Sidi Bou Saïd entra nel Patrimonio mondiale UNESCO: è il decimo sito della Tunisia

Il borgo più fotografato della Tunisia diventa Patrimonio mondiale UNESCO, ecco cosa visitare e perché scoprire questa meraviglia

Pubblicato:

Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

Il bianco delle facciate e il blu intenso di porte e finestre ha fatto sì che uno dei luoghi più riconoscibili della Tunisia entrasse nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Sidi Bou Saïd è il decimo sito della nazione che ottiene questo importante riconoscimento.

Sidi Bou Saïd, il nuovo Patrimonio UNESCO della Tunisia

Sidi Bou Saïd punta al riconoscimento internazionale come centro culturale e spirituale del Mediterraneo. È questo il titolo scelto per la candidatura del borgo tunisino, avviata nel 2024 dal ministero degli Affari culturali e dall’Istituto nazionale del patrimonio, con il coinvolgimento delle autorità locali.

Sono tre i motivi principali che hanno portato all’elezione: il primo è sicuramente l’architettura unica del borgo con case bianche e azzurre affacciate sul mare; poi c’è il legame spirituale con il maestro sufi Sidi Abu Said e dunque il suo fortissimo spirito artistico. Da oltre un secolo proprio qui pittori, scrittori e creativi si incontrano scambiandosi idee e ispirazioni da tutto il mondo.

L’estetica per cui Sidi Bou Saïd è conosciuta oggi prese forma soprattutto nei primi anni del Novecento. Un ruolo decisivo lo ebbe il barone Rodolphe d’Erlanger, musicologo e studioso della cultura araba. Restaurò il palazzo Ennejma Ezzahra e si impegnò nella difesa dell’architettura tradizionale. Fu allora che le pareti bianche e gli infissi blu diventarono una regola. E, col tempo, il simbolo del paese.

Il riconoscimento UNESCO è prezioso ma porta con sé obblighi come quello di controllare lo sviluppo urbano e proteggere l’integrità delle abitazioni storiche gestendo al meglio l’aumento dei visitatori.

iStock
L’incantevole cittadina di Sidi Bou Saïd

Gli altri patrimoni UNESCO della Tunisia

In elenco, oltre a Sidi Bou Saïd inserito nel 2026 ci sono:

  1. Medina di Tunisi;
  2. Sito archeologico di Cartagine;
  3. Anfiteatro di El Jem;
  4. Parco nazionale di Ichkeul;
  5. Città punica di kerkouane e la sua necropoli;
  6. Medina di Susa;
  7. Al-Qayrawan;
  8. Dougga;
  9. Gerba.

Cosa vedere e cosa fare a Sidi Bou Saïd

Le vie principali salgono tra muri candidi, portoni decorati, grate in ferro battuto e balconi coperti da bouganville. Basta allontanarsi di pochi metri dai percorsi più frequentati per trovare cortili silenziosi e scorci sul Golfo di Tunisi.

Una delle tappe imperdibili è Dar El Annabi, una casa tradizionale oggi sede museale. Al suo interno si possono ammirare un patio e gli arredi tipici, oltre ad abiti e oggetti che raccontano la vita tunisina del passato. Nella stessa zona c’è anche Ennejma Ezzahra, il palazzo costruito da d’Erlanger al cui interno è ospitato il Centro delle musiche arabe e mediterranee.

Può bastare una giornata per visitarlo ma la cosa più interessante è che può essere inserito in un itinerario di più giorni della Tunisia comprendendo ad esempio Tunisi, il museo del Bardo e Cartagine.

iStock
Il centro di Sidi Bou Saïd

Dove si trova Sidi Bou Saïd e come raggiungerlo

Per visitare Sidi Bou Saïd la cosa migliore è partire da Tunisi che dista circa 18 chilometri; in auto si è comodi e liberi da orari ma per chi viaggia con i mezzi pubblici è disponibile il treno che collega la capitale con La Goulette, Cartagine, Sidi Bou Saïd e La Marsa.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963