La Fortezza di Srebrenik, un gioiello “d’argento” incastonato nella roccia

Un castello nato per brillare tra le vette è uno dei luoghi panoramici più suggestivi: benvenuti nella fortezza dalla storia tormentata che domina colline e silenzi

Pubblicato:

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Domina una collina che apre lo sguardo verso la valle sottostante ed è riconoscibile con le sue imponenti mura di pietra che raccontano secoli di storia tra battaglie, conquiste e leggende: è la Fortezza di Srebrenik, un castello incastonato tra le rocce scoscese della montagna Majevica, pronto a stupire chiunque decida di avventurarsi tra le sue torri e i panorami mozzafiato che sa regalare ad ogni scorcio. Il suo nome, che deriva dalla città in cui sorge (Srebrenica in italiano), richiama l’argento: significa infatti “miniera d’argento” suggerendo come fosse un baluardo pensato per brillare tra i picchi bosniaci, simbolo di potere e protezione.

Dal 2004, è riconosciuta come monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina, un titolo che celebra il suo valore storico e culturale e ne garantisce la tutela, proprio come un gioiello raro che ha bisogno di essere custodito e ammirato.

Una storia tormentata

Nessuna fonte storica precisa indica l’anno esatto della costruzione della Fortezza di Srebrenik, ma le prime notizie ufficiali risalgono al 1333, quando un sovrano bosniaco emise editti importanti da questo territorio. Non sono mancati i conflitti nella sua storia tormentata: la posizione strategica, lungo antiche rotte militari, la rese protagonista di numerosi scontri, come quello del 1363 con l’esercito di Luigi I d’Ungheria, che qui subì pesanti perdite. Nei decenni successivi cambiò più volte proprietario tra ungheresi, serbi e Ottomani. Proprio questi ultimi, nel XVI secolo, costruirono al suo interno una moschea, i cui resti ancora oggi raccontano del loro dominio e delle stratificazioni storiche di questo prezioso sito.

Con il tempo, la fortezza perse importanza militare e fu lentamente abbandonata: l’ultimo soldato lasciò le sue mura nel 1835. Nonostante ciò, il fascino della struttura è rimasto intatto, come un testimone silenzioso di secoli di storia turbolenta.

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La Fortezza di Srebrenik, un gioiello “d’argento”

Panorami e curiosità sulla fortezza

La Fortezza di Srebrenik non è solo una rappresentante incredibile della storia, ma anche un’esperienza sensoriale. Chi ama la fotografia non può perderla: la costruzione in pietra si erge su rocce scoscese, con muri spessi e una torre centrale che domina il paesaggio circostante a 360°, offrendo scorci perfetti per scattare immagini incredibilmente suggestive. Passeggiando tra lesale e camminamenti, inoltre, ci si immerge in un’atmosfera sospesa nel tempo, dove ogni pietra racconta un frammento di passato.

Ad incuriosire è anche il suo nome, che ha origini poetiche: “Srebrenik” richiama infatti l’argento. Il desiderio era che la fortezza brillasse tra le montagne come un gioiello incastonato tra le vette. Una curiosità che rende il luogo ancora più affascinante e una tappa imperdibile alla scoperta di questo territorio ancora poco battuto dal turismo.

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La Fortezza di Srebrenik con il suo ponte

Dove si trova e come raggiungerla

La fortezza sorge sulle pendici nord-orientali del monte Majevica, nel villaggio di Gornji Srebrenik a circa 5 chilometri dalla città omonima.

Dall’Italia, si può prendere un volo diretto per Sarajevo, dove noleggiare un’auto per spostarsi verso Srebrenik. Si imboccano le strade principali in direzione nord‑est verso Zenica e poi si prosegue verso Tuzla, seguendo le indicazioni per il castello, che si raggiunge in circa 2 ore e mezza.

Una volta giunti alla città, si seguono le indicazioni locali per la collina su cui sorge la fortezza. L’ultimo tratto è una camminata in salita verso il sito medievale, il cui unico accesso è un ponte antico. Raggiungerla la fortezza richiede un piccolo sforzo fisico, ma la passeggiata è ripagata dai panorami emozionanti che regala.

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