatore, Geheimtipp, “chicca segreta“.
Il centro emotivo di quest’area prende il nome di Bannalpsee, lago alpino che riposa a 1.586 metri sopra il livello del mare, incastonato tra pareti erbose, denti calcarei e linee verticali. A distanza potrebbe sembrare uno specchio naturale nato dal disgelo, invece la sua storia racconta qualcosa di diverso: Bannalpsee è un bacino artificiale realizzato negli anni 1930, completato nel 1937, frutto dell’espansione idroelettrica svizzera in un periodo in cui l’energia alpina stava trasformando vallate intere. Eppure, davanti a quell’acqua verde intensa e al cospetto dei riflessi perfetti delle montagne nei giorni privi di vento, l’origine tecnica lascia subito spazio a una bellezza pienamente naturale.
Chi arriva fin quassù capisce in fretta perché tanti escursionisti del posto tornano estate dopo estate. Bannalp ha il fascino raro dei luoghi accessibili, eppure ancora autentici. Una meta amata dalle famiglie, dai fotografi, dagli appassionati di trekking, da chi cerca una terrazza al sole con una zuppa calda davanti al lago o da chi preferisce sedersi accanto a un fuoco con pane, formaggio e legna già pronta vicino ai tavoli da picnic.
Indice
Storia e caratteristiche del Bannalpsee
Bannalpsee occupa una conca alpina modellata in epoche glaciali, una depressione scavata dal movimento millenario del ghiaccio e successivamente adattata per la raccolta delle acque. Il fatto sorprendente è che tutto è perfettamente integrato nel territorio, quasi come se fosse sempre stato lì.
Attorno al bacino si alzano montagne dal profilo preciso: alcune cime sembrano lame, altre hanno invece forme più massicce, con versanti erbosi interrotti da affioramenti chiari. Tra tutte si fa notare il Chaiserstuel, vetta che domina la zona con i suoi 2.400 metri abbondanti e una silhouette che compare persino nel logo della località.
Il colore dell’acqua cambia durante la giornata: all’alba assume toni metallici, mentre con il sole alto vira verso lo smeraldo. Ma non è finita, perché nelle giornate fresche di settembre riflette il cielo con una precisione quasi irreale. Quando il vento si placa, la superficie diventa una lastra perfetta, tanto amata da fotografi e paesaggisti.
La diga, discreta ma presente, ricorda l’anima tecnica del posto, anche perché la Svizzera, da questo punto di vista, resta fedele alla propria identità. Non sono di certo da meno le costruzioni attorno al lago, le quali seguono lo stesso linguaggio: rifugi in legno scuro, tetti spioventi, balconi stretti e pietra locale nelle basi murarie.
La Berggasthaus Bannalpsee, locanda di montagna affacciata sulle rive, mantiene quell’estetica alpina concreta che qui appartiene più alla necessità che al design. A pochi passi compaiono piccole cappelle, recinzioni in larice, ricoveri per il bestiame e depositi di legna magistralmente ordinati.
Durante l’estate i prati circostanti si riempiono di flora alpina rara, con genziane, stelle alpine nelle quote superiori, ranuncoli e distese di erbe aromatiche che rendono l’aria sorprendentemente profumata, soprattutto nelle prime ore del giorno.
Cosa fare e vedere nei pressi del Bannalpsee
Una delle qualità più impressionanti di Bannalp è che riesce a mettere d’accordo persone con aspettative completamente diverse. Chi arriva per una giornata tranquilla può scendere dalla funivia e raggiungere l’acqua in appena 2 minuti, perché basta solo qualche passo per trovarsi davanti al lago e notare bambini con stivali di gomma che costruiscono dighe di sassi, mentre i genitori apparecchiano pranzi semplici.
Il percorso più accessibile gira attorno al lago per circa 5 km, un’ora abbondante che regala una visione completa del paesaggio. Per chi viaggia con figli, il grande classico si chiama Zwärgliweg: il “sentiero degli gnomi” accompagna piccoli esploratori attraverso 7 tappe tematiche dedicate al mistero della pietra scintillante, una piccola narrazione alpina che trasforma la passeggiata in una caccia simbolica dentro il bosco e lungo le rive.
Poi arriva il lato più verticale di Bannalp: dal lago partono itinerari molto più impegnativi. Il Chaiserstuel rappresenta una salita amata dagli escursionisti allenati, con panorami aperti su Nidvaldo, Uri e parte della Svizzera centrale. Ancora più celebre il Walenpfad, uno dei sentieri panoramici più fotografati della regione, in grado di collegare Bannalp al rifugio Brunni sopra Engelberg attraverso pareti erbose, creste e balconi naturali che sembrano costruiti apposta per osservare il vuoto.
Altri itinerari salgono verso Rot Grätli e Rugghubel, territori più severi, più minerali e più vicini all’alpinismo classico. Molti fotografi, tra le altre cose, scelgono di partire presto perché i primi raggi superano lentamente le cime meridionali e scivolano dentro la valle con una progressione lenta. L’acqua, nel frattempo, diventa uno specchio e su di essa le baite si riflettono intere.
Dove si trova e come arrivare
Il Bannalpsee si trova nel cantone di Nidvaldo, nella Svizzera centrale, all’interno di una valle laterale dell’Engelbergtal. Lucerna dista circa 35 minuti in auto, Zurigo poco meno di 1 ora. Il punto di accesso principale passa da Wolfenschiessen, poi da Oberrickenbach, piccolo centro alpino che rappresenta la porta d’ingresso alla Bannalp. Da qui partono 2 impianti:
- Il primo: collega Fell a Chrüzhütte.
- Il secondo: sale da Fellboden direttamente verso Bannalpsee.
Le stazioni di partenza distano appena 200 metri l’una dall’altra e il biglietto vale per entrambi, dettaglio prezioso per chi desidera salire da un lato e scendere dall’altro. La corsa dura circa 8 minuti su cabine piccole, mentre sotto scorrono prati ripidissimi, recinti, ruscelli, baite isolate fino a che, all’improvviso, compare il lago.
Chi arriva con i mezzi pubblici può raggiungere Wolfenschiessen in treno e proseguire in autobus fino alla fermata Oberrickenbach Talstation. Da lì la stazione della funivia appare praticamente davanti agli occhi. La stagione classica va da metà maggio fino a ottobre, periodo in cui neve, valanghe residue e ghiaccio lasciano spazio ai sentieri estivi.
Bannalpsee magari nasce da un progetto industriale degli anni 1930 ma, dopo pochi minuti sulle sue rive, quella origine tecnica smette di contare: si capisce di aver trovato uno di quegli angoli che la Svizzera custodisce ancora con naturale riservatezza. Uno di quelli che, una volta visti, finiscono puntualmente tra i posti da tenere per sé.