Ly Son, l’isola dei vulcani nel cuore del Mar Cinese Meridionale: un paesaggio primordiale

Un frammento di terra vulcanica riposa solitario davanti alle coste del Vietnam, svelando un mosaico di antichi crateri, templi scavati nella roccia e campi di aglio profumati

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

La Terra non è mai stata la stessa, eppure esistono luoghi in cui questa sembra aver smesso di muoversi milioni di anni fa. È il caso di Ly Son, a circa 25 chilometri dalla costa della provincia di Quang Ngai, nel Vietnam centro-meridionale, un angolo del Paese che pare appartenere a un’altra epoca. Conosciuta anche con il nome di Cù Lao Ré, è composta da tre lembi principali: l’isola grande, quella piccola e un isolotto disabitato. Già arrivando dal mare l’adrenalina è tanta, perché si avvistano scogliere nere segnate da stratificazioni irregolari.

Ma del resto la sua origine si deve a 5 crateri antichissimi (risalenti a 30 milioni di anni orsono). Alcuni di essi sono oggi bacini naturali che raccolgono acqua piovana, altri rimangono ancora leggibili nelle pareti verticali che scendono verso il mare. Il risultato è un paesaggio che alterna campi coltivati, colline tondeggianti e scogliere taglienti.

Per quanto riguarda gli esseri umani, invece, i primi insediamenti risalgono alla civiltà Sa Huỳnh, molto prima dell’espansione vietnamita verso sud. Attualmente la vita scorre attorno alla pesca e alla coltivazione dell’aglio, prodotto simbolo che ha fatto guadagnare all’isola il soprannome di “Regno dell’aglio”: viene coltivato tramite un metodo agricolo singolare che utilizza sabbia marina e terreno basaltico, una combinazione che regala al bulbo un aroma deciso e riconoscibile.

Cosa vedere e fare a Ly Son

A Ly Son si percepisce una curiosa alternanza tra silenzi assoluti e piccoli villaggi colorati, poi altari dedicati agli spiriti del mare e distese agricole che appaiono cucite a mano. Grandi infrastrutture o intrattenimento sono quasi del tutto assenti, anche perché qui le distanze sono minime (ma con una varietà sorprendente).

Monte Thoi Loi

Con i suoi 170 metri di altezza, il Monte Thoi Loi è il tetto dell’isola e coincide con uno dei crateri principali. Una strada asfaltata sale fino alla sommità, dove si apre una vista completa sul territorio. È proprio questo uno dei crateri con all’intero un lago che nasce con la raccolta dell’acqua piovana.

Accanto, invece, un grande pennone con la bandiera vietnamita segna visivamente la presenza dello Stato anche in questo tratto di mare conteso.

Campi di aglio

Dall’alto del Thoi Loi si distinguono chiaramente le geometrie dei campi di aglio. Avvicinandosi, si scopre un sistema agricolo costruito con grande precisione. Il terreno viene arricchito con sabbia bianca prelevata dalla costa e mescolata con residui organici marini. Il periodo della raccolta, tra febbraio e marzo, trasforma questa speciale isola del Vietnam in un mosaico verde brillante. L’odore dell’aglio accompagna l’aria, persistente ma mai fastidioso.

Arco di To Vo

A pochi passi dalla costa orientale si trova una formazione naturale creata dal raffreddamento della lava a contatto con l’acqua che prende il nome di To Vo. L’arco è alto poco più di 2 metri e incornicia il mare con una precisione quasi geometrica.

Le superfici scure, levigate dall’erosione, cambiano colore con la luce del giorno: all’alba e al tramonto la roccia assume tonalità che vanno dal nero lucido al rosso profondo.

Pagoda nella grotta di Chua Hang

Questo tempio è scavato all’interno di una cavità naturale e risale a circa quattro secoli fa. L’ingresso è segnato da una statua della dea Quan Am rivolta verso il mare, figura centrale nel buddismo Mahayana e protettrice dei pescatori. Tra le sue mura naturali si trovano altari, incisioni e tombe, immersi in un’atmosfera carica di incenso.

Statua di Quan Am e Monte Gieng Tien

Nella parte nord-occidentale di Ly Son si erge una grande statua dedicata alla divinità della compassione: Quan Am. Alle sue spalle si sviluppa invece il cratere del Gieng Tien, seconda struttura per dimensioni. Anche qui è presente un sentiero tramite cui osservare da vicino la conformazione del terreno vulcanico, con stratificazioni evidenti e colori che variano dal grigio al rosso.

Museo marittimo di Hoang Sa

Situato nel villaggio di An Vinh, il Museo marittimo di Hoang Sa raccoglie mappe, documenti e reperti legati alla presenza vietnamita negli arcipelaghi contesi del Mar Cinese Meridionale. La visita permette di comprendere il ruolo storico dell’isola nelle rotte e nelle rivendicazioni territoriali.

Villaggio murale di An Binh

Sull’isola minore, conosciuta anche come Dao Be, alcune abitazioni sono state trasformate in superfici artistiche. Murales colorati narrano la vita quotidiana, le tartarughe marine e il rapporto con l’oceano. È una sorta di galleria all’aperto, decisamente semplice ma molto efficace.

Templi delle balene

Diversi santuari conservano scheletri di cetacei, considerati protettori dei pescatori. Il più grande supera i 28 metri. Sono luoghi che testimoniano una forma di spiritualità legata direttamente al mare e alla sua imprevedibilità.

Le spiagge più belle di Ly Son

Sì, Ly Son è anche un reale paradiso tropicale. Il mare che bacia le sue rive è di una limpidezza tale da rendere visibili i fondali e le formazioni coralline nelle giornate più limpide. La sabbia è un miscuglio finissimo di resti organici e sedimenti vulcanici che conferiscono alla riva riflessi argentati (sempre a seconda della luce), ed è spesso incastonata tra scogliere e colate laviche solidificate. Tra le più belle spiagge segnaliamo:

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Una delle spiagge di Ly Son

Come arrivare e quando andare

Il punto di accesso più pratico per Ly Son è l’aeroporto di Chu Lai, collegato con Hanoi e Ho Chi Minh City. Da lì si prosegue via terra fino al porto di Sa Ky, distante più o meno 40 chilometri. L’ultima tratta avviene in motoscafo, con una durata di circa 35 minuti. Un’alternativa prevede l’arrivo a Da Nang, seguito da un trasferimento ferroviario o stradale verso Quang Ngai.

Il clima segue il modello monsonico. Da settembre a dicembre si concentra la stagione delle piogge, con mare agitato e collegamenti meno regolari. Il periodo più stabile va da marzo ad agosto, con temperature tra i 25 e i 30 gradi. Tra giugno e agosto si registra, invece, la maggiore affluenza: in questi mesi conviene organizzare spostamenti e alloggi con anticipo, specialmente nei fine settimana.

Ly Son non cerca di piacere a tutti e non fa nulla per adattarsi alle aspettative. Ed è proprio questo il motivo per cui lascia il segno.

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