Sauris-Zahre, la più piccola gemma d’Italia diventa destinazione turistica sostenibile certificata

Il borgo friulano trionfa e conquista la certificazione GSTC: un traguardo importante che premia la gestione sostenibile del territorio e la cultura locale

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

Dopo aver ricevuto nel 2023 il premio come uno dei 32 Best Tourism Villages dall’Agenzia Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite, Sauris-Zahre ottiene un ulteriore riconoscimento: è ufficialmente destinazione turistica sostenibile.

Certificata da GSTC-Global Sustainable Tourism Council, l’attestazione dimostra l’impegno del territorio nell’offrire proposte di viaggio perfettamente allineate ai principi cardine della sostenibilità, in grado di coinvolgere la comunità e valorizzare le peculiarità del luogo.

La certificazione come destinazione turistica sostenibile

La certificazione GSTC ottenuta da Sauris-Zahre rappresenta il coronamento di un percorso strategico rigoroso avviato nel 2024. Il Global Sustainable Tourism Council, organismo internazionale nato in seno all’UNEP e all’Organizzazione Mondiale del Turismo, non distribuisce patenti di sostenibilità con leggerezza. Il suo meccanismo si basa infatti su una trasparenza assoluta, delegando le verifiche a enti terzi accreditati.

Per ottenere il riconoscimento, il territorio ha dovuto dimostrare un equilibrio perfetto tra quattro pilastri fondamentali: una governance lungimirante, un reale beneficio socio-economico per la comunità locale, la tutela attiva del patrimonio culturale e una rigorosa gestione dell’impatto ambientale. Sauris-Zahre è diventata così la seconda meta del Friuli-Venezia Giulia dopo Tarvisio a raggiungere questo traguardo, inserendosi in un club esclusivo di sole 21 eccellenze in tutta Italia.

Ufficio Stampa
Paesaggio scenografico montano a Sauris-Zahre

Perché Sauris-Zahre è una meta sostenibile speciale

La sostenibilità, a Sauris-Zahre, non è una tendenza recente, ma un’eredità che viene da lontano. Già negli anni Ottanta, durante la ricostruzione post-terremoto, il borgo ha scelto di scommettere su un’idea di sviluppo che metteva al centro la comunità e la tutela del territorio. È da questa visione pionieristica che nel 1994 è nato il primo Albergo Diffuso d’Italia, oggi l’unica struttura ricettiva del Paese certificata GSTC, un modello ospitale unico ideato per contrastare lo spopolamento e offrire ai viaggiatori un’accoglienza calorosa, intima e integrata nella vita del paese.

Questa lunga e coerente evoluzione ha portato il borgo, popolato da appena 390 abitanti, a diventare la più piccola destinazione d’eccellenza certificata a livello internazionale. Ma cosa rende questo luogo così speciale per un viaggiatore consapevole?

Fondato nel Duecento da coloni tirolesi e carinziani, il borgo custodisce una rara sintesi di tradizioni germaniche e carniche, visibile nell’antica lingua saurana e nei suggestivi rituali del Carnevale tradizionale. A fare da cornice a questa identità culturale c’è una natura incontaminata: un lago alpino dal fascino magnetico e un cielo così limpido e privo di inquinamento luminoso da essere premiato tra i più belli d’Italia.

Per chi desidera immergersi in questa atmosfera, le occasioni non mancano. La stagione degli eventi si apre con il festival “Villaggio Selvaggio” (dal 31 maggio al 2 giugno 2026), una tre giorni ricca di attività dedicate alla scoperta della natura per le famiglie. Seguiranno poi appuntamenti suggestivi come “Gumala Gumala” (Pian pianino, a giugno) e “Gebele” (a ottobre): perfetti assaggi di quel ritmo lento, intimo e rigenerante che a Sauris-Zahre si respira tutto l’anno.

Ufficio Stampa
Il Lago di Sauris, uno specchio verde circondato dai monti

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