7 borghi italiani circondati dal verde, perfetti in primavera

Abitati, cittadine e piccole, graziose frazioni in giro per l'Italia immersi nella natura e circondati di sentieri e possibilità di attività all'aria aperta

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Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

Pianure coltivate, prati tinti di un verde acceso, i boschi che si riprendono le proprie chiome. E, in mezzo, piccoli, splendidi borghi che attendono soltanto di essere scoperti.

La primavera è il momento ideale per scoprire e riscoprire questa grande ricchezza del territorio italiano, i piccoli gioielli dell’arte e dell’architettura nascosti tra le pieghe di colline, catene montuose, coste scolpite nella roccia. Lontano dal mainstream e dall’alta stagione, con il beneficio di scandire il proprio passo a piacimento, scoprire piccoli abitati e meravigliose cittadine dall’atmosfera senza tempo è uno dei grandi piaceri della primavera.

Volpedo

Nel Piemonte sudorientale, tra le dolci colline tortonesi e le belle campagne coltivate, Volpedo è un borgo che unisce arte e natura. È famoso, infatti, per essere il paese natale del pittore Giuseppe Pellizza, l’autore del celebre Quarto Stato. In più, è noto per la coltivazione della pesca.

Oltre alla sua dimensione culturale, Volpedo offre una grande varietà di percorsi escursionistici facili e dolci, ideale per osservare l’effetto che fa la primavera ai vigneti e ai frutteti che contornano le tante sperdute strade di campagna. Aprile e maggio sono i mesi in cui questa campagna si tinge di bianco e rosa, con le fioriture degli alberi da frutto.

Il borgo conserva inoltre un centro storico affascinante, dove spicca la matrice medievale e rinascimentale delle origini: splendida la pieve romanica datata attorno all’anno Mille. Piccola chicca da non perdere, nella frazione di Cascina Boffalora, un albero di roverella riconosciuto come pianta monumentale, con un fusto di diametro superiore ai tre metri per gli oltre quindici di altezza.

Sassetta

Toscana, Val di Cornia: un territorio collinare fra le province di Pisa e Livorno, ricco di verde e dall’antico retaggio etrusco. Qui sorge Sassetta, piccolo borgo di cinquecento abitanti circondato da fitti boschi di castagni e lecci, poggiato dolcemente su una collina non lontana dalla apprezzata Costa degli Etruschi, ma lontanissimo dal turismo di massa.

Sassetta, immersa tra i boschi della Val di Cornia

Viuzze in pietra e piazzette silenziose sono la cifra distintiva di questo luogo quieto, porta di un territorio ricco di sentieri ed escursioni tra i boschi e la campagna del circondario. Sassetta è anche noto per il pregiato marmo rosso, esportato per opere architettoniche di prestigio già dal Medioevo, e per le sue terme naturali, che lo rendono una meta ideale per unire escursioni e relax. In primavera, il contrasto tra il verde intenso dei boschi e i colori caldi delle case in pietra crea un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Rasiglia

Pochi borghi in Italia simboleggiano il connubio tra centro abitato e natura come Rasiglia, il borgo dei ruscelli.

Un luogo decisamente scenografico, attraversato da una rete di canali e cascatelle che scorrono tra le case in pietra. Chiamata in modo sensazionalistico la Venezia dell’Umbria, ha un suo carattere distintivo che l’isola nella Laguna non possiede: è rustica, con le case tipiche della campagna del Centro Italia. Un tempo importante centro tessile grazie all’energia idraulica, conserva ancora le tracce di questo passato nei vecchi opifici e nel parco archeologico industriale.

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I ruscelli di Rasiglia

Un borgo ideale per una passeggiata in primavera, magari come partenza o arrivo di una escursione sui tanti sentieri che si sviluppano attorno all’abitato, esplorandone i fitti boschi e le colline che lo circondano. Alla visita si può collegare, ad esempio, l’escursione alla scoperta delle Cascate del Menotre, piccola meraviglia naturale sullo stesso corso d’acqua che attraversa Rasiglia.

