La Gioia di Nicolangelo Gelormini, al cinema dal 12 febbraio 2026, è liberamente ispirato a un tragico ed efferato episodio di cronaca, l’omicidio di Gloria Rosboch, insegnante di Castellammonte uccisa per mano di un suo ex studente.
A interpretare i protagonisti del film sono Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca e Francesco Colella, mentre sullo sfondo ci sono Torino e la sua provincia: qui, diversi luoghi sono stati usati come location reali durante le riprese, ma c’è un’altra zona d’Italia dove la troupe si è recata per rendere le atmosfere sospese del film.
Indice
Di cosa parla
Il nuovo film La Gioia, prende ispirazione dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori: racconta la vita di un’insegnante di liceo, interpretata da Valeria Golino, che non ha mai sperimentato l’amore se non attraverso l’affetto soffocante dei suoi genitori, con i quali continua a vivere. Nella sua vita appare Alessio, uno studente che utilizza il proprio corpo per guadagnare soldi e sostenere la madre, cassiera in un supermercato.
Tra i due nasce un legame fragile e proibito, ma inevitabile. Ma Alessio ha un desiderio di riscatto sociale e umano che diventa un ostacolo insormontabile, arrivando a distruggere l’unica relazione autentica che aveva trovato nella sua vita.
Dove è stata girata
Il centro di Torino
Torino, grazie al supporto di Film Commission Torino Piemonte e al contributo del Bando Piemonte Film TV Fund, torna protagonista indiscussa delle riprese cinematografiche nel nuovo film con Valeria Golino. Avvenute nel novembre 2024, hanno toccato numerose strade e piazze del centro cittadino: dallo splendido Parco del Valentino (che appare anche nella serie Tv Cuori 3) a Corso Massimo D’Azeglio e fino a Piazza Carignano, dove si staglia l’omonimo palazzo barocco del XVII secolo, oggi sede del Museo del Risorgimento.
Altre riprese hanno preso luogo in Corso San Maurizio e in piazza IV Marzo, mentre in Piazza Vittorio Veneto una location particolare è stata lo storico “Caffè Elena” sotto ai portici. Proprio qui Cesare Pavese amava trascorrere le sue giornate, seduto al suo tavolino preferito.
Non solo piazze e vie centrali di Torino: anche l’Aeroporto di Torino Caselle è stato coinvolto nelle riprese del film.
Il Lingotto di Torino
Il luogo in cui sono state girate alcune delle scene più suggestive è l’ex fabbrica FIAT del Lingotto. Famoso per la sua architettura moderna e per la sua pista di prova sul tetto, venne costruito tra il 1915 e il 1930 e poi riconvertito negli Anni ’90, su progetto di Renzo Piano, in un grande centro polifunzionale: qui si trovano uffici, centro commerciale, hotel, ma anche l’auditorium Giovanni Agnelli, la Pinacoteca Agnelli e il centro fieristico Lingotto Fiere.
Il regista ha scelto di sfruttare la potente espressività architettonica del Lingotto con l’iconica Pista 500: “Ci tenevo tantissimo, sin dall’inizio, a girare al Lingotto. Era un’autentica passione da architetto, è un luogo poco abitato dal cinema, e questo mi attirava molto – ha dichiarato Gelormini -. Lì, al Lingotto ho, infatti, ambientato una delle scene più importanti del film, quella in cui la protagonista sperimenta, forse per la prima volta, forse dopo anni di apatia, il sentimento della gioia”.
Durante le riprese del 2024, era esposta al centro dell’iconica rampa elicoidale dell’ex fabbrica un’opera di Julius von Bismarck: “Le Espressioni di Teti”, una boa che fluttua nello spazio, ben visibile e con un ruolo fortemente simbolico nel finale del film: “Quella boa è diventata la Gioia. È una cosa del tutto personale, ma nel momento in cui ho visto quell’opera ho capito che il concetto del film aveva trovato la sua forma”.
Roma e Fregene
Molte scene di La Gioia sono state girate a Fregene e a Roma (che possiamo definire la New York italiana della cinematografia): diversi scorci hanno ricordato le periferie delle ambientazioni piemontesi. “I luoghi in cui abbiamo girato la gioia sono anch’essi una trasfigurazione della realtà. La Gioia non è solo un titolo evocativo, ma anche un modo per trasfigurare la realtà”, ha commentato il regista.