Il Principe della Follia, le location del film nel cuore più autentico delle Marche

Jesi e Senigallia ma anche borghi come Cingoli e Castelfidardo sono stati set di un film in cui Dario D'Ambrosi torna a parlare di disabilità e salute mentale

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Virginia Dara

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Nel film Il Principe della Follia Dario D’Ambrosi torna ad affrontare i temi della disabilità e della salute mentale in compagnia di interpreti d’eccezione come Alessandro Haber, Andrea Roncato, Carla Chiarelli e Mauro Cardinali.

Dopo il successo all’ultimo Festival del Cinema di Roma e in attesa di arrivare nelle sale il 14 maggio 2026, la pellicola è stata presentata in anteprima il 12 a Jesi, set principale de Il Principe della Follia. Andiamo alla scoperta delle location, sorprendenti, che si trovano tutte nel marchigiano.

Di cosa parla

Ispirato a una storia vera, il film racconta di Francesco: un tassista che, durante quello che sembra un turno come tutti gli altri, accompagna Vanessa, una drag queen misteriosa, in un vecchio palazzo alla periferia di Jesi. Subito dopo, fermo in un bar per una pausa, Francesco si imbatte in TV in una televendita surreale: il presentatore paralitico sta mettendo in vendita la propria famiglia composta da un’ex ballerina del Teatro dell’Opera, un vecchio clown malinconico e una donna misteriosa.

Ufficio Stampa Notorius Pictures
Una scena de “Il Principe della Follia” con Alessandro Haber e Carla Chiarelli

Intuendo che si tratta di Vanessa, la cliente che ha accompagnato poco prima, torna all’indirizzo dove l’ha lasciata, riesce a identificare l’appartamento da cui sta andando in onda l’assurdo spettacolo e, una volta dentro, se ne trova davanti uno persino più triste: quello di una famiglia provata dalla malattia e dallo stigma sociale e dalla solitudine che spesso si porta dietro che si prepara a una imprevedibile resa dei conti.

Dov’è stato girato il film

Jesi

La palazzina abbondonata delle televendite si trova a Jesi, poco fuori dal centro storico e nelle vicinanze della Chiesa di San Marco: una delle più originali della città, miglior esempio in zona di architettura gotica in stile lombardo e famosa per il ciclo di affreschi di scuola riminese che si possono ammirare, quasi intatti, sull’abside e lungo la navata rappresentanti diverse scene del Vangelo.

Nota per aver dato i natali a Federico II, di perle culturali e artistiche Jesi ne riserva numerose altre. A partire dal centro storico racchiuso da una cinta muraria di origine medievale ancora perfettamente conservata, dove si incontrano palazzi storici come il Palazzo della Signoria (oggi sede della Biblioteca Planettiana con il suo corpus di oltre 100 mila testi rari), chiese maestose come la Cattedrale di San Settimio e un vero e proprio tempio della musica lirica, il Teatro Pergolesi.

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Il Teatro Pergolesi è considerato un tempio della musica lirica.

Senigallia

Tra le location di Il Principe della Follia è facile da riconoscere il lungomare di Senigallia: oltre dieci chilometri di spiaggia dorata resi famosi in tutto il mondo dalla “Rotonda sul mare” cantata da Fred Bongusto.

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L’iconina Rotonda sul mare di Senigallia

La città, una delle più grandi e frequentate dell’anconetano, ha però molti altri punti d’interesse che meritano una visita anche fuori stagione a partire dalla Rocca Roveresca, fortezza militare non lontana dalle spiagge, oggi utilizzata per mostre ed eventi. Il centro storico di Senigallia, con edifici come il Palazzo Comunale e la fontana del Nettuno, porta impresse le tracce di un periodo particolarmente vivo per la città quale fu il Rinascimento.

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La Rocca Roveresca di Senigallia è magica illuminata quando fa buio

Cingoli, Castelfidardo e altri borghi marchigiani

Tra i luoghi dov’è stato girato Il Principe della Follia ci sono alcuni borghi delle Marche molto amati da gente del posto e turisti come Cingoli che nel 2026 ha vinto il celebre Borgo dei Borghi. Conosciuto come “il balcone delle Marche”, è un piccolo centro sulle colline marchigiane dove riscoprire il gusto di una vita lenta, tante tradizioni culinarie e folkloristiche (si narra che qui abbia vissuto la maga Circe) e soprattutto panorami mozzafiato.

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Da Cingoli il panorama sulle colline marchigiane è mozzafiato

Altre scene sono state girate a Monsano, Montemarciano e Castelfidardo. L’ultimo è conosciuto come la “capitale della Fisarmonica” per le numerose realtà artigianali del posto che producono e commercializzano questo strumento: anche nel centro storico di Castelfidardo, però, non mancano tracce della sua origine medievale e del fermento culturale e artistico che la città visse tra Seicento e Ottocento.

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Il caratteristico centro storico di Castelfidardo

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