Il Colorado delle Alpi è scolpito nella roccia rossa: le incantevole Gole del Daluis

Una strada stretta tra pareti color vino, antiche gallerie minerarie, ponti arditi e il torrente Var in fondo al canyon: è un paesaggio alpino sorprendente

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

In questa parte dell’entroterra di Nizza il verde delle Alpi Marittime lascia spazio a una lunga fenditura color rosso scuro. E proprio qui c’è una strada che si infila tra pareti altissime, attraversa gallerie scavate nella roccia, supera ponti e procede accanto a precipizi che raggiungono circa 300 metri. In basso scorre il Var, il fiume che ha inciso il canyon nel corso di milioni di anni.

È questo contrasto a rendere le Gole del Daluis una delle formazioni geologiche più sorprendenti della Francia meridionale. Il soprannome di “Colorado nizzardo”, oppure “Piccolo Colorado di Nizza”, appare subito comprensibile davanti alle pareti color vino, così lontane dall’immagine classica delle montagne provenzali.

La gola appartiene alla Riserva Naturale Regionale delle Gorges de Daluis, istituita nel 2012 e prima riserva naturale classificata nelle Alpi Marittime. Il territorio protetto supera i 1.000 ettari tra i comuni di Guillaumes e Daluis e conserva un patrimonio geologico, minerario, botanico e faunistico di grande interesse.

Origini, formazione e leggende

Circa 270 milioni di anni fa, alla fine dell’era primaria, la Provenza aveva un aspetto completamente diverso da quello attuale. I sedimenti che avrebbero formato le rocce chiamate pélite si depositarono all’interno di un enorme rift, una vasta zona sottoposta a fratture e movimenti della crosta terrestre, sotto un clima tropicale umido.

La pélite è una roccia sedimentaria relativamente friabile. Il suo caratteristico rosso bordeaux nasce dall’ossidazione del ferro presente al suo interno. Il risultato è una massa rocciosa dalle tonalità insolite, attraversata da fratture e incisioni che l’erosione ha progressivamente ampliato.

A dare forma all’attuale canyon è stato soprattutto il Var. Per milioni di anni il fiume ha scavato la pélite, sfruttandone la fragilità, fino a creare una gola stretta con pareti verticali e profondi strapiombi. Il risultato raggiunge dimensioni impressionanti, con una fenditura lunga oltre 900 metri e pareti che arrivano a circa 300 metri sopra il corso d’acqua.

La geologia della zona diventa ancora più interessante osservando i diversi colori delle rocce. Al rosso della pélite si contrappongono le formazioni calcaree sovrastanti e il bianco della quarzite del Triassico. Quest’ultima è una roccia molto dura, utilizzata anche nella costruzione di alcuni edifici e manufatti locali, compreso il ponte di Berthéou.

Sotto le pareti si nasconde inoltre una storia mineraria: la Riserva custodisce oltre 70 specie di minerali censite nelle diverse gallerie del territorio. Alcuni minerali, tra cui barrotite e gilmarite, sono stati identificati per la prima volta proprio in questa zona. Poi c’è il Pont de la Mariée, il Ponte della Sposa, forse il punto più famoso dell’intero itinerario.

Il ponte in quarzite attraversa un vuoto di circa 80 metri ed è legato a una vicenda tragica risalente al 30 luglio 1927. Secondo la storia tramandata, una giovane sposa in viaggio di nozze raggiunse la gola insieme al marito nelle ore serali. La donna precipitò dal ponte in circostanze rimaste avvolte dal dubbio. La versione dell’epoca attribuì la caduta a un errore provocato dall’oscurità, mentre la vicenda alimentò inevitabilmente interrogativi mai del tutto chiariti.

Poco più avanti compare un’altra presenza singolare: un blocco di pélite rosso che assume la forma di un volto femminile e viene chiamato “la Guardiana delle gole“. Contemporaneamente, specie alpine e mediterranee condividono questo ambiente, dai camosci al gallo forcello, dall’aquila reale alla lucertola ocellata.

La visita tra strada panoramica, belvedere e antiche gallerie

Il modo più immediato per conoscere la gola consiste nel percorrere la D2202, la strada che attraversa la Riserva e segue per circa 11 km il settore più spettacolare del canyon. L’asfalto rende il percorso accessibile in automobile e in moto, ma alcuni tratti sono stretti, tortuosi e affacciati sul vuoto. Le 17 gallerie aggiungono un elemento quasi cinematografico al viaggio. Alcune sono brevi, altre più profonde e prive di illuminazione, perciò è utile procedere lentamente e con attenzione.

Meglio concedersi tempo per le soste: la strada offre scorci continui sulle pareti rosse, sul Var e sulle strutture lasciate dall’antica linea tranviaria. Una delle fermate più suggestive è proprio il Pont de la Mariée, dal quale la profondità della gola appare in tutta la sua evidenza.

Per chi vuole conoscere il paesaggio a piedi, il Point Sublime rappresenta una delle esperienze più interessanti. Il sentiero interpretativo parte nei pressi del ponte di Berthéou e conduce a un belvedere affacciato sul canyon. L’escursione richiede circa 2 ore tra andata e ritorno. Dall’alto, il Var sembra molto più piccolo rispetto alle pareti che lo racchiudono e le antiche miniere di Roua diventano riconoscibili nel paesaggio.

Un’esperienza più impegnativa è il Circuit des Balcons des Gorges de Daluis, itinerario ad anello di 2 giorni con difficoltà media. Il percorso attraversa sentieri e piste, comprende una passerella sopra il Var, un tratto con scala a fianco della parete rocciosa, antichi abitati e numerosi punti panoramici. È previsto anche un bivacco presso Roua, con prenotazione obbligatoria.

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Un tunnel nelle Gole del Daluis

La vegetazione sembra quasi aggrappata alla montagna: ginestra, bosso, timo e ginepro riescono a crescere su un substrato povero d’acqua e nutrienti. Tra le rocce compaiono specie adattate a condizioni difficili, mentre sulle superfici rosse possono essere individuati anche i piccoli molluschi simbolo della Riserva.

Essendo un’area naturale protetta, il territorio richiede particolare attenzione. È vietato raccogliere rocce, minerali e piante, disturbare la fauna e lasciare rifiuti; i cani devono restare al guinzaglio. La raccolta di campioni geologici è riservata agli studiosi autorizzati.

Dove si trovano e come arrivare

Le Gole del Daluis si trovano nell’entroterra delle Alpi Marittime, tra Daluis e Guillaumes, a nord-ovest di Nizza. La posizione le rende perfette per un itinerario più ampio attraverso l’alto entroterra nizzardo, soprattutto insieme a Entrevaux e alle vicine Gorges du Cians.

Da Entrevaux si segue la strada in direzione di Daluis e Guillaumes. La gola compare progressivamente davanti agli occhi, con il paesaggio che cambia fino alle grandi pareti rosse. Da Guillaumes la D2202 permette di attraversare il settore principale delle gole lungo la Route des Grandes Alpes.

Chi arriva in treno può utilizzare la stazione di Entrevaux, servita dal Train des Pignes, situata a circa 15 minuti dalla Riserva. Da Guillaumes è inoltre possibile raggiungere Valberg, importante località alpina dell’entroterra nizzardo, e proseguire verso le Gorges du Cians per costruire un itinerario dedicato ai canyon rossi delle Alpi Marittime.

Il viaggio può proseguire verso Puget-Rostang, con una deviazione all’Ecomusée de la Roudoule, oppure verso Entrevaux, borgo medievale fortificato che offre un interessante contrappunto storico alla natura selvaggia delle gole.

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