Giornate barocche 2026, un tuffo nel passato tra Medicina e le terre di Bologna

Immergetevi nel cuore del barocco emiliano partecipando ai tanti eventi in programma tra Bologna e Medicina, organizzati per tutto il mese di maggio

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

Il Sei e Settecento tra Bologna e le terre di Medicina hanno dato vita a una stagione di intensa creatività e spiritualità, capace di declinare lo sfarzo barocco in forme di rara e fertile originalità. Questo legame profondo tra la città senatoria e il suo contado ha lasciato in eredità un patrimonio di chiese monumentali e dimore nobiliari, testimonianza affascinante di un’epoca in cui l’arte e l’ingegno hanno ridisegnato il volto del territorio.

Un patrimonio che potrete scoprire in occasione della prima edizione delle Giornate barocche 2026, la rassegna che, per tutto il mese di maggio, trasforma il territorio in un palcoscenico diffuso dove le antiche arti figurative e la musica tornano a splendere.

Prima edizione delle Giornate barocche

Per tutto il mese di maggio, dal 2 al 31, l’eredità del barocco emiliano torna a splendere grazie alla prima edizione delle Giornate barocche. Un progetto promosso dalla città di Medicina che trasforma il territorio metropolitano in un palcoscenico diffuso coinvolgendo anche Bologna, Budrio, Pieve di Cento e San Giovanni in Persiceto.

Con un palinsesto di 19 appuntamenti, la rassegna invita a riscoprire i capolavori del Secolo d’Oro, intrecciando architettura, pittura e musica. Dai concerti d’organo alle visite guidate in suggestivi luoghi storici, il programma offre l’opportunità di approfondire le figure di protagonisti assoluti come lo scultore Angelo Gabriello Piò, l’architetto Alfonso Torregiani e il compositore medicinese Elia Vannini.

Attraverso mostre, conferenze e percorsi inediti, le Giornate barocche rappresentano un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza al territorio, svelando la bellezza di un patrimonio spesso poco conosciuto che ha segnato profondamente l’identità di queste terre.

Il programma dell’iniziativa

Il programma delle Giornate barocche si dispiega come un itinerario che attraversa i centri del territorio metropolitano, offrendo incontri ravvicinati con capolavori spesso inaccessibili.

Il fulcro dell’iniziativa risiede a Medicina, dove la celebrazione del genio locale si manifesta nell’esposizione dell’ostensorio argenteo di Angelo Gabriello Piò, presentato insieme al suo bozzetto in terracotta per svelare l’intimo processo creativo dello scultore. A questo si affianca il recupero sonoro della figura di Elia Vannini: le sue composizioni tornano a risuonare nella Chiesa del Crocifisso attraverso concerti d’organo e d’archi che ne restituiscono la grandezza, arricchiti dalla presentazione di un progetto discografico dedicato.

L’esperienza si espande poi verso Bologna e le altre terre del distretto, proponendo una rilettura del Secolo d’Oro che intreccia sapientemente arte figurativa e scenografia urbana. Dalle visite itineranti tra le architetture di Alfonso Torregiani nel centro storico medicinese, si passa alle aperture straordinarie di scrigni di arte sacra a San Giovanni in Persiceto e alle indagini pittoriche presso la Galleria Davia Bargellini, dove la mostra dedicata a Marcantonio Franceschini rivela modelli finora inediti.

Il palinsesto non trascura la dimensione artigianale e il passaggio verso la sensibilità neoclassica: se a Pieve di Cento il dialogo tra la pittura di Elisabetta Sirani e la liuteria contemporanea celebra la materia sonora, la chiusura al Cimitero Monumentale della Certosa offre una riflessione finale sui protagonisti che hanno vissuto il crepuscolo di questa stagione.

Il programma completo delle Giornate barocche, con gli eventuali costi dei biglietti per partecipare agli eventi, è consultabile sul sito ufficiale.

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