La sentinella di pietra tra le vette svizzere: Castello di Tarasp, da enclave asburgica a sogno artistico

Viaggio alla scoperta della fortezza svizzera che custodisce l'organo privato più grande d'Europa e una straordinaria collezione di arte contemporanea

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

Il Castello di Tarasp è il simbolo indiscusso della Bassa Engadina. Siamo nel Canton Grigioni, nella Svizzera orientale, dove questa imponente fortezza domina il paesaggio da uno sperone roccioso, perfettamente integrata in un panorama alpino intatto e circondata dal suggestivo villaggio omonimo.

Oggi, il castello rappresenta uno spazio culturale vivo in cui il passato dialoga con la contemporaneità. Dal 2016, infatti, la fortezza è di proprietà di Not Vital, artista engandinese di fama internazionale che ha trasformato le antiche sale in una galleria dinamica: qui, l’architettura medievale e gli arredi d’epoca fanno da cornice a una collezione permanente di sculture e installazioni d’avanguardia, creando un contrasto unico tra la storia asburgica e la creatività odierna.

Breve storia del Castello di Tarasp

Le origini della fortezza risalgono al 1040, quando fu fondata dai signori di Tarasp, trasferitisi in Engadina dal Lago di Como. Nel 1239 la proprietà passò ai conti del Tirolo e, a partire dal 1646, il castello si trasformò in una vera e propria contea austriaca. Per secoli Tarasp ha rappresentato un’enclave asburgica in territorio svizzero, fino al 1803, quando Napoleone decise di cedere la struttura alla Repubblica Elvetica.

Nei decenni successivi il castello cambiò spesso proprietario, subendo gravi danni e rischiando l’abbandono. La svolta arrivò nel 1900 grazie a Karl August Lingner, un industriale di Dresda noto per aver inventato il collutorio Odol. Durante un soggiorno di cura nella vicina Vulpera, Lingner si innamorò della fortezza, la acquistò e avviò un imponente restauro, arredandola con mobili d’epoca e boiseries recuperate da case patrizie della zona e del Tirolo.

Alla sua morte, il castello passò ai granduchi d’Assia, che lo mantennero fino al 30 marzo 2016, data in cui è stato acquistato dal celebre artista engandinese Not Vital.

Cosa vedere al Castello di Tarasp

L’attuale gestione di Not Vital ha trasformato le antiche stanze in uno spazio espositivo che ospita una ricca collezione di arte antica, moderna e contemporanea: dai lavori su carta di Beuys alle litografie di Piero Manzoni, fino a ceramiche orientali, trofei di caccia in bronzo e lingue-scultura. La fondazione dell’artista comprende anche altre tappe culturali nella zona, come il parco di sculture Parkin a Sent e la storica casa Planta ad Ardez.

Del progetto artistico di Not Vital fanno parte anche i giardini attorno al castello, dove sono state allestite opere monumentali che dialogano con lo spazio alpino. C’è Camel, una testa di cammello in acciaio inox, Tongue, una lingua verticale, e la House to Watch the Sunset.

Il vero fulcro della visita è la sala della musica, ricavata nella vecchia armeria. Al suo interno si trova l’organo Jehmlich, installato da Lingner nel 1916. Dotato di ben 3.000 canne, è considerato il più grande organo privato d’Europa.

Il castello è accessibile esclusivamente tramite visite guidate ed è consigliabile prenotare in anticipo. I tour ufficiali si tengono in lingua tedesca, ma potete usufruire gratuitamente di comode audioguide in italiano, inglese e francese.

Dove si trova e come arrivare

Il castello si trova a Tarasp, nel comune di Scuol, nella Svizzera orientale. Si raggiunge in auto percorrendo le strade cantonali dei Grigioni in direzione della Bassa Engadina.

In treno e bus, invece, è possibile prendere la Ferrovia Retica fino alla stazione di Scuol-Tarasp e da lì proseguire con gli autobus locali.

Una volta arrivati nei pressi del sito, l’ultimo tratto va percorso a piedi. Sia dal parcheggio di Sparsels che dalla fermata dell’autobus di Fontana parte un sentiero pedonale che richiede circa 20 minuti di camminata in salita per raggiungere l’ingresso del castello.

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