Il castello che sembra uscito da un racconto antico e dove vive un (vero) fantasma: Veliki Tabor, in Croazia

Un viaggio fra le colline croate dove pietre rinascimentali racchiudono la tragica leggenda d’amore di Veronika Desinić e i segreti dei conti di Celje

Pubblicato:

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Sul colle di Košnički Hum, tra prati fioriti, colline morbide e l’orizzonte che arriva fino alle montagne della Slovenia, si staglia il particolarissimo profilo di Veliki Tabor. La sua sagoma bianca, i tetti rossi e le torri semicircolari fanno pensare a un castello uscito da una storia antica, anche se qui la storia ha avuto il volto concreto della difesa, delle famiglie nobili e di una ragazza diventata leggenda. A 333 metri sul livello del mare, domina il paesaggio sud-occidentale della regione Hrvatsko Zagorje, e conserva uno dei complessi fortificati tardo medievali e rinascimentali meglio preservati della Croazia continentale.

Il suo nome richiama l’idea di un campo militare o di guerra, dettaglio che chiarisce subito la vocazione originaria del complesso: qui l’architettura doveva proteggere, resistere e controllare il territorio. Poi, nei secoli, le mura hanno accolto abitazioni, sale, una cappella, cantine e storie in grado di attraversare il tempo.

La forma attuale, infatti, è il risultato di interventi diversi. Il nucleo più antico è il palazzo centrale, circondato da 4 torri semicircolari e da possenti mura difensive. Le basi inclinate e le soluzioni adottate rispondevano alle esigenze della guerra con le armi da fuoco. Il complesso occupa circa 3340 m² e presenta ben 12 coperture differenti, una caratteristica che dà vita a un profilo movimentato.

Breve storia e leggende del Castello di Veliki Tabor

La verità va svelata subito: la storia di Veliki Tabor conserva ancora qualche zona d’ombra. Alcuni studiosi hanno collocato la costruzione delle parti più antiche verso la metà del XV secolo, altri hanno indicato l’inizio del XVI. I dati più recenti sostengono la prima ipotesi, ma di certezze ce ne sono davvero poche.

Le torri semicircolari furono aggiunte tra XV e XVI secolo, mentre il nucleo fortificato centrale resta il cuore del complesso. La torre pentagonale viene attribuita al XII secolo secondo una delle ricostruzioni storiche riportate dalle fonti del castello. Intorno al 1820 arrivarono l’attuale porta d’ingresso e l’area di accesso.

Per lungo tempo Veliki Tabor appartenne alla nobile famiglia Rattkay, che lo mantenne fino al 1793. Tra i suoi proprietari figura anche Oton Iveković, celebre pittore croato. Il castello ha poi continuato a raccogliere testimonianze di epoche diverse, trasformandosi in un luogo culturale che racconta la regione attraverso mostre, reperti e vicende personali.

La storia più famosa, però, ha il nome di Veronika di Desinić. La tradizione orale parla dell’amore tra la giovane ragazza e Fridrik Celjski, figlio del conte Herman II di Celje. La loro relazione suscitò la furia del padre, contrario all’unione. I due innamorati fuggirono segretamente verso la Slovenia e si sposarono, ma fu una fuga che, però, ebbe vita breve: Fridrik fu rinchiuso nella Torre di Celje per 4 anni, mentre Veronika venne catturata e imprigionata a Veliki Tabor.

Accusata di stregoneria, fu sottoposta a un processo. I giudici la dichiararono innocente, ma la tradizione racconta che Herman II, accecato dalla rabbia, ordinò comunque la sua morte. Veronika sarebbe stata annegata in un contenitore di legno riempito d’acqua nel cortile del castello. Il suo corpo, secondo la leggenda, venne murato nella parte che collega la torre pentagonale all’ingresso.

Da allora Veronika è diventata la presenza più inquietante di Veliki Tabor. La sua storia appartiene al patrimonio culturale immateriale della Croazia e nel 2015 la tradizione orale legata a Veronika Desinićka è stata iscritta nel Registro dei beni culturali della Repubblica di Croazia.

Il castello dedica alla leggenda una mostra che ricostruisce il contesto storico e raccoglie opere artistiche ispirate alla vicenda dal XV al XXI secolo. Nei lunghi mesi invernali, dicono le voci locali, il vento tra le mura può assumere un suono quasi umano. A Veliki Tabor, quindi, la leggenda ha ancora una voce.

Come visitare e cosa vedere a Castello di Veliki Tabor

La visita parte dal complesso fortificato e conduce dentro un’architettura che cambia atmosfera a seconda degli spazi. Le gallerie interne, decorate con colonnati, hanno un fascino particolare nelle ore serali, quando le colonne proiettano ombre allungate sotto la luce lunare. Il grande pozzo merita attenzione per la struttura e per i suoi 31 metri di profondità. È uno di quei dettagli che fanno percepire la vita quotidiana della fortezza, lontano dall’immagine romantica del castello da cartolina.

iStock@Sergey Strelkov
Dentro il Castello di Veliki Tabor

La vecchia cantina del vino conserva un grande torchio. D’estate offre una freschezza quasi sorprendente, mentre nella stagione fredda restituisce un senso di raccolta intimità. La Rustical Hall è considerata la sala più bella del complesso, dove le alabarde contribuiscono all’atmosfera e riportano subito l’immaginazione verso l’epoca delle guarnigioni e dei signori feudali.

Al primo piano si trova la cappella del castello, legata anche alla memoria di Veronika. Qui viene protetto il suo teschio secondo la tradizione museale del luogo. La visita può proseguire attraverso le esposizioni temporanee, spesso dedicate alla storia naturale, all’arte e alla cultura croata.

Tra le proposte più curiose c’è la mostra sui mammut lanosi, giganti dell’era glaciale. Il percorso apre una finestra sul passato geologico della Terra e racconta adattamenti, ecosistemi e cambiamenti climatici attraverso la paleontologia. Un’altra esposizione è dedicata a Gjuro Prejac, artista nato a Desinić nel 1870 e autentico talento multiforme.

La visita guidata richiede prenotazione anticipata per gruppi e laboratori educativi. Il castello rientra anche in itinerari più ampi nel nord-ovest della Croazia, con tour di mezza giornata, percorsi in bicicletta e programmi che collegano Veliki Tabor a Krapina, al Museo dei Neanderthal e al villaggio etnografico di Kumrovec. Qui, però, conviene lasciarsi un po’ di tempo per il panorama: il castello è la meta, il paesaggio intorno è parte della visita.

Dove si trova e come arrivare

Veliki Tabor si trova nei pressi di Desinić, nello Hrvatsko Zagorje, a circa un’ora di auto dal centro di Zagabria. Il tragitto attraversa le colline ondulate della Croazia settentrionale e accompagna verso un paesaggio sempre più verde, fatto di prati e rilievi dolci. La fortezza sorge sulla sommità di Košnički Hum e la sua posizione elevata rende facile riconoscerla una volta arrivati nei dintorni.

L’auto resta la soluzione più pratica per raggiungere il castello da Zagabria e per inserire la visita in un itinerario regionale. La strada verso Desinić conduce gradualmente fuori dal ritmo della Capitale e prepara all’arrivo. Poi compare Veliki Tabor, bianco e rosso contro il verde dello Zagorje.

È proprio questa la sua unicità: se Trakošćan può contendersi il titolo di castello più bello della regione, Veliki Tabor ha mura nate per la guerra, sale trasformate dal tempo, una vista che attraversa il confine e una leggenda d’amore tanto famosa da essere entrata nel patrimonio culturale immateriale croato.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963