Fortezza di Golubac, il baluardo medievale che sorveglia il Danubio

Tra Danubio e leggende oscure, la Fortezza di Golubac custodisce storie di amori tragici nel cuore verde dei Balcani

Pubblicato:

Flavia Cantini

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Tra le tappe più suggestive da inserire in un viaggio in Serbia, la Fortezza di Golubac occupa un posto speciale: si staglia su un pendio roccioso all’ingresso della spettacolare gola di Djerdap, proprio nel punto in cui il Danubio si allarga fino a raggiungere la sua massima ampiezza, e regala panorami che rimangono impressi a lungo.

Andiamo, allora, alla scoperta di una delle cittadelle fortificate medievali meglio conservate del Paese e tra le più affascinanti dei Balcani.

La storia della Fortezza di Golubac

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Suggestivo scorcio della maestosa Fortezza di Golubac

La Fortezza di Golubac nasce nel XIV secolo come imponente complesso difensivo: è composta da dieci torrioni a sezione quadrangolare, collegati da tre cinte murarie e rinforzati nel tempo per rispondere all’evoluzione delle tecniche militari, soprattutto con l’avvento delle armi da fuoco.

La posizione, tanto suggestiva quanto strategica, l’ha resa teatro di numerosi scontri durante il Medioevo: per secoli, fu contesa tra l’Impero Ottomano e il Regno d’Ungheria, passando più volte di mano tra turchi, bulgari, ungheresi, serbi e austriaci. Una simile instabilità proseguì fino al 1867, quando venne consegnata al principe serbo Mihailo Obrenović III.

Con il tempo, però, la fortezza entrò in una fase di abbandono e nel 1930 fu addirittura costruita (causando danni significativi alla struttura originaria) una strada che la attraversava. Solo nel 1979 arrivò un primo riconoscimento ufficiale, con la dichiarazione di Monumento Culturale di Importanza Eccezionale. Nel 2011 anche l’area tutt’intorno è stata designata come zona turistica e ha aperto la strada a un recupero più ampio.

Il vero cambiamento è poi arrivato grazie ai contributi dell’Unione Europea per la valorizzazione dell’area del Parco Nazionale del Djerdap. I lavori di ristrutturazione, iniziati nel 2014 e conclusi nel 2019, hanno restituito alla fortezza il suo antico splendore e hanno finalmente aperto le porte al pubblico.

Le antiche leggende medievali

Come spesso accade nei luoghi di confine, anche la Fortezza di Golubac è avvolta da un alone di mistero alimentato da antiche leggende medievali. Il suo nome, che significa “città dei piccioni”, è al centro di racconti tramandati nei secoli.

La leggenda più famosa narra la storia di Golubana, una giovane del luogo dalla bellezza straordinaria, tanto da attirare l’attenzione di un crudele pascià turco. L’uomo, innamorato e respinto nonostante doni preziosi e promesse, decide di vendicarsi. Golubana viene legata a una roccia che emerge dalle acque del Danubio, proprio di fronte alla fortezza, con l’intento di lasciarla lì finché non si pentirà della sua scelta. Ma il pentimento non arriva mai: la giovane muore, e quella roccia porta ancora oggi il nome di Babakaj, che in turco significa “pentirsi”. In segno di rispetto e memoria, gli abitanti avrebbero deciso di dare il suo nome alla cittadella.

Un’altra storia vede come protagonista Irene Kantakouzene, conosciuta come la despota Jerina, moglie del despota Djuradj Branković. Nelle leggende popolari serbe, Jerina è spesso associata alla fondazione di numerose fortezze. Originaria di Costantinopoli, non era molto amata dai serbi e soffriva la nostalgia per la terra natale: così, per alleviare la solitudine, si dice che amasse raccontare storie della sua Bisanzio ai piccioni che si posavano sulle sue mani. Da questo legame affettuoso e malinconico deriverebbe, secondo la tradizione, il nome Golubac.

Cosa vedere durante la visita

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Tutto il fascino medievale della Fortezza di Golubac

La Fortezza di Golubac si presenta come un complesso articolato, suddiviso in tre gruppi principali di edifici collegati da possenti mura fortificate spesse fino a tre metri. L’intero sistema difensivo è protetto da dieci torri e da due saracinesche.

Di fronte alla fortezza spicca un doppio muro con un fossato che, con ogni probabilità, in passato era riempito d’acqua e collegato al Danubio. Al di là di questa linea difensiva sorgeva l’insediamento destinato alla popolazione comune, oggi in gran parte scomparso.

Il gruppo di edifici superiore rappresenta la parte più antica con la cittadella, identificata con la torre 1, e la cappella ortodossa serba collocata nella torre 4.

Il gruppo posteriore è separato da quello superiore da mura di collegamento e da una roccia a strapiombo di circa quattro metri. Accanto alla torre 5 si riconosce un edificio che forse fungeva da caserma militare e deposito di armi, un ambiente essenziale per la vita quotidiana della guarnigione.

Il gruppo anteriore è diviso a sua volta in una parte superiore e una inferiore da un muro che unisce le torri 4 e 7. L’ingresso principale, nella sezione inferiore, è sorvegliato dalle torri 8 e 9, a dimostrazione dell’importanza strategica del punto di accesso. La torre 8 venne in seguito adattata per l’uso di cannoni, mentre nella sezione esterna della parte inferiore ecco la torre 10, aggiunta dai turchi come torre di artiglieria inferiore.

Dove si trova e come raggiungerla

La Fortezza di Golubac svetta nella parte nord-orientale della Serbia, a circa 130 chilometri da Belgrado.

Se scegliete di spostarvi in auto potete partire da Belgrado e seguire le principali arterie stradali in direzione est: il viaggio dura poco più di due ore e permette di muoversi in totale libertà.

Esistono anche collegamenti regolari in autobus dalla capitale serba, con partenze dalla stazione centrale: in questo caso, il tragitto richiede circa tre ore.

Infine, se desiderate un’esperienza davvero memorabile, avete la possibilità di arrivare via fiume: molte crociere sul Danubio includono una sosta alla Fortezza di Golubac, per una prospettiva unica sul complesso fortificato che emerge dalle acque.

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