Immaginiamo un piccolo villaggio dell’Ungheria settentrionale, abitato da appena poche centinaia di persone (circa 470), dove si arriva per entrare in una dimensione che custodisce memorie e tradizioni che non sono mai scomparse.
Il nome stesso, Hollókő che significa “Pietra del Corvo”, è un simbolo che accoglie già all’ingresso del borgo, dove la statua di un corvo nero si staglia su una grande roccia, come a segnare il confine tra il presente e un tempo più antico.
Proprio per la capacità di rimanere fedele a sé stesso senza cedere al cambiamento, Hollókő è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità e basta passeggiare tra le sue stradine per capire il perché.
Indice
Cosa vedere a Hollókő
Il villaggio è raccolto e si scopre a piedi, passo dopo passo, poiché le auto restano fuori.
Le case basse, bianche con i tetti scuri, si susseguono lungo le due sole strade principali che si aprono davanti all’unica chiesa: ogni dettaglio racconta la cultura palóc, un gruppo etnico ungherese che ha mantenuto intatte le proprie tradizioni nei secoli.
Costruite in legno e paglia, hanno attraversato una storia difficile, segnata anche da incendi devastanti: l’ultimo, all’inizio del Novecento, portò a una ricostruzione completa del villaggio, conclusa nel 1911. Ed è questa versione che oggi possiamo ammirare, fedele e capace di restituire l’atmosfera di un tempo lontano.
Passeggiando tra le vie incontriamo piccoli musei diffusi. La Casa dei Giochi è spesso la prima tappa, ma non è che l’inizio di un percorso più ampio: la scuola, la Guzsalyas, il laboratorio artigianale, la Casa della Musica. Non mancano un Museo delle arti e dei mestieri, l’antico edificio della posta, e la già citata piccola chiesa cattolica dedicata a San Martino, discreta proprio come il villaggio che la ospita.
Non è raro, soprattutto nei giorni di festa, incontrare gli abitanti vestiti con abiti tradizionali. Quelli femminili, in particolare, sono un’esplosione di colori e dettagli: scialli con lunghe frange, gonne stratificate, tessuti che raccontano un’identità ancora viva.
E poi c’è il castello che si raggiunge percorrendo un breve sentiero che si arrampica sulla collina: edificato nel XIII secolo dopo l’invasione mongola, ospita un museo che ne racconta la storia, ma è soprattutto il panorama a lasciare senza parole: colline verdeggianti, vallate silenziose e piccoli insediamenti che sembrano scomparire nel paesaggio.
Si racconta che un potente signore rapì una giovane donna e la rinchiuse nel suo castello ma la sua tata, una strega, per salvarla strinse un patto con il diavolo. Una notte, i suoi aiutanti (trasformati in corvi) rubarono le pietre del maniero e le portarono in cima alla collina. La fanciulla fu liberata e nacque così il castello di Hollókő: da qui deriverebbe il nome Pietra del Corvo.
Dove si trova e come arrivare
Hollókő si trova nel nord dell’Ungheria, in una zona collinare lontana dal caos delle grandi città.
In auto da Budapest, il viaggio dura poco più di un’ora: si percorre l’autostrada M3 fino a Hatvan, per poi proseguire verso Pásztó e infine seguire la strada che conduce al borgo. All’ingresso del centro storico è presente un parcheggio, da cui si prosegue a piedi.
Se preferite i mezzi pubblici potete optare per l’autobus, con partenza dalla stazione Stadion autóbusz-pályaudvar di Budapest. Le corse non sono molto frequenti e il viaggio dura circa un paio d’ore. In alternativa, potete combinare treno e autobus: da Budapest-Keleti si raggiungono Hatvan o Pásztó in circa un’ora, per poi proseguire con un bus locale fino a Hollókő.