Apricale

Arroccato sulle colline dell’entroterra ligure, Apricale è uno dei borghi più pittoreschi della Riviera di Ponente. Le sue case in pietra si sviluppano attorno al Castello della Lucertola, formando un intreccio di vicoli, archi, scalinate, campanili, piazzette che deliziano il visitatore.

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La scenografica silhouette di Apricale

Con poco più di 500 abitanti, è un abitato quieto, silenzioso e pronto a meravigliare chi lo attraversa con i suoi scorci che raccontano un’Italia che resiste al passare del tempo. Malgrado le piccole dimensioni, in ogni caso, è un borgo vivace, con tante iniziative culturali che ne popolano le viuzze.

La natura, tutt’attorno, è rigogliosa: la macchia mediterranea profuma l’aria, e in primavera è fantastico immergervisi attraverso i sentieri che nei dintorni collegano Apricale ad altri piccoli centri e attraversano uliveti, boschi e piccole valli.

Raggiolo

Nel cuore del Casentino, piccola valle immersa nel verde tra Firenze e Arezzo, tra boschi di castagni e dolci rilievi, si trova Raggiolo. Inserito nel circuito de I Borghi più belli d’Italia, è una piccola chicca poco nota, isolata sulla collina dove è seduta. Le case hanno tutte facciate in pietra a vista e l’abitato, aperto solo ai pedoni, è percorso da vicoletti lastricati in pietra: uno specchio immacolato di un grigio chiaro e luminoso in mezzo al verde e al marrone del bosco.

Aprile è il periodo ideale per visitarlo: i boschi che circondano il borgo si risvegliano e offrono itinerari perfetti per il trekking. I sentieri conducono a panorami aperti sul Casentino, in direzione di Poppi, attraversando secolari boschi di castagni.

Raggiolo, infatti, è anche un borgo profondamente legato alle tradizioni legate alla castagna, che qui è stata per secoli una risorsa fondamentale: esiste addirittura un museo diffuso dedicato al frutto. Infine, caratteristica peculiare della cittadina è quella di essere nata da una enclave còrsa in Toscana, ricollocatasi nel XV secolo.

Castelluccio di Norcia

Immancabile in un elenco dei borghi più belli da vedere in Italia, Castelluccio di Norcia è celebre per le fioriture primaverili nei tre grandi altopiani che circondano il borgo.

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Castelluccio di Norcia in primavera

Castelluccio si trova, infatti, a oltre 1400 metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. È uno dei centri abitati più alti dell’Appennino e domina i cosiddetti Piani di Castelluccio, splendidi paesaggi prativi circondati da aspri rilievi.

Nonostante le ferite del terremoto del 2016, ancora oggi visibili, Castelluccio conserva un fascino potente, legato alla sua posizione unica e alla bellezza del paesaggio circostante. Immerso in questo contesto naturale unico, il borgo offre una serie di esperienze outdoor nelle vicinanze, sia attraverso escursioni a piedi che utilizzando la bicicletta, l’e-bike, o la mountain bike, per scoprire ogni angolo dei Piani. Le famose fioriture si hanno solitamente tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, in primavera inoltrata, ma il risveglio a cui si assiste tra marzo e aprile vale altrettanto.

Matelica

Conosciuto soprattutto per la produzione vitivinicola, il piccolo borgo di Matelica, nel cuore delle colline marchigiane, è una scoperta che delizia palati e cuori.

I mesi primaverili sono perfetti per scoprire i suoi dintorni a piedi: morbide colline, verdi vigneti e spazi aperti sono attraversati dai sentieri che salgono verso l’Appennino marchigiano, offrendo itinerari adatti a tutti. La zona, come detto, è famosa per la produzione del Verdicchio di Matelica, che aggiunge una dimensione enogastronomica alla visita. Chiese e palazzi gentilizi ne animano l’elegante centro storico.

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