Il Sei e Settecento tra Bologna e le terre di Medicina hanno dato vita a una stagione di intensa creatività e spiritualità, capace di declinare lo sfarzo barocco in forme di rara e fertile originalità. Questo legame profondo tra la città senatoria e il suo contado ha lasciato in eredità un patrimonio di chiese monumentali e dimore nobiliari, testimonianza affascinante di un’epoca in cui l’arte e l’ingegno hanno ridisegnato il volto del territorio.
Un patrimonio che potrete scoprire in occasione della prima edizione delle Giornate barocche 2026, la rassegna che, per tutto il mese di maggio, trasforma il territorio in un palcoscenico diffuso dove le antiche arti figurative e la musica tornano a splendere.