Tra storia e leggenda, alcuni castelli sono tutti da scoprire ed è il caso di quello di Ananuri che, arroccato sulle rive del fiume Aragvi lungo la strada militare georgiana, ha da raccontare sicuramente alcuni misteri riguardo un tesoro e la presenza di fantasmi. Ma perché dovreste visitarlo? Un vero gioiello da non perdere che conquista con bellezza e magia.
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Alla scoperta del castello Ananuri
Fondato tra il XIII e il XIV secolo come sede della potente dinastia dei duchi di Aragvi, il castello ha attraversato secoli di battaglie, assedi, tradimenti e ritorni di fiamma politici. Oggi si trova sul bordo del bacino idrico di Zhinvali, uno specchio d’acqua artificiale che ne amplifica la silhouette in un riflesso quasi irreale. Nelle giornate di sole della bassa stagione, con poca gente in giro, il posto ha un’atmosfera che vale da sola il viaggio.
Il castello di Ananuri in Georgia si divide in due sezioni principali, collegate da mura merlate che ancora oggi si percorrono a piedi quasi per intero. La parte superiore, chiamata Sheupovari, è la meglio conservata e ospita la torre quadrata più antica, risalente probabilmente al XIII o XIV secolo: imponente, austera, con le pareti che portano i segni del tempo senza cedere. La parte inferiore è invece in larga misura in rovina, con una torre rotonda che emerge tra i resti come un dente solitario.
Ma la vera sorpresa di Ananuri sono le chiese. All’interno delle mura convivono due edifici di culto costruiti a distanza di qualche decennio l’uno dall’altro. La più antica è la Chiesa della Vergine, edificata nella prima metà del Seicento in mattoni rosati, con un interno sobrio ma non povero: ospita le sepolture di alcuni membri della casata degli Aragvi e un baldacchino in pietra commissionato dalla vedova del duca Edishera, morto nel 1674.
La chiesa più grande, la Dormizione, fu eretta invece nel 1689. Pianta centrale, cupola, decorazioni alle facciate che ancora rivelano una certa ambizione estetica. L’interno conserva i resti di numerosi affreschi, in parte compromessi dall’incendio del 1739 che devastò l’intero complesso durante l’attacco di un ducato rivale. Quello che rimane ha comunque una qualità visiva rara, qualcosa che si incontra raramente nei castelli dell’Europa centrale e che qui, in Georgia, sembra più naturale, come se la storia sacra e quella militare si fossero sempre intrecciate senza troppi imbarazzi.
Ma a renderlo davvero speciale ci pensano le leggende. Una delle più cupe racconta che durante un assedio il figlio del duca di Aragvi venne bruciato vivo all’interno della torre Sheupovari. L’ingresso, dopo quell’episodio, sarebbe rimasto murato per circa duecento anni. Un’altra storia, forse ancora più drammatica, narra dello sterminio dell’intera famiglia ducale per mano di casate rivali, come punizione per l’arroganza con cui avevano gestito il potere nella regione.
Ananuri fu anche, per un periodo, custode di una delle reliquie più importanti del Paese: la Croce di Santa Nino, il simbolo legato alla conversione della Georgia al Cristianesimo nel IV secolo. Durante le invasioni persiane e ottomane del Settecento, quando Tbilisi non era considerata abbastanza sicura, la reliquia trovò rifugio tra le mura di questa fortezza. Dal 1802, con l’ingresso nell’impero russo, è stata restituita al popolo georgiano e da allora si trova all’interno della cattedrale di Tbilisi.
Dove si trova e come raggiungerlo
Il castello di Ananuri si trova a circa 70 chilometri da Tbilisi, all’interno dell’omonimo villaggio lungo la strada militare georgiana. Per poter arrivare qui l’opzione migliore è partire appunto da Tbilisi utilizzando un’auto a noleggio per potersi fermare per delle foto panoramiche lungo la strada. Esistono eventualmente anche dei minibus dalla stazione di Didube che conducono a Gudauri, Pasanauri o Stepantsminda transitando per il borgo del castello.