I boccioli dei fiori punteggiano i rami di alberi e arbusti, nuova linfa scorre nella vegetazione e dentro ogni persona pronta a dedicarsi a un’immersione nella natura, contrassegnata soltanto dai rumori dei propri passi: la primavera è il momento ideale per andare alla scoperta di escursioni brevi e semplici, alla portata di tutti, da poter completare semplicemente in mezza giornata.
Anche se le giornate si sono allungate, infatti, il tempo di luce adatto al trekking è ancora ridotto. È sufficiente, tuttavia, per andare alla scoperta di prati colorati dai fiori, di boschi pieni di gemme e nuove foglie, dell’aria tiepida e profumata dei pomeriggi abbagliati da un timido sole, godendo delle bellezze naturali che impreziosiscono ogni parte d’Italia e che si possono scoprire mettendo un piede dietro l’altro.
Indice
Lombardia: l’anello dei Pizzoni di Laveno sul Lago Maggiore
Grande classico della primavera sul Lago Maggiore, questo percorso ad anello si sviluppa tra boschi di castagno e punti panoramici che si affacciano sul lago, offrendo vedute mozzafiato sulle acque scintillanti e sulle sponde svizzere all’orizzonte.
Il cammino è perfetto per chi ama le escursioni senza praticamente alcuna difficoltà tecnica: si tratta infatti di un sentiero ben segnalato, con pendenze dolci e un dislivello contenuto, adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare.
La partenza dell’escursione avviene da Vararo, piccola frazione collinare alle spalle di Laveno. Da qui si sale seguendo le indicazioni dei numerosi segnavia, attraversando una prima salita nel bosco. Prima di arrivare alla vetta dei Pizzoni di Laveno, si aprono una serie di splendide viste sul Lago Maggiore, pronte ad accompagnare l’escursionista per la maggior parte del tragitto. In primavera qui la vegetazione è rigogliosa, con fiori selvatici e arroccati muretti a secco che regalano un tocco ancor più poetico alla camminata.
Il giro completo richiede circa tre ore a passo tranquillo e raggiunge una seconda cima molto panoramica, il Monte La Crocetta. Il dislivello totale dell’escursione è di circa 350 metri, la lunghezza del percorso di poco superiore ai cinque chilometri.
Emilia Romagna: al Lago Scaffaiolo nel Parco Regionale del Corno alle Scale
Ai confini tra Emilia Romagna e Toscana, il Lago Scaffaiolo è uno dei gioielli più suggestivi dell’Appennino centrale. Si trova nel Parco Regionale del Corno alle Scale, a circa 1800 metri di quota, ed è un lago di origine glaciale, circondato da prati e montagne, dal grande impatto estetico. Qui la primavera è una vera e propria stagione di passaggio: non è raro trovare ancora della neve a decorare il panorama, mentre a fianco i prati riprendono il proprio colore verde intenso e i primi fiori fanno sentire il loro profumo.
Il sentiero per raggiungere il lago è semplice e ben tracciato: la camminata parte dal Rifugio Duca degli Abruzzi o dal parcheggio Capanna Tassoni, e dopo una prima e breve parte nel bosco attraversa uno scenario montano, con i prati erbosi battuti dal vento a fianco del sentiero. La difficoltà dell’itinerario è bassa, tuttavia è un percorso adatto a chi ha già un po’ di esperienza di cammino in montagna, seppure senza tratti esposti o particolarmente ripidi.
Quando il cielo è sereno il lago riflette il panorama circostante come uno specchio, mentre all’orizzonte campeggiano tutte le principali cime dell’Appennino tosco-emiliano: uno scenario potente ed emozionante, soprattutto al tramonto.
A citare questo lago fu anche Giovanni Boccaccio nel “De Montibus, silvis, fontibus et fluminibus”, raccontando di tempeste furiose capaci di scatenarsi se qualcuno avesse osato gettare una pietra nelle sue acque. La fantasia popolare ha fatto il resto, parlando di fondali collegati all’inferno e anime in cerca di pace, tra le leggende tramandate di generazione in generazione.
Toscana: escursione a Poggio Scali nel Parco delle Foreste Casentinesi
Nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, tra le faggete antiche del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, si trova Poggio Scali: una meta perfetta per una mezza giornata di escursione in primavera. Il cammino non è difficile, ma regala scenari tipici dell’Appennino, tra prati in fiore, antichissimi boschi e splendidi panorami sui crinali e le valli che separano la Toscana dalla Romagna.
L’escursione parte dall’Eremo di Camaldoli, luogo di spiritualità immerso tra i boschi di larici, faggi e castagni del versante aretino della catena montuosa. Qui un sentiero sempre ben definito parte con un deciso strappo in salita, ma procede poi dolce verso il crinale, che si percorre fino a raggiungere la destinazione: un ampio prato panoramico dove sostare e godersi un picnic con una vista speciale.
A fine aprile, poi, Poggio Scali diventa particolarmente bello perché oggetto della fioritura del botton d’oro, nome scientifico Trollius europaeus: un raro fiore giallo intenso che ricopre a tappeto il pianoro, rendendo l’esperienza ancora più magica.
Raggiungere Poggio Scali, a quota 1540 metri sul livello del mare, richiede un’escursione di un paio d’ore, tempo di cammino da raddoppiare per calcolare la durata dell’intero percorso, andata e ritorno.
Marche: il Sentiero delle Cascate di Sarnano
Il Sentiero delle Cascate Perdute di Sarnano è un percorso ad anello immerso nel verde che porta a incontrare le tante cascate che caratterizzano il territorio in questo antico, piccolo e caratteristico centro alle pendici dei Monti Sibillini.
Il sentiero si sviluppa seguendo il corso del torrente Tennacola, partendo dal centro storico medievale di Sarnano e addentrandosi nelle campagne circostanti. La lunghezza complessiva dell’escursione è modulabile: una versione più breve dell’anello dura appena un paio d’ore e porta a scoprire le tre cascate principali, mentre la versione lunga conduce più lontano dal paese fino a condurre a due ulteriori cascate nascoste. In entrambi i casi, comunque, si tratta di escursioni semplicissime, adatte davvero a chiunque.
In primavera il volume dell’acqua che scroscia dalle varie cascate è elevato, per effetto dello scioglimento delle nevi in quota e delle piogge stagionali, rendendo le cascate ancora più imponenti e spettacolari. La prima cascata che si incontra è la Cascata del Mulino, un salto d’acqua doppio e davvero scenografico, che lascia a bocca aperta: si rimane per lunghi minuti in contemplazione. Da lì si raggiungono in una decina di minuti lu Vagnatò e le Cascatelle, altre due cascate nascoste in anfratti naturali che sembrano uscite direttamente da una fiaba.
Le cascate più lontane sono invece le Pozze dell’Acquasanta e la Cascata del Pellegrino, molto vicine l’una all’altra: le prime sono caratterizzate da una serie di marmitte dei giganti dove scorre un’acqua cristallina e purissima, l’altra un salto violento e spettacolare nascosto tra le fronde del bosco.
Abruzzo: escursione nella Valle dell’Orfento
Nella Riserva Naturale della Valle dell’Orfento, in Abruzzo, si snoda uno dei percorsi fluviali più affascinanti dell’Appennino: un sentiero che segue il corso dell’omonimo torrente tra pareti di roccia, acque cristalline e ponticelli sospesi. Si tratta di un itinerario perfetto per chi desidera un’escursione alla scoperta di natura e storia in un ambiente rimasto selvaggio, eppure accessibile.
La Valle dell’Orfento si trova nel Parco Nazionale della Majella, una delle aree protette più suggestive d’Italia. Uno dei percorsi più semplici, fattibile con mezza giornata di cammino, porta al cosiddetto Ponte del Vallone, compiendo un anello di circa 8 chilometri con un dislivello minimo, di poco superiore ai 200 metri. Lo si può completare in circa tre ore di escursione immersa in un contesto naturale unico, tra le fronde del bosco e le pareti della gola scavata dall’Orfento.
La prima parte del percorso è in cresta, con una serie di viste panoramiche sul vallone del torrente. Dopo poco meno di quattro chilometri si arriva al Ponte del Vallone, un attraversamento in legno piuttosto suggestivo che permette di superare l’Orfento e imboccare la parte di sentiero che torna verso la partenza. Questa seconda parte è più a ridosso delle sponde del corso d’acqua, alla scoperta di antichi rifugi preistorici e altre testimonianze delle attività umane, ma anche angoli di natura totalmente incontaminata, arricchita dai flutti cristallini del torrente